Guida della Nasa per cacciatori di vita aliena: “Gli oceani di Marte, sotto al ghiaccio, sono il luogo giusto dove cercare”
di Elena DusiNon abbiamo ancora trovato la vita nello spazio, ma sappiamo dove cercarla. L’acqua liquida che scorre sotto al ghiaccio di Marte è il punto più promettente, fra quelli esplorabili. Lo sostiene il Jet Propulsion Laboratory della Nasa, che ha descritto il suo “luogo del cuore” per le prossime esplorazioni sulla rivista Communications Earth & Environment.
Le condizioni per la vita
Alle medie latitudini del pianeta rosso, uno strato di ghiaccio ricopre infatti vasti oceani di acqua liquida e salata. Le particelle di sabbia mescolate al ghiaccio filtrano le radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole che, in assenza di una vera e propria atmosfera e di un campo magnetico, rendono secondo la Nasa pressoché nulle le probabilità di trovare vita in superficie.
La vita, sotto forma di minuscole alghe capaci di svolgere la fotosintesi clorofilliana, potrebbe svilupparsi solo a determinate profondità: non troppo ridotte, dove le radiazioni ultraviolette nocive sarebbero ancora intense, ma …
Non abbiamo ancora trovato la vita nello spazio, ma sappiamo dove cercarla. L’acqua liquida che scorre sotto al ghiaccio di Marte è il punto più promettente, fra quelli esplorabili. Lo sostiene il Jet Propulsion Laboratory della Nasa, che ha descritto il suo “luogo del cuore” per le prossime esplorazioni sulla rivista Communications Earth & Environment.
Le condizioni per la vita
Alle medie latitudini del pianeta rosso, uno strato di ghiaccio ricopre infatti vasti oceani di acqua liquida e salata. Le particelle di sabbia mescolate al ghiaccio filtrano le radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole che, in assenza di una vera e propria atmosfera e di un campo magnetico, rendono secondo la Nasa pressoché nulle le probabilità di trovare vita in superficie.
La vita, sotto forma di minuscole alghe capaci di svolgere la fotosintesi clorofilliana, potrebbe svilupparsi solo a determinate profondità: non troppo ridotte, dove le radiazioni ultraviolette nocive sarebbero ancora intense, ma neanche troppo grandi, in modo che la luce riesca a filtrare consentendo la fotosintesi.
La profondità ideale varia tra 5 centimetri e 3 metri: è influenzata dalla densità della polvere che rende il ghiaccio più o meno trasparente alla luce e permeabile dalle radiazioni. Un ghiaccio sporco e opaco, secondo la Nasa, renderebbe abitabili i mari tra i 5 e i 38 centimetri. Un ghiaccio più puro permetterebbe alle alghe di sopravvivere tra 2,15 e 3,10 metri.
Nelle regioni polari a queste profondità l’acqua resterebbe allo stato solido. Alle medie latitudini invece (tra i 30 e i 50 gradi) lo spessore del ghiaccio superficiale sarebbe ideale per offrire alle alghe un ambiente confortevole. La vita potrebbe esservi prosperata in passato o addirittura esistere oggi. Per scoprirlo saranno necessarie sonde capaci di atterrare sullo strato ghiacciato, perforarlo e raccogliere campioni del mare sottostante.
Gli oceani di Marte, scoperta italiana
La scoperta di acqua liquida sotto alla superficie di Marte è stata fatta in Italia nel 2018. Un gruppo di scienziati dell’università Roma Tre e dell’Agenzia Spaziale Italiana aveva pubblicato le sue osservazioni su Science dopo aver analizzato i dati del radar italiano Marsis a bordo della sonda europea Mars Express. Il mare scoperto dal gruppo italiano si trova al polo sud di Marte, sotto a uno strato di ghiaccio di un chilometro e mezzo. Ha una ventina di chilometri di diametro e resta liquido nonostante la temperatura di meno dieci gradi grazie alla pressione del ghiaccio sovrastante e ai sali che vi si trovano disciolti in abbondanza.
All’annuncio italiano la Nasa aveva reagito con scetticismo (è una reazione abbastanza tipica dell’agenzia spaziale americana, quando non è lei a fare una scoperta), salvo poi osservare che i depositi di acqua liquida sotto alla superficie del pianeta rosso sono abbastanza diffusi.
Un altro corpo celeste ricco di oceani salati sotto a una crosta ghiacciata è Europa, satellite di Giove. Qui si stanno dirigendo due sonde, una dell’Agenzia Spaziale Europea chiamata Juice e una seconda partita da pochi giorni, Clipper della Nasa. Un terzo candidato alla presenza di vita acquatica è Enceladus, luna di Saturno, dotata non solo di mari sotto al ghiaccio, ma anche di geyser che creano dei pennacchi visibili sulla superficie.