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Migranti, l’allarme di Oim, Unhcr e Unicef: da gennaio 1.229 morti nel Mediterraneo

Migranti, l’allarme di Oim, Unhcr e Unicef: da gennaio 1.229 morti nel Mediterraneo

Se gli arrivi sono diminuiti di più del 70 per cento, i naufragi no. Quasi cinque persone al giorno perdono la vita durante la traversata

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Quasi 1.300 persone morte da gennaio ad oggi solo sulla rotta centrale del Mediterraneo, percentualmente molte di più di quelle registrate nel 2023, anno record di arrivi in Italia. “Queste tragedie - accusano Oim, Unhcr e Unicef - sono evitabili, e la necessità di fornire una risposta significativa non può essere più rimandata. Salvare vite umane non è un'opzione. E' un obbligo legale. E' un imperativo morale”.

Parole che cadono nel vuoto nell’Italia che alla vigilia dell’anniversario del tragico naufragio di Lampedusa da luce verde a una nuova stretta sulle attività degli aerei civili, che più di una volta hanno fornito indicazioni preziose per soccorrere barchini in difficoltà, mentre le navi ong continuano a essere regolarmente bloccate in porto.

Cimitero Mediterraneo

Nel frattempo, il Mediterraneo diventa sempre più pericoloso. Se gli arrivi sono crollati di quasi il 70 per cento, il decremento del numero di morti e dispersi non supera il 50. Nonostante dalle rotte siano pressoché spariti, salvo rare eccezioni i pericolosissimi barchini in ferro che partivano dalla Tunisia e bastava un’onda per fare inabissare, nel 2024 quasi cinque persone al giorno sono morte tentando la traversata del Mediterraneo.

I minori

“Tra loro – sottolineano Oim, Unhcr e Unicef - molte persone di minore età, tra cui neonati e bambini e adolescenti che viaggiano da soli, senza figure adulte di riferimento. Molti sono in fuga da conflitti, povertà estrema, discriminazioni e violenze subite nei paesi di transito o di prima destinazione, ma anche dall'impatto devastante dei cambiamenti climatici". Barconi, gusci di ferro, di ferro o di vetroresina, gommoni quale che sia l’imbarcazione su cui tentano la traversata, sono tutti “unfit to sail”, inadatti alla navigazione.

L’allarme

“Sollecitiamo sforzi ulteriori a livello europeo per rafforzare la cooperazione in operazioni coordinate di ricerca e soccorso a supporto del prezioso lavoro salvavita della Guardia costiera italiana in uno spirito di condivisione delle responsabilità e solidarietà tra i paesi di primo approdo”, è l’appello di Oim, Unhcr e Unicef, che esortano gli Stati a costruire “percorsi sicuri e regolari come i corridoi umanitari, universitari e lavorativi, le evacuazioni di emergenza e il programma di reinsediamento per chi cerca protezione e asilo, per le persone più vulnerabili, o per chi desidera ricongiungersi con i propri familiari, al fine di ridurre la dipendenza dalle pericolose traversate via mare in mano a trafficanti senza scrupoli".

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