Il climatologo Carlo Cacciamani: “I nubifragi di oggi dannosi come terremoti, quello di Valencia è indefinibile. Ascoltiamo le allerte e riduciamo le emissioni”
di Elena Dusi“Non c’entrano i tombini sporchi, non c’entra il colore dell’allerta. Quando in quattro ore cade più pioggia di quella di un anno, che a Valencia è tra 400 e 450 millimetri, siamo di fronte a un evento che non saprei nemmeno come definire. Perfino i concetti di eccezionalità e straordinarietà saltano. Le vecchie regole non valgono più”.
Carlo Cacciamani, meteorologo, oggi dirige l’agenzia nazionale ItaliaMeteo dopo aver guidato la struttura che dirama le allerte per la Protezione civile. All’indomani dell’alluvione spagnola le sue parole oscillano tra l’irato e lo sconsolato.
Cosa le fa rabbia?
“I veri problemi sono altri rispetto a quelli di cui ci ritroviamo a dibattere oggi. Liberando i tombini non avremmo salvato le vite che purtroppo sono andate perse i…
“Non c’entrano i tombini sporchi, non c’entra il colore dell’allerta. Quando in quattro ore cade più pioggia di quella di un anno, che a Valencia è tra 400 e 450 millimetri, siamo di fronte a un evento che non saprei nemmeno come definire. Perfino i concetti di eccezionalità e straordinarietà saltano. Le vecchie regole non valgono più”.
Carlo Cacciamani, meteorologo, oggi dirige l’agenzia nazionale ItaliaMeteo dopo aver guidato la struttura che dirama le allerte per la Protezione civile. All’indomani dell’alluvione spagnola le sue parole oscillano tra l’irato e lo sconsolato.
Cosa le fa rabbia?
“I veri problemi sono altri rispetto a quelli di cui ci ritroviamo a dibattere oggi. Liberando i tombini non avremmo salvato le vite che purtroppo sono andate perse in Spagna. Anche i mezzi di comunicazione dovrebbero aiutare di più a far capire l’entità del fenomeno che abbiamo di fronte. È necessario ridurre le emissioni di gas serra”.
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Qual è l’errore che si commette?
“Continuare a chiederci se deve iniziare prima la Cina a ridurre le sue emissioni o prima noi, perché nel secondo caso danneggeremmo la nostra economia. Continuare a chiederci di quale colore fosse l’allerta e qual è l’efficienza dei nostri modelli atmosferici, quando ormai dovremmo renderci conto che i nubifragi sono diventati talmente potenti da richiedere azioni strutturali, e anche rapide, se vogliamo garantirci la sicurezza. E continuare a illuderci che solo tenendo puliti i tombini eviteremmo i danni di questo clima che ci sta abituando ormai a manifestazioni fuori scala. Sto citando solo alcuni degli argomenti che ho ascoltato alla radio e in tv nelle ultime ore. Non voglio difendere gli amministratori locali che gestiscono la pulizia dei tombini o i colleghi spagnoli responsabili dei modelli e delle allerte. Dico che guardare al dito quando abbiamo appena avuto cento vittime è quantomeno inutile”.
A cosa dovremmo guardare?
“A un cambiamento climatico che sta diventando un problema grande come una montagna e sta danneggiando anche il nostro benessere. Ne parliamo quando c’è una tragedia, poi il giorno dopo l’abbiamo già dimenticato. Ci concentriamo solo sui discorsi sull’economia, come se ridurre devastazioni e tragedie non avesse anche un impatto sul nostro benessere. Eppure non è impossibile agire. Guardiamo a una città come Rotterdam, che ha deciso di proteggersi con delle casse di contenimento per l’acqua. D’estate la trattengono per ovviare alla siccità, durante le alluvioni la convogliano via. I centri cittadini, dove le strade sono più strette, sono stati svuotati dalle auto. Eppure non mi pare che il nord Europa sia poco attento all’economia o al benessere”.
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Le descrizioni del nubifragio a Valencia sembravano quelle di una città colpita da un sisma. Gli eventi meteo estremi oggi distruggono come un terremoto?
“Con una grande differenza: una precipitazione, anche intensa, si può prevedere. C’è un’incertezza che cresce man mano che si cerca di scendere nel dettaglio, ma le allerte esistono. Noi cittadini dobbiamo imparare a leggerle e a modificare i nostri movimenti, se necessario, anche nell’arco di poche ore”.
I nubifragi possono colpire ovunque? Non esistono più luoghi davvero sicuri?
“No, ogni luogo può essere colpito da eventi meteo intensi. Possono essere diversi per tipologia, ma pur sempre forieri di conseguenze devastanti. È importante conoscere il territorio in cui si vive e essere pronti a cambiare programma in caso di allerta. Oggi le regole non sono più quelle a cui eravamo abituati in passato e le conseguenze possono essere assai gravi”.