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Autovelox non omologati per fare cassa, aperta a Padova la prima inchiesta sui Comuni per ‘falso ideologico’

Autovelox non omologati per fare cassa, aperta a Padova la prima inchiesta sui Comuni per ‘falso ideologico’
(fotogramma)

Sotto accusa nove rilevatori di velocità installati in Veneto dopo le denunce di Altvelox

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Autovelox sotto accusa nel Veneto. Sono omologati o no? Sono stati installati per fare cassa o per evitare gravi incidenti? A cercare di dare una risposta a queste domande saranno i magistrati di Padova che hanno aperto un’indagine per “falso ideologico” a carico di otto comuni mentre sotto la lente d’ingrandimento sono finiti nove rilevatori di velocità. Il caso è scoppiato dopo le denunce di Altvelox, l'associazione dei multati che ha sede a Belluno. Lo scopo delle indagini, di cui è titolare il pm Roberto D'Angelo, è duplice. Si dovrà stabilire se le amministrazioni querelate abbiano utilizzato dispositivi omologati e se i velox siano stati posizionati in strada come deterrente per evitare gravi incidenti, oppure se siano solo un espediente per incassare denaro.Gli autovelox sotto accusa sono quelli installati nei comuni veneti di Cittadella, Fontaniva, Galliera Veneta, Carmignano di Brenta, Villa del Conte (dove uno dei due dispositivi presenti era stato abbattuto lo scorso gennaio da Fleximan), Camposampiero, Piove di Sacco e a Padova, in corso Kennedy.«Meglio tardi che mai», commenta l'avvocato trevigiano Fabio Capraro, «sono 10 anni che dico che i dispositivi di rilevazione della velocità non sono omologati e ho avuto diverse sentenze del tribunale di Treviso che lo dimostrano, ma fino ad ora era una voce nel deserto».

Le denunce

Le querele dell'Associazione nazionale tutela utenti della strada nei confronti delle amministrazioni sono iniziate lo scorso aprile, dopo l'ordinanza della Cassazione che ha ribadito la differenza - quindi la non equiparabilità - tra l'approvazione e l'omologazione e ha sottolineato che solo quest'ultima assicura la precisione dell'apparecchio e rende legittimi gli accertamenti effettuati dagli autovelox. E sempre dallo scorso aprile sono arrivate le prime sentenze che davano ragione agli automobilisti multati proprio per mancanza di omologazione. Secondo la Suprema Corte, l'approvazione è soltanto un passaggio per ottenere l'omologazione, poiché «consiste in un procedimento che non richiede la comparazione del prototipo con caratteristiche ritenute fondamentali o con particolari prescrizioni previste dal regolamento», mentre «l'omologazione consiste in una procedura che ha anche natura necessariamente tecnica e tale specifica connotazione risulta finalizzata a garantire la perfetta funzionalità e la precisione dello strumento elettronico». Quindi le amministrazioni, in caso di contestazione, devono fornire il documento che certifica l'omologazione del dispositivo.

La criticità

Un punto critico, questo, secondo l'avvocato Capraro, da anni impegnato nelle cause contro gli "autovelox irregolari", in quanto, come ha spiegato, «nessun dispositivo è omologato perché mancano i decreti attuativi, quindi il falso ideologico si verifica nel momento in cui il comune scrive che lo è». «Ma le persone non sono a conoscenza di questo vuoto - ha proseguito l'avvocato - Se una persona multata non si rivolge a un legale e non impugna davanti al giudice di pace il verbale, quest'ultimo in 30 giorni va in cartella esattoriale e poi non si può più fare nulla». «Questo crea un danno al cittadino, con sanzioni che potrebbero non corrispondere a una effettiva infrazione, perché solo l'omologazione del dispositivo può certificare che la rilevazione della velocità sia corretta», conclude Capraro.

I guadagni

«L'amministrazione comunale di Padova negli ultimi tre anni grazie ai velox ha raccolto multe per 19 milioni di euro», ha dichiarato Gianantonio Sottile Cervini, presidente di Altvelox. La procura dovrà stabilire se tutti gli autovelox presenti nel territorio siano stati posizionati per motivi di sicurezza o solo per fare cassa. «Il Codice strada prevede come principio generale base la contestazione immediata», ha spiegato l'avvocato Capraro. «Il legislatore prevede l'uso degli autovelox solo in casi eccezionali - ha aggiunto il legale - ma l'eccezione sembra ormai diventata la regola, infatti spesso le amministrazioni li utilizzano per risparmiare sul personale e questo non va bene, non rispetta la legge».

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