Dossieraggi, il Copasir convoca pm e Servizi: “Chiarire i legami hacker-007”
di Giuliano FoschiniIl ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, con la collega all'Università e Ricerca, Anna Maria Bernini, nel corso del question time al Senato
(ansa)Roma — Il caso Equalize finisce davanti al Copasir. Mercoledì il direttore dell’Aise, la nostra agenzia di intelligence estera, Giovanni Caravelli. E giovedì il procuratore di Milano, Marcello Viola, verranno ascoltati dal Comitato parlamentare per la sicurezza. Saranno le prime di una serie di audizioni programmate per chiarire diversi aspetti emersi dall’indagine di Milano sull’agenzia di investigazioni di via Pattari. Ma anche su quanto è stato accertato a Perugia per il caso di Pasquale Striano, il finanziere che accedeva alle banche dati della Direzione nazionale antimafia. E a Bari, dove il bancario Vincenzo Coviello ha consultato abusivamente migliaia di conti correnti di politici e vip. I tre casi sono apparentemente diversi tra loro. Ma in realtà hanno una serie di punti in comune. Quelli che il comitato vuole appunto approfondire.
Roma — Il caso Equalize finisce davanti al Copasir. Mercoledì il direttore dell’Aise, la nostra agenzia di intelligence estera, Giovanni Caravelli. E giovedì il procuratore di Milano, Marcello Viola, verranno ascoltati dal Comitato parlamentare per la sicurezza. Saranno le prime di una serie di audizioni programmate per chiarire diversi aspetti emersi dall’indagine di Milano sull’agenzia di investigazioni di via Pattari. Ma anche su quanto è stato accertato a Perugia per il caso di Pasquale Striano, il finanziere che accedeva alle banche dati della Direzione nazionale antimafia. E a Bari, dove il bancario Vincenzo Coviello ha consultato abusivamente migliaia di conti correnti di politici e vip. I tre casi sono apparentemente diversi tra loro. Ma in realtà hanno una serie di punti in comune. Quelli che il comitato vuole appunto approfondire.
Il problema della sicurezza
Il primo riguarda la sicurezza delle nostre banche date istituzionali. È vero che, quasi sempre, è il funzionario infedele ad accedere illecitamente e, quindi, a minare il sistema. Ma la risposta dell’infrastruttura non è all’altezza: colpa dei mancati investimenti nonostante — come ha denunciato anche il procuratore nazionale Giovanni Melillo che sul punto è già intervenuto per mettere in sicurezza la rete del suo ufficio — la situazione sia assai compromessa. Anche per questo il governo, e in particolare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, stanno valutando di affidare un pezzo della questione alla procura antimafia sottraendola alla responsabilità dell’Agenzia per la cybersicurezza. Il decreto era pronto ma ha trovato uno stop del ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, di un pezzo di Fratelli d’Italia (vicini all’attuale direttore dell’Agenzia, il prefetto Bruno Frattasi) e ieri anche di Forza Italia.
Il decreto si farà
Dopodiché il decreto si farà. Serviranno probabilmente ancora due settimane e il termine di un tavolo tecnico, coordinato da Mantovano, per mettere ordine nelle competenze. «Stiamo lavorando sui controlli qualitativi e quantitativi» ha detto fuori da Palazzo Madama proprio Piantedosi, prima di rispondere al question time in aula in cui ha parlato «di quadro di illeciti preoccupante». Spiegando però, come aveva raccontato Repubblica, che alla polizia l’accesso diretto del gruppo di Equalize allo Sdi, il cervellone interforze, non risulta. «I dati — avevano detto — sono sempre stati scaricati con gli account di funzionari infedeli». Per questo si sta lavorando a una riforma del sistema degli alert: scatteranno se uno stesso agente ne effettuerà troppi, su aree geografiche non coerenti con il suo posto di lavoro e se saranno mirati a politici o vip.
I rapporti coi servizi
Al Copasir invece vorranno approfondire i rapporti del gruppo di via Pattari con i Servizi. Italiani e stranieri. Ci sono le intercettazioni in cui più volte si fanno riferimenti a possibili rapporti del gruppo di via Pattari con le nostre agenzie di intelligence: andrà appurato se si tratta di millanterie o altro. Così come l’incontro con gli uomini dei servizi israeliani, i rapporti con il Vaticano, diversi collegamenti con la Russia (a partire da quella password dell’uomo dell’informatica, Samuele Calamucci: Putin1424) fanno sospettare ai carabinieri che Equalize avesse rapporti stabili con servizi stranieri. C’è poi un particolare: in una delle chiavette a disposizione di Calamucci c’era non solo un documento dell’Aise, ma anche, inspiegabilmente, decine di faldoni di inchieste sul terrorismo internazionale. Oltre alla copia degli atti del vecchio procedimento sul rapimento di Abu Omar che coinvolse forse la spia più controversa d’Italia, Marco Mancini. «Un mio vecchio amico» diceva, intercettato, uno dei proprietari d i Equalize, il superpoliziotto Carmine Gallo.