Violenza sulle donne, aumentano le richieste d’aiuto. Zaia contro Valditara: “Frasi inopportune”
di Viola GiannoliRoma — Giada Zanola, Eleanor Toci, Aurora Tila e tutte le altre: 98 donne uccise nel 2024, 84 di loro ammazzate in famiglia o tra gli affetti, 51 dal marito, dal fidanzato, dall’ex. Il conteggio del Viminale, inevitabilmente impreciso in assenza di una definizione di femminicidio nel codice penale, continua a salire, anche se in questi primi uncidi mesi c’è stato un calo lieve delle vittime della violenza maschile rispetto al 2023. È un dato che assieme al minuscolo aumento dei centri antiviolenza e all’emersione, sempre più forte, di maltrattamenti e abusi, fa dire alla ministra per la Famiglia Eugenia Roccella che «non possiamo sentirci soddisfatti, ma la strada intrapresa è quella giusta». Troppo poco ancora il cammino e le donne che scenderanno di nuovo in piazza oggi nella Giornata internazionale contro la violenza lo testimoniano.
Roma — Giada Zanola, Eleanor Toci, Aurora Tila e tutte le altre: 98 donne uccise nel 2024, 84 di loro ammazzate in famiglia o tra gli affetti, 51 dal marito, dal fidanzato, dall’ex. Il conteggio del Viminale, inevitabilmente impreciso in assenza di una definizione di femminicidio nel codice penale, continua a salire, anche se in questi primi uncidi mesi c’è stato un calo lieve delle vittime della violenza maschile rispetto al 2023. È un dato che assieme al minuscolo aumento dei centri antiviolenza e all’emersione, sempre più forte, di maltrattamenti e abusi, fa dire alla ministra per la Famiglia Eugenia Roccella che «non possiamo sentirci soddisfatti, ma la strada intrapresa è quella giusta». Troppo poco ancora il cammino e le donne che scenderanno di nuovo in piazza oggi nella Giornata internazionale contro la violenza lo testimoniano.
La rivolta delle donne contro la violenza di genere: “Il patriarcato esiste. Se non lo vedi, sei tu”
Uno studio del Cnr racconta che più della metà delle donne tra 18 e 84 anni ha subìto violenza fisica o psicologica. L’1522, il numero nazionale contro la violenza e lo stalking, ha ricevuto 48mila chiamate, il 57% in più dei primi 9 mesi del 2023: significa che il picco delle richieste d’aiuto registrato sull’onda emotiva del femminicidio di Giulia Cecchettin sta diventando strutturale. Poche denunciano ma ai cento centri antiviolenza della rete D.i.Re. hanno bussato in 21.842 nei primi dieci mesi dell’anno, il 14% in più del passato. «È un segnale drammatico e al tempo stesso positivo perché la violenza è sempre meno nascosta tra quattro mura — dicono le operatrici — Ma le istituzioni continuano a non dare le risposte necessarie».
Quel che chiede ad esempio Differenza donna sono finanziamenti per i Cav, formazione di forze dell’ordine e giudici, educazione sessuo-affettiva a scuola. La senatrice dem Valeria Valente della commissione parlamentare sul femminicidio aggiunge: «Serve una legge bipartisan sulle molestie con le aggravanti dei luoghi di lavoro e di studio e una per considerare stupro ogni atto sessuale senza consenso. E invece stanno vincendo le resistenze».
Davanti al silenzio, si farà ancora rumore: cortei e sit-in a Milano, Padova, Venezia, Trento, Genova, Bologna e Roma, in piazza Montecitorio, «per raccontare al governo che lo nega il patriarcato, la violenza domestica, le molestie, il gap sul lavoro».
A smarcarsi dall’esecutivo sembra essere pure Luca Zaia, governatore veneto: «Le frasi di Valditara alla fondazione Cecchettin sono state inopportune, anche se immagino il ministro non volesse esserlo — ha detto a Che tempo che farà — Eravamo davanti ad una ragazza ammazzata, da un ragazzo italianissimo».