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Selva di Cadore, hotel rifiuta clienti israeliani: “Siete responsabili di genocidio”

(ansa)

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I titolari dell’albergo hanno risposto così a un gruppo di turisti che chiedevano disponibilità di stanze. Le altre strutture della regione prendono le distanze. Il Pd: “È razzismo”. Zaia: “L’ospitalità del Veneto non è questa”
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Ancora un rigurgito di antisemitismo, stavolta dal Nord Italia. I titolari dell’hotel Garni Ongaro di Selva di Cadore hanno risposto a un gruppo di israeliani che chiedevano disponibilità di stanze di puntare su un'altra struttura. “In quanto responsabili di genocidio, non siete clienti ben accetti. Pertanto, qualora vogliate cancellare la vostra prenotazione, sarete felici di farlo, e altrettanto lo saremo noi di offrirvi una cancellazione gratuita".

La vicenda è stata resa nota dal sito della comunità ebraica di Milano Bet Magazine Mosaico, a cui è stato inviato lo screenshot della risposta che i gestori dell’albergo avevano scritto nella chat aperta tramite il portale Booking. “Il ministero degli Affari Esteri ci ha detto che la questione verrà esaminata”, ha scritto sui social uno dei giornalisti che hanno fatto scoppiare il caso. Intanto il titolare dell’hotel, Patrick Ongaro, ha oscurato la pagina della sua struttura su Booking, oltre ai profili su Facebook e Instagram. Ongaro h…

Ancora un rigurgito di antisemitismo, stavolta dal Nord Italia. I titolari dell’hotel Garni Ongaro di Selva di Cadore hanno risposto a un gruppo di israeliani che chiedevano disponibilità di stanze di puntare su un'altra struttura. “In quanto responsabili di genocidio, non siete clienti ben accetti. Pertanto, qualora vogliate cancellare la vostra prenotazione, sarete felici di farlo, e altrettanto lo saremo noi di offrirvi una cancellazione gratuita".

La vicenda è stata resa nota dal sito della comunità ebraica di Milano Bet Magazine Mosaico, a cui è stato inviato lo screenshot della risposta che i gestori dell’albergo avevano scritto nella chat aperta tramite il portale Booking. “Il ministero degli Affari Esteri ci ha detto che la questione verrà esaminata”, ha scritto sui social uno dei giornalisti che hanno fatto scoppiare il caso. Intanto il titolare dell’hotel, Patrick Ongaro, ha oscurato la pagina della sua struttura su Booking, oltre ai profili su Facebook e Instagram. Ongaro ha anche spento il telefono e cancellato il post, ma l’episodio sta scatenando ormai una ridda di reazioni sul web, con inviti al boicottaggio e insulti.

Gli albergatori prendono le distanze

Anche il console israeliano a Roma sta esaminando la vicenda e non è escluso che venga formalizzata una denuncia. Intanto l’associazione degli albergatori del Bellunese prende ufficialmente le distanze. “Ci dissociamo completamente”, dice Walter De Cassan, il presidente. “Domani abbiamo una riunione con Federalberghi Veneto e sicuramente ne discuteremo. Ma è il caso che se ne parli anche a livello nazionale. Questo non è il modo di fare ospitalità”.

“Con Israele il disaccordo diventa odio”

“Provo una tristezza infinita per l’ignoranza che dimostra certa gente”, commenta Dario Calimani, il presidente della comunità ebraica di Venezia. “Quando non si è d’accordo con ciò che fa Israele si sparge odio contro tutti gli israeliani. Non succede con nessun altro, tantomeno con la Russia. È la generalizzazione del disaccordo che diventa odio”.

Il Pd: “È razzismo”

Casi simili sono stati denunciati qualche settimana fa a Bergamo e nei mesi estivi sempre in provincia di Belluno. Ma ora si muove anche la politica. «Rifiutare ospitalità a un gruppo di turisti solo perché israeliani, e giustificarsi denunciando i massacri in corso a Gaza, è una manifestazione da manuale di razzismo”, evidenzia il senatore Andrea Martella, segretario veneto del Pd. “Denunciamo anche in questa occasione ogni forma di antisemitismo, che rischia di alimentare un clima di preoccupante intolleranza”.

Ciambetti: “Il Veneto non è questo”

"Mai confondere i popoli con i loro governanti e con gli errori degli Stati. Ciò vale per gli israeliani come per i palestinesi", puntualizza invece il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti. “Invito tutti a non confondere questi gestori con il sistema dell'accoglienza e ospitalità di Selva di Cadore, e dell'intero Veneto, che è di ben altra pasta e lungimiranza”.

Zaia: “L’ospitalità veneta non è questa”

Poco dopo arriva anche il messaggio del governatore Luca Zaia: "In attesa di conoscere qualcosa di più su una notizia che, se confermata, è di estrema gravità, mi sento profondamente turbato e allibito per quanto è accaduto. Il Veneto deve garantire le porte aperte a tutti. Continuo a sperare che quanto riportato non sia vero, poiché l'ospitalità veneta non è questa. Credo fermamente che la nostra offerta turistica debba essere inclusiva, apolitica e rispettosa di tutti. L'ho sottolineato più volte e ribadisco che episodi del genere sono inaccettabili: il Veneto – ha proseguito – non è questo. Da secoli, siamo un popolo aperto al mondo e rispettoso delle identità altrui. La Repubblica Veneta è stata un esempio di integrazione, ospitando comunità come quella ebraica e favorendo una contaminazione culturale anche con il Medioriente e il mondo arabo che ha arricchito non solo il Veneto, ma l'intero Paese".

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