L'ultimo 30. Alessandro Giuli ha finito col massimo dei voti (ma senza lode) gli esami alla Sapienza prima della laurea triennale in Filosofia. E ora il suo curriculum, pubblicato da tempo sul sito del Maxxi quando ne fu nominato presidente, corrisponde davvero alla realtà: prove finite, manca solo la laurea.
Arrivato alle 8 del mattino, in silenzio stampa ma col sorriso sul volto davanti a chi gli chiedeva se si sarebbe accontentato di un “18 politico”, Giuli ha dribblato i giornalisti, ha evitato le contestazioni del collettivo Cambiare rotta e ha schivato pure le polemiche per un esame che avrebbe potuto sostenere a distanza o in un’altra sede "per ragioni straordinarie".
E straordinario era di certo l'ultimo esame del ministro della Cultura che solo ora, a 48 anni, ha deciso di chiudere il suo percorso accademico iniziato in gioventù nel più grande ateneo romano.
L'ultimo 30. Alessandro Giuli ha finito col massimo dei voti (ma senza lode) gli esami alla Sapienza prima della laurea triennale in Filosofia. E ora il suo curriculum, pubblicato da tempo sul sito del Maxxi quando ne fu nominato presidente, corrisponde davvero alla realtà: prove finite, manca solo la laurea.
Arrivato alle 8 del mattino, in silenzio stampa ma col sorriso sul volto davanti a chi gli chiedeva se si sarebbe accontentato di un “18 politico”, Giuli ha dribblato i giornalisti, ha evitato le contestazioni del collettivo Cambiare rotta e ha schivato pure le polemiche per un esame che avrebbe potuto sostenere a distanza o in un’altra sede "per ragioni straordinarie".
E straordinario era di certo l'ultimo esame del ministro della Cultura che solo ora, a 48 anni, ha deciso di chiudere il suo percorso accademico iniziato in gioventù nel più grande ateneo romano.
L’esame anticipato
Giuli però ha scelto di sostenerlo in presenza, nello studio del suo prof al secondo piano della facoltà di Lettere, seppur in largo anticipo rispetto all'orario di apertura della sessione e dunque prima di tutti gli altri studenti. Se l’appuntamento pubblico era alle 9.30 per l’interrogazione di una sfilza di ragazzi il cui nome e cognome era scritto su un foglio volante appeso sulla porta della sala ricevimenti, Giuli è arrivato in gran segreto un’ora e mezzo prima e intorno alle 8.20 ha lasciato, da una porta secondaria, la facoltà.
"Per ragioni di sicurezza - ha spiegato il professore di Storia del cristianesimo e delle chiese, Gaetano Lettieri, che lo ha interrogato -. La Sapienza, d’accordo con le forze di polizia allertate dalla contestazione dei collettivi studenteschi, ha contatto il ministro e gli ha chiesto di anticipare alle otto del mattino l'orale. Il ministro non era d'accordo ma si è convinto”.
Metropolis - L'ultimo esame di Giuli alla Sapienza, Giannoli: "Il ministro studente ha preso 30, ma i ragazzi lo bocciano"
Il corridoio blindato
Tra l’orario anticipato e la blindatura dell’aula qualche studente ha parlato di “corridoio off limits” e di “privilegio del ministro”: "Non si poteva vedere l'esame, la zona era off limits, ma abbiamo visto il ministro entrare alle 8 precise. Sarà stato dentro dieci, quindici minuti. Meno del solito. Delle guardie del corpo, lo staff del ministro non facevano entrare all'interno del corridoio", ha raccontato ai microfoni Nicholas.
Ma per la preside di facoltà Arianna Punzi “l’esame è stato regolarissimo”. Di più, “limpido” per Gaetano Lettieri, che ha spiegato: “L’orale si è svolto a porte aperte, davanti a due assistenti, altre due persone e qualche studente fermo davanti all'aula". Oltre a un gruppetto di poliziotti in borghese a presidiare il via vai.
L'ultimo esame di Giuli, il prof: 'Domande difficili, il ministro era preparato'
Il 30 e le contestazioni
Poi Giuli è filato via, con l'ultimo 30 sullo statino da studente in Storia e teoria delle dottrine teologiche. "Non ci sono stati sconti sulle domande che sono state difficili e puntuali - ha detto Lettieri - e Alessandro Giuli ha risposto con grande competenza. E non vi è stato alcun cedimento né alcun timore da parte mia nell’avere davanti un ministro della Repubblica. Era uno studente come tutti gli altri. E la Sapienza garantisce a tutti, anche a chi fa politica, a prescindere dall’orientamento politico, di portare avanti e concludere il suo percorso di formazione. Qualsiasi limitazione di questo diritto è fascista e illegale”.
A chi contestava la presenza in ateneo del ministro con un passato da estremista nero in Meridiano zero, il prof ha risposto ancora: "Non era qui come ministro ma come privato cittadino, come studente, ne ha tutto il diritto, lo dice la Costituzione".
Anzi, quel diritto se l’è sudato se, come dice Lettieri “erano due anni che Giuli si preparava a questo esame, il programma gli era stato dato un anno e mezzo fa, e il fatto che sia diventato ministro poco prima dell’esame è stata una fortunata casualità, dettata da altri eventi”. Leggi: Boccia-Sangiuliano.
Poco per la quarantina di attivisti di Cambiare rotta che hanno deciso comunque di srotolare uno striscione ed esporre cartelli di protesta, pur in assenza del contestato. Sul lenzuolo bianco steso davanti a Lettere si legge: "Giuli lo bocciamo noi. Bocciamo il fascismo e la cultura del precariato".
Verso la laurea su Costantino
Il ministro invece è stato promosso, e a pieni voti. E chissà magari è già al ministero a ripassare. A gennaio si apre la prima sessione di laurea utile. "Non c'è ancora una data - precisa Lettieri che sarà suo relatore - Quando la tesi sarà presentabile e discutibile fisseremo il giorno”. Un’unica certezza: “Sarà su Costantino".