“Scontri in piazza, abbassare i toni”: ma la destra evoca il terrorismo
di Giuliano FoschiniRoma — Finite le manifestazioni, le piazze continuano a bruciare. A tenere acceso il fuoco, però, non sono i dissidenti. Ma la politica. Perché, se da una parte il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel mostrare «preoccupazione» sulla base di informazioni specifiche che arrivano dalla Prevenzione per quanto accaduto e per quello che potrebbe accadere, chiede di «abbassare i toni». Dall’altro il governo e la maggioranza di centrodestra alzano il livello. Introducendo nel dibattito parole che fino a questo momento erano state un tabù: si evoca lo spettro del terrorismo, si fa esplicito riferimento agli anni di piombo e all’assassinio di Sergio Ramelli, il militante del Fronte della gioventù morto, nel 1975, dopo un’aggressione subita da alcuni militanti di Avanguardia operaia.
La Russa ricorda Ramelli
A citare Ramelli è stato, a Milano, il presidente del Senato Ignazio La Russa. Che nell’invocare «bassi toni» ha fatto paragoni assai pesanti. «Io credo che da quella vicenda dovr…
Roma — Finite le manifestazioni, le piazze continuano a bruciare. A tenere acceso il fuoco, però, non sono i dissidenti. Ma la politica. Perché, se da una parte il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel mostrare «preoccupazione» sulla base di informazioni specifiche che arrivano dalla Prevenzione per quanto accaduto e per quello che potrebbe accadere, chiede di «abbassare i toni». Dall’altro il governo e la maggioranza di centrodestra alzano il livello. Introducendo nel dibattito parole che fino a questo momento erano state un tabù: si evoca lo spettro del terrorismo, si fa esplicito riferimento agli anni di piombo e all’assassinio di Sergio Ramelli, il militante del Fronte della gioventù morto, nel 1975, dopo un’aggressione subita da alcuni militanti di Avanguardia operaia.
La Russa ricorda Ramelli
A citare Ramelli è stato, a Milano, il presidente del Senato Ignazio La Russa. Che nell’invocare «bassi toni» ha fatto paragoni assai pesanti. «Io credo che da quella vicenda dovremmo trarre un concetto importantissimo, che vorrei che tutti potessero conoscere. Tra le manifestazioni di ieri — spiega La Russa — c’era uno striscione con scritto “pagherete tutto, pagherete caro”. Nel 1969 passò un corteo di sinistra in piazza San Babila e per la prima volta dei ragazzi avevano in mano dei bastoni». La cosa — ricorda il presidente del Senato — «ci scandalizzò perché fino a quel momento la violenza era fatta di sberle. Cominciava un’escalation: dai bastoni si passò alle chiavi inglesi e poi alle pistole. Fermiamo qualsiasi piccola escalation prima che possa essere troppo tardi».
Nordio: è l’anticamera del terrorismo
Evoca quei tempi anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio: «Ho visto — ha detto — com’è nato il terrorismo, proprio a Torino», dove l’altro giorno è andato in scena uno dei cortei più violenti. «Hanno iniziato così: prima si incita alla rivolta, poi si aggrediscono i poliziotti, poi si fa il gesto della P38 per strada e poi però si spara». Quindi, ha aggiunto, «l’intervento dev’essere rapido, efficace. Da parte del governo lo è e lo sarà, però adesso sta alla magistratura dimostrare di essere molto, molto severa nei confronti di questi banditi che hanno ferito le forze dell’ordine».
«Sono allarmi senza alcun senso», ribatte Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione giustizia. «La Russa e soci devono piantarla di evocare in continuazione il terrorismo rosso, che serve solo per alzare il livello della tensione e dello scontro sociale. La smettano di lanciare allarmi che non hanno alcun senso storico, e che — pronunciati dagli eredi del Msi — servono solo a gettare benzina sul fuoco. Da chi è maggioranza ci si aspetta più senso di responsabilità».
L’allarme che si estende all’Europa
Le parole incendiarie della politica ieri hanno allarmato particolarmente gli analisti che, da settimane, osservano con preoccupazione quello che sta accadendo in Italia così come nel resto d’Europa. I fatti di Amsterdam — al netto della provocazione dei tifosi del Maccabi — raccontano con chiarezza il pericolo reale di una saldatura tra l’antagonismo politico e il radicalismo religioso. Non a caso proprio con «i ragazzi di Amsterdam» si era complimentato il presidente dell’associazione palestinesi d’Italia, Mohammad Hannoun: per questo gli sarà notificato un foglio di via per istigazione all’odio e alla violenza. Contestualmente è stato deciso il rafforzamento della tutela per tre ministri nel mirino delle contestazioni: Antonio Tajani, che ha ricevuto una lettera minatoria, Anna Maria Bernini e Giuseppe Valditara. Obiettivo della polizia è però, soprattutto, evitare nuovi scontri alle prossime manifestazioni. Per questo si sta cercando di lavorare per impedire connessioni tra il mondo dell’antagonismo e i gruppi studenteschi. In questi mesi i problemi maggiori sono nati così.