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Il treno di notte incanta ancora: “Dalla Sicilia al nord Europa è la risposta low cost all’aereo”

Woman looking out window of train carriage 

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Sempre più persone in Italia lo scelgono: quest’anno saranno due milioni
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Erano i primi del Novecento quando le lussuose carrozze letto del Train Bleu, amate da Coco Chanel e Marlene Dietrich, diventavano simbolo dell’epoca d’oro dei treni notturni. Sono state l’alta velocità e i voli low cost a segnare un declino apparentemente inarrestabile, che ha messo fine anche all’esperienza italiana del Tuttoletti dopo settantotto anni di storia. Invece gli spostamenti notturni su rotaie in Europa stanno conoscendo una nuova rinascita, guidata da un’ostinata ricerca di sostenibilità, che deve fare però i conti con la perdita di quindicimila chilometri di linee ferroviarie in soli trent’anni.

2ANPX83 Passengers on a London North Eastern railway, LNER Azuma train at Newcastle Central station 

«Ricordo che da bambino Genova era una delle città con più collegamenti. Con i miei genitori andavo ovunque, da Roma a Berlino. Poi furono drasticamente ridotti». Carlo Severini oggi h…

Erano i primi del Novecento quando le lussuose carrozze letto del Train Bleu, amate da Coco Chanel e Marlene Dietrich, diventavano simbolo dell’epoca d’oro dei treni notturni. Sono state l’alta velocità e i voli low cost a segnare un declino apparentemente inarrestabile, che ha messo fine anche all’esperienza italiana del Tuttoletti dopo settantotto anni di storia. Invece gli spostamenti notturni su rotaie in Europa stanno conoscendo una nuova rinascita, guidata da un’ostinata ricerca di sostenibilità, che deve fare però i conti con la perdita di quindicimila chilometri di linee ferroviarie in soli trent’anni.

2ANPX83 Passengers on a London North Eastern railway, LNER Azuma train at Newcastle Central station 

«Ricordo che da bambino Genova era una delle città con più collegamenti. Con i miei genitori andavo ovunque, da Roma a Berlino. Poi furono drasticamente ridotti». Carlo Severini oggi ha 49 anni abita a Lucerna, dove è membro della rete Back on Track Svizzera. Quando torna in Italia con la moglie e le figlie di otto e dieci anni, il treno notturno è ancora il mezzo preferito. «La piccola viaggia così da quando aveva cinque mesi. Ormai conoscono tutte le carrozze in circolazione». Sono in buona compagnia, perché, secondo le previsioni, quest’anno saranno in due milioni ad aver viaggiato a bordo di un Intercity notte: «Nel primo semestre sono stati il 7 per cento in più dell’anno scorso e il 30 per cento in più del 2022» fa sapere Domenico Scida, direttore business Intercity di Trenitalia.

La più battuta è la tratta Adriatica con destinazione Lecce, ma funzionano bene anche i collegamenti stagionali, come quello sempre sold out che in inverno porta gli appassionati di sci da Roma a San Candido. La rete conta in tutto 140 stazioni, 16 solo in Sicilia. E proprio alle carrozze verso l’isola e il Sud sono destinati 140 dei 200 milioni di fondi Pnrr per gli Intercity, con cui si disegnerà l’esperienza di viaggio del futuro: controllo della temperatura e delle luci, bagno con doccia, letto a fino a una piazza e mezzo. E così basta un biglietto per addormentarsi a Roma e risvegliarsi riposati la mattina successiva a Palermo. Una tratta che l’aereo copre in appena due ore, «ma così si risparmia una notte d’albergo. E spesso una cabina per quattro ci costa anche meno», assicura Severini. Non è un caso che tra gli habitué dei treni notturni ci siano famiglie e giovani, anche se i costi potrebbero essere più bassi: «I voli internazionali non sono soggetti a Iva e tasse sul carburante – ricorda Severini – Non è un confronto ad armi pari». Ma la ragione di questa nuova popolarità sta soprattutto in una diffusa sensibilità ambientalista: ogni passeggero produce il 70 per cento di emissioni di gas serra in meno rispetto a chi prende un aereo. Per questo Francesco Quarta, cresciuto nella Valsugana e ora residente a Madrid, ha scelto di non volare più: «Le nostre aspettative di viaggio sono sempre meno in linea con la salute del pianeta. Quando torno a casa provo ansia di fronte alla devastazione dei boschi del mio territorio».

R5J9EB The Red Arrow train 

Peccato che i collegamenti interni non godano di ottima salute: «Nell'ultimo anno si sono verificate circa diecimila interruzioni per lavori in corso, ma anche per eventi climatici estremi» ricorda Massimo Ferrari, presidente di Assoutenti Utp Milano. Gli esempi si sprecano: dalle undici ore di ritardo per il Lecce-Torino dopo l’alluvione in Emilia-Romagna, fino al chiodo che ha paralizzato l’Italia poco più di una settimana fa.

Ma non sono agevoli nemmeno i collegamenti con l’Europa. Quarta ha impiegato due giorni e sei diversi mezzi per tornare a casa lo scorso Natale. «Negli ultimi 15 anni le amministrazioni europee hanno puntato più sul mercato interno che su quello esterno - spiega Ferrari -. Di recente però alcune linee sono state ripristinate, come il Parigi-Berlino o il Praga-Zurigo». Lo scorso 10 settembre anche Trenitalia ha presentato insieme alla compagnia austriaca ÖBB le nuove carrozze per i treni che ogni giorno partono da Roma alle 17:25 e arrivano a Vienna alle 9:04 e a Monaco alle 9:22. «Una tratta centrale per il turismo – riferisce Scida -: il 70 per cento dei 50mila viaggiatori che l’hanno usata nel 2023 sono stranieri». In altri casi sono attori privati a colmare i vuoti, come per il Bruxelles-Venezia della European Sleepers, in funzione da febbraio 2025. «Ma ci sono anche altre urgenze, come un Venezia-Parigi e un Milano-Bruxelles. E ora il Consiglio Federale svizzero vorrebbe ritirare la sovvenzione di 30 milioni di franchi per finanziare la tratta notturna fra Zurigo e Roma», riporta Davide Grisafi, referente italiano di Back on Track. «Ma come cittadini dobbiamo essere messi nelle condizioni di spostarci con i mezzi più sostenibili – sostiene Quarta -. La nostra impronta ambientale su un luogo è segnata ancor prima di arrivarci».

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