In un anno in Italia muoiono 11 mila persone a causa delle infezioni ospedaliere. È solo uno dei dati che descrivono il fenomeno della resistenza agli antibiotici, problema centrale per i sistemi sanitari di tutto il mondo che sarà al centro del G7 sanità che si apre oggi ad Ancona.
Le parole di Schillaci
Il ministro alla Salute Orazio Schillaci ha introdotto l’appuntamento ricordando l’impegno “a potenziare a livello internazionale la capacità di gestione e controllo di eventuali epidemie in tutte le aree del pianeta, nonché a incentivare la collaborazione tra Paesi per sostenere la ricerca e i nuovi farmaci, anche alla luce dell'emergenza legata all'antimicrobico resistenza”. E in apertura del vertice ha detto ai delegati di Giappone, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Canada e Unione Europea, a quelli dei Paesi ospiti (Albania, Brasile, India, Regno Arabia Saudita e Sudafrica) e alle organizzazioni internazionali Fao, Oms e Ocse, che nei due giorni di lavoro "approfondir…
In un anno in Italia muoiono 11 mila persone a causa delle infezioni ospedaliere. È solo uno dei dati che descrivono il fenomeno della resistenza agli antibiotici, problema centrale per i sistemi sanitari di tutto il mondo che sarà al centro del G7 sanità che si apre oggi ad Ancona.
Le parole di Schillaci
Il ministro alla Salute Orazio Schillaci ha introdotto l’appuntamento ricordando l’impegno “a potenziare a livello internazionale la capacità di gestione e controllo di eventuali epidemie in tutte le aree del pianeta, nonché a incentivare la collaborazione tra Paesi per sostenere la ricerca e i nuovi farmaci, anche alla luce dell'emergenza legata all'antimicrobico resistenza”. E in apertura del vertice ha detto ai delegati di Giappone, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Canada e Unione Europea, a quelli dei Paesi ospiti (Albania, Brasile, India, Regno Arabia Saudita e Sudafrica) e alle organizzazioni internazionali Fao, Oms e Ocse, che nei due giorni di lavoro "approfondiremo ulteriormente la discussione sulla resistenza antimicrobica e sul cambiamento climatico, secondo l'approccio One Health. Discuteremo inoltre degli incentivi per la ricerca e lo sviluppo in relazione alla resistenza antimicrobica, della capacità di produzione farmaceutica in Africa e dell'architettura sanitaria globale. Infine affronteremo il tema della prevenzione lungo tutto il corso della vita in relazione all'invecchiamento sano e attivo, con particolare attenzione all'uso dell'intelligenza artificiale in ambito sanitario”.
“Una pandemia cronica e subdola”
Il problema della resistenza agli antibiotici e delle infezioni che non si riescono a contrastare con i farmaci è discusso ormai da anni dagli esperti, a partire dagli infettivologi. Guido Rasi, consulente del ministro della Salute Orazio Schillaci, ex direttore dell'Agenzia europea del farmaco europea, Ema, e professore di Microbiologia a Tor Vergata sintetizza così: “L'antimicrobico resistenza è una pandemia cronica e subdola”. Rasi è tra i relatori del G7. “L' antibiotico per sua natura perde efficacia nel tempo e i batteri sviluppano resistenza che è accelerata dall'uso massiccio e incongruo dei farmaci”, spiega. E’ questo il motivo che spinge gli esperti a chiedere a medici e pazienti di rispettare l’appropriatezza e quindi prescrivere e assumere gli antibiotici solo quando servono davvero.
"Poi non ci sono i nuovi farmaci – aggiunge Rasi - In questo G7, nella terza sessione si affronterà anche il problema di come favorire la scoperta di nuovi antibiotici: la prima fase è investire in ricerca per trovarli, poi quando li trovi vanno usati con parsimonia, quindi non c'è mercato per l'industria. Serve trovare incentivi affinché una volta sviluppati possano essere remunerativi e stare sul mercato. Questi due aspetti vanno integrati. Oggi c'è consenso sul fatto che servono incentivi prima e dopo: ovvero non lo usi, ma lo paghi. La strada è dare incentivi per arrivare a sviluppare e produrre nuovi antibiotici. Vedremo se l'Italia potrà mettere degli incentivi”.