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Dossieraggi, i contatti con il Mossad e i dati passati al Vaticano. “Aiutiamo la Chiesa contro la Russia o no?”

L’8 febbraio 2023 l’ex carabiniere Enzo De Marzio incontra insieme a Samuele Calamucci due uomini dell’intelligence israeliana negli uffici dell’Equalize

 

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Bucata l’Agenzia per la cybersicurezza. I rapporti con gli uomini del M5S
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ROMA – Il gruppo di via Pattari vendeva informazioni segrete e delicate per la nostra sicurezza nazionale «a servizi di intelligence stranieri». Lo facevano grazie ai file che esfiltravano dalla banca dati interforze con la collaborazione di poliziotti infedeli. Ma anche utilizzando un vecchio archivio dei carabinieri del Ros, che uno dei collaboratori conservava. Ma erano anche in grado di farlo, almeno a credere alle parole di Samuele Calamucci, anche grazie all’accesso ai server dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza. La struttura che dovrebbe difenderci dagli attacchi degli hacker. E che invece sarebbe diventata una delle vittime del nuovo “Tiger Team”. Anche grazie agli appoggi politici che i pirati milanesi raccontavano di avere: Calamucci racconta infatti di essere stato molto vicino all’ex sottosegretario alla Difesa del Movimento 5 Stelle, Angelo Tofalo. E in affari con Mirko Lapi, un collaboratore strettissimo dell’ex ministro della Difesa, Elisabetta Trenta.

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ROMA – Il gruppo di via Pattari vendeva informazioni segrete e delicate per la nostra sicurezza nazionale «a servizi di intelligence stranieri». Lo facevano grazie ai file che esfiltravano dalla banca dati interforze con la collaborazione di poliziotti infedeli. Ma anche utilizzando un vecchio archivio dei carabinieri del Ros, che uno dei collaboratori conservava. Ma erano anche in grado di farlo, almeno a credere alle parole di Samuele Calamucci, anche grazie all’accesso ai server dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza. La struttura che dovrebbe difenderci dagli attacchi degli hacker. E che invece sarebbe diventata una delle vittime del nuovo “Tiger Team”. Anche grazie agli appoggi politici che i pirati milanesi raccontavano di avere: Calamucci racconta infatti di essere stato molto vicino all’ex sottosegretario alla Difesa del Movimento 5 Stelle, Angelo Tofalo. E in affari con Mirko Lapi, un collaboratore strettissimo dell’ex ministro della Difesa, Elisabetta Trenta.

Israele e il lavoretto da 1 milione

I carabinieri si convincono che «il mondo dell’intelligence sia da sempre centrale» nella vita di Equalize. E che, in particolare, abbiano cominciato a lavorare anche per servizi stranieri sulla base di alcune evidenze. Primo tra tutti un incontro con alcuni «agenti israeliani» avvenuto proprio a Milano. «Mi hanno proposto un lavoretto da un milione» dice Calamucci. «Sono disposti a un “do ut des”» precisa il superpoliziotto Gallo al suo socio, il presidente della Fiera Pazzali. Scrivono i Carabinieri che Calamucci avrebbe messo «a disposizione i dati esfiltrabili dalle banche dati strategiche e si sarebbe reso disponibile alle attività d’intelligence a “pagamento». In cambio gli israeliani avrebbero proposto «una partnership» per trasferire «informazioni di interesse per il cliente Eni. Il riferimento è sempre al dossier Amara, ipotesi che però Eni esclude: «Non siamo mai stati al corrente in alcun modo di eventuali attività illecite di Equalize» spiegano.

In ogni caso l’incontro con gli israeliani è importante. Si parla, scrivono i Carabinieri, «del monitoraggio degli attacchi hacker condotti da organizzazioni vicine al governo russo» o del «contrasto del finanziamento alla società russa di mercenari “Wagner Group”». E ancora «l’intercettazione di fondi e movimenti bancari in Europa ed in Italia legati agli interessi russi ed in particolare di “colpire” un cittadino russo di nome Costantin».

Il ruolo del Vaticano

Secondo Calamucci gli israeliani non si muovono da soli. Ma agiscono anche per conto di altre intelligence estere. «A noi hanno dato quaranta kappa (40mila euro, ndr) fino a oggi, attraverso Enzo». Il riferimento è a Enzo De Marzio, un ex carabiniere dei Ros, che dai reparti speciali avrebbe portato via anche un pezzo dell’archivio. De Marzio, scrivono gli investigatori, è quello che «fornisce al gruppo contatti, intelligence straniere e clienti di altissimo profilo». «Metà dei dati – continua Calamucci, riferendosi agli israeliani – servono per combattere Wagner», la brigata russa che lavora in Africa. «Mentre metà dei dati li hanno dati al Vaticano”. Una millanteria? Non è chiaro. Certo è che quando Equalize si accorge che una società con la quale collaborava era in contatto con Gianluca Torzi, il finanziere in quel momento coinvolto nello scandalo del palazzo londinese del Vaticano, interrompe immediatamente ogni relazione.

L’agenzia Cyber bucata

D’altronde le relazioni sono il cuore del lavoro di Equalize. Gallo porta in dote quelle con il mondo delle forze di polizia, di primissimo calibro (del progetto Beyond, la maxi piattaforma che mette in rete le banche dati discute per esempio con l’ex vice capo della Polizia, Luigi Savina). Pazzali la politica e l’imprenditoria. Ci sono le telefonate con Santanchè, di cui Repubblica ha già dato conto. O la questione Ronzulli: secondo quanto scrivono i carabinieri la senatrice di Forza Italia (che però nega) chiede rassicurazioni su una persona, preoccupata che potesse essere stata coinvolta nello scandalo Olgettine. Ci sono poi i grandi clienti come la curatela di Ilva, che arriva proprio «grazie ai legami tessuti da Pazzali» scrivono i carabinieri. E infine c’è il lavoro di Calamucci. Che raccontava di essere riuscito, anche grazie al suo amico Mirko Lapi, un consulente vicino al Movimento 5 Stelle e all’ex ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, addirittura a bucare le reti dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza. «Noi eravamo dentro nell’unità, quella che oggi si chiama l’Acn» dice. «Mirko lavorava nel Copasir. Quindi lavorava le informazioni (…) “Rosberg” (ndr, un iraniano vicino al “gruppo di Colchester”, i ragazzi che dall’Inghilterra esfiltravano e lavoravano i dati ) manteneva in piedi l’infrastruttura». Quando Lapi va via, «i ragazzi perdono il primo contratto - dice Calamucci - ma mettono in piedi l’infrastruttura di Acn, l’Associazione cybersecurity nazionale (…) Cioè tutte le informazioni che passano, passano da loro. Hanno fatto l’infrastruttura e fanno la manutenzione. Quello è il nostro accesso ai dati».

L’amico 5 Stelle

Lapi non è il solo amico di Calamucci nel mondo 5 Stelle. Ma l’ingegnere racconta di esserlo anche dell’ex sottosegretario Angelo Tofalo del Movimento. A cui sostiene – ma su questo non ci sono riscontri - di aver parlato anche della «piattaforma e dei dati riservati esfiltrati dalle banche dati strategiche nazionali». «Gli ho chiesto: cosa posso pubblicare? E lui: tutte le condanne definitive…».

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