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Gpa, una mamma: “Trattati da criminali, ma quel figlio l’abbiamo voluto e lo porteremo a casa”

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“Ho perso un bambino all’ottavo mese di gravidanza e insieme a mio marito abbiamo deciso di intraprendere questa strada. Ora non ci fermeremo”
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ROMA — «Chi fa questi provvedimenti non si immedesima nella sofferenza della gente». Arriva forte e chiaro lo sfogo di Martina che ha appreso sabato, insieme al marito Andrea (nomi di fantasia), dell’entrata in vigore della legge che fa diventare la maternità surrogata un reato universale. Con la firma di Mattarella la parola fine viene messa sull’iter della norma, ma non sulla storia di questi coniugi che da oggi diventa ancor di più incerta. Trentaquattro anni lei e quaranta lui, hanno già una bambina di cinque anni e hanno perso un figlio all’ottavo mese di gravidanza. La Gpa irrompe nelle loro vite in seguito alla disgrazia. La vicenda marcia di pari passo al percorso della legge. A settembre 2023 partono da Roma alla volta dell’Ucraina: raccolgono il materiale biologico, firmano il contratto. E a settembre 2023 la legge viene approvata alla Camera. Disorientati, i due chiedono di sospendere per sei mesi i trattamenti. Quando decidono di proseguire e arriva la bella notizia che la…

ROMA — «Chi fa questi provvedimenti non si immedesima nella sofferenza della gente». Arriva forte e chiaro lo sfogo di Martina che ha appreso sabato, insieme al marito Andrea (nomi di fantasia), dell’entrata in vigore della legge che fa diventare la maternità surrogata un reato universale. Con la firma di Mattarella la parola fine viene messa sull’iter della norma, ma non sulla storia di questi coniugi che da oggi diventa ancor di più incerta. Trentaquattro anni lei e quaranta lui, hanno già una bambina di cinque anni e hanno perso un figlio all’ottavo mese di gravidanza. La Gpa irrompe nelle loro vite in seguito alla disgrazia. La vicenda marcia di pari passo al percorso della legge. A settembre 2023 partono da Roma alla volta dell’Ucraina: raccolgono il materiale biologico, firmano il contratto. E a settembre 2023 la legge viene approvata alla Camera. Disorientati, i due chiedono di sospendere per sei mesi i trattamenti. Quando decidono di proseguire e arriva la bella notizia che la donna ucraina è incinta non fanno in tempo a festeggiare che la legge approda al Senato. Altro momento di sconforto, mitigato solo dalle rassicurazioni dell’avvocato Giorgio Muccio, che segue la coppia, secondo il quale il reato non si applica a gravidanza già iniziata, dice Martina, che ha accettato di parlare con Repubblica: «Ora che il feto c’è e cresce non possiamo più tirarci indietro. Non si può mica interrompere una gravidanza per un capriccio alla dodicesima settimana. Noi andremo avanti».

Perché avete pensato alla Gpa?

«Per me era impossibile non dare un fratello a mia figlia. Ho escluso le adozioni perché sono percorsi troppo lunghi e difficili. Sinceramente pensavo anche che la Gpa fosse più semplice. Invece è lunga e difficile. Ho sottovalutato questo elemento. Se non riesce subito si affrontano molti insuccessi».

Quali erano le vostre paure quando vi siete fermati?

«Mio marito è nelle forze dell’ordine, temevamo che una denuncia penale potesse danneggiare il suo lavoro, senza contare le spese di un’eventuale causa. Già il percorso di Gpa è costato 39 mila euro . Si fa un percorso di amore e invece si viene trattati da criminali».

Voi avete un legale. Che cosa vi ha detto?

«Secondo lui non è chiaro nel testo della norma quale sia il momento conclusivo del reato: la formazione dell’embrione, il momento del trasferimento nell’utero della gestante o ancora la nascita del bambino?»

Cosa vi spaventa la multa o il rischio teorico del carcere?

«Entrambe le cose. Già le spese sono state tante non potremmo sostenerne altre. Il carcere poi, non ci voglio nemmeno pensare».

Sapete che quando andrete a prenderlo vi potrebbero fare molti più problemi di prima?

«Sì, ne siamo consapevoli. Il bambino nascerà a maggio. Ci sono anche altre coppie con noi. Siamo in mezzo a una situazione che non è definita, non è semplice, cercheremo di capire».

Lo rifareste?

«Difficile da dire. Bisogna pensarci bene. È tutto molto complesso, la guerra, i costi e ora pure la legge...».

Cosa risponde a chi dice che se c’è scambio di denaro quel figlio è stato comprato?

«Secondo me è più una compravendita di bambini l’adozione. C’è anche un listino prezzi. Nella Gpa il figlio ha comunque una parte del patrimonio genetico della coppia».

E se vi rinfacciassero il fatto che che voi un figlio già lo avevate?

«Che non hanno passato quello che abbiamo vissuto noi. È facile parlare quando non ci si trova nelle situazioni. Un figlio non è chiodo schiaccia chiodo. Quello che abbiamo passato rimarrà sempre».

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