La “Scatola del tempo”, il museo più piccolo d’Italia – una stanza di soli 24 metri quadrati – dopo 10 anni di attività chiude. Nonostante il successo, il fondatore dell’omonima associazione culturale, Mario Sotgiu è costretto ad abbandonare il locale per la vendita del palazzo nel quale è ospitato da parte del proprietario. «Purtroppo – racconta il presidente – il Comune di Arzachena non ha avuto la possibilità di acquistare l’immobile, e quindi siamo stati costretti a chiudere. Ci hanno inviato tanti messaggi di dolore, anche dall’estero».
I tesori del museo verso nuovi luoghi
Il museo ospitava la narrazione bilingue della storia del territorio. Una storia antica e moderna ricostruita da archeologi e storici qualificati e raccontata attraverso pannelli, manufatti, documenti, foto e lettere. «La tristezza è ancora tanta – spiega Sotgiu – ma il dolore è stato lenito dai volontari. Abbiamo cercato di reagire subito, avanzando nuovi progetti. E, grazie al contributo finanziario del Comune che ci sostiene ormai da tre anni e dalla disponibilità della parrocchia che ha messo a disposizione la casedda di lu furru – il museo del pane – e la chiesetta di San Pietro, ne abbiamo già realizzati molti».
Non hanno perso tempo, dunque, e la prima proposta è stata un cammino tra le campagne galluresi, realizzato attraverso il “Cantico di pietra”, un percorso fotografico a cura di Giuseppe Contini. Con gli occhi dei “temerari viaggiatori dell’800”, invece, è stato possibile scoprire un’Arzachena inedita, raccontata in forma scritta dai rampolli delle case aristocratiche europee impegnati nel Grand Tour, un viaggio d’istruzione molto in voga all’epoca. La mostra ha avuto un successo così grande che la sua chiusura è stata posticipata dal 13 agosto al 15 ottobre.