Simonetta Di Pippo: “L’ultima conquista di SpaceX è il primo passo per i voli suborbitali. Londra-Los Angeles si farà in mezz’ora”
di Matteo MariniSecondo Simonetta Di Pippo, direttrice dello Space economy evolution lab della Sda Bocconi School of management, a capo per anni dell’Unoosa, l’ufficio Onu per gli affari extra atmosferici, quello a cui abbiamo assistito, con il quinto test di Starship, è una rivoluzione per il trasporto e l’esplorazione spaziale. Cambierà l’economia dello spazio ma anche quella terrestre.
Cos’ha pensato quando ha visto i bracci della torre afferrare al volo il Super Heavy, alto 70 metri?
«Confesso che, anche se sono una veterana, e di lanci spaziali ne ho visti, ho esclamato “mamma mia”, “oh my god”. Ora bisognerà analizzare tutti i dati, ma è stata una cosa fantastica, oltre le aspettative, quasi da fantascienza. Un’altra di quelle rivoluzioni che cambieranno i…
Secondo Simonetta Di Pippo, direttrice dello Space economy evolution lab della Sda Bocconi School of management, a capo per anni dell’Unoosa, l’ufficio Onu per gli affari extra atmosferici, quello a cui abbiamo assistito, con il quinto test di Starship, è una rivoluzione per il trasporto e l’esplorazione spaziale. Cambierà l’economia dello spazio ma anche quella terrestre.
Cos’ha pensato quando ha visto i bracci della torre afferrare al volo il Super Heavy, alto 70 metri?
«Confesso che, anche se sono una veterana, e di lanci spaziali ne ho visti, ho esclamato “mamma mia”, “oh my god”. Ora bisognerà analizzare tutti i dati, ma è stata una cosa fantastica, oltre le aspettative, quasi da fantascienza. Un’altra di quelle rivoluzioni che cambieranno il modo di fare esplorazione”.
Nel futuro vede questa routine, lanci in serie, prendere piede?
«Il numero di spazioporti dovrà crescere, un po’ come è successo con gli aeroporti, e aumenterà anche il numero di lanci. Ma vedo innanzi tutto un avanzamento tecnologico, soluzioni tecniche che non hanno eguali e ora quasi normali, che nessuna agenzia spaziale aveva mai messo in campo. Quando Musk parlava di razzi riutilizzabili la maggior parte degli esperti sorrideva».
Quanto è importante questo successo per il futuro del trasporto spaziale?
«La filosofia di Starship e del Falcon 9 (altro razzo di SpaceX ndr) è: io costruisco l’infrastruttura, la domanda si svilupperà. Starship sarà una rivoluzione per il trasporto di esseri umani e merce, verso la Luna e i corpi celesti, ma anche in orbita bassa. È la democratizzazione dello spazio, il costo si abbasserà e ci sarà più possibilità per tutti. Arriveremo a voli suborbitali da Londra a Los Angeles in mezzora, diventerà una routine. E avrà un effetto importante anche sull’economia mondiale».
Starship può trasportare anche 100 persone, per dove le vede partire?
«La Luna, un obiettivo importante, l’orbita bassa e le stazioni spaziali commerciali. E se ci sarà la possibilità di andare su Marte, c’è tanta gente interessata. Lo spazio affascina, è un luogo in cui si lavorerà e vivrà per periodi prolungati. Nel mio libro Luna laboratorio di pace, ho scritto che quando le nuove generazioni nasceranno su Marte, saremo noi i marziani».
SpaceX secondo lei ce la può fare a dare alla Nasa un’astronave per la Luna entro il 2026?
«Con i risultati di oggi, se non è il 2026 è una data che si avvicina».
Ci crede al suo piano di colonizzare Marte?
«Secondo me non è tanto fuori dal mondo, se Starship continuerà con i successi. Marte non è un posto comodo in cui vivere, certo, ma c’è possibilità di fare test e scienza. E poi, per citare una frase celebre, ci andremo “perché è lì”. Non voglio dire che Musk è come Mallory (George, il primo a scalare l’Everest ndr), ma possiamo aspettarci di tutto e, lo dico da nerd, con grande divertimento».