Roberto Burioni, virologo al San Raffaele di Milano, è da sempre un grande sostenitore dei vaccini. Negli anni, anche quelli della pandemia, non ha rinunciato a scontrarsi con coloro che li osteggiano, ma ha anche continuato a impegnarsi per convincere gli indecisi.
Quando si parla di vaccino si pensa alla puntura. Si tratta solo di un luogo comune?
«In realtà nella storia ci sono stati altri vaccini di enorme efficacia che non prevedevano l’iniezione. Ad esempio quello contro la poliomielite di Sabin. Era praticamente uno zuccherino che si dava ai bambini e conferiva una immunità molto più efficace. Ora la poliomielite non c’è più e si è cambiato vaccino, che viene iniettato insieme agli altri che si fanno ai neonati».
E gli spray quali vantaggi danno?
«Usare quel sistema non è un concetto nuovo, ma il punto interessante è che l’immunità può essere molto superiore».
E per quanto riguarda l’approccio dei cittadini al vaccino?
«Lo spray può probabilmente essere percepito in modo divers…
Roberto Burioni, virologo al San Raffaele di Milano, è da sempre un grande sostenitore dei vaccini. Negli anni, anche quelli della pandemia, non ha rinunciato a scontrarsi con coloro che li osteggiano, ma ha anche continuato a impegnarsi per convincere gli indecisi.
Quando si parla di vaccino si pensa alla puntura. Si tratta solo di un luogo comune?
«In realtà nella storia ci sono stati altri vaccini di enorme efficacia che non prevedevano l’iniezione. Ad esempio quello contro la poliomielite di Sabin. Era praticamente uno zuccherino che si dava ai bambini e conferiva una immunità molto più efficace. Ora la poliomielite non c’è più e si è cambiato vaccino, che viene iniettato insieme agli altri che si fanno ai neonati».
E gli spray quali vantaggi danno?
«Usare quel sistema non è un concetto nuovo, ma il punto interessante è che l’immunità può essere molto superiore».
E per quanto riguarda l’approccio dei cittadini al vaccino?
«Lo spray può probabilmente essere percepito in modo diverso dalle persone, come meno pericoloso. Potrebbe dare una mano alle coperture, oltre a essere più pratico da somministrare. E infatti la ricerca va in quella direzione».
Quindi non si lavora solo per l’influenza?
«No, ad esempio si basano sullo spray anche i vaccini anti Covid della nuova generazione sui quali si sta facendo ricerca. Tra l’altro, dai primi esperimenti sugli animali, sembra che possano essere anche più efficaci».
In questo periodo si osserva un grande sbilanciamento: le coperture contro l’influenza sono molto superiori a quelle del Covid. Come mai?
«L’antinfluenzale in questo momento è molto indicato, io penso che dovrebbe essere fatto da tutti, dai sei mesi in poi. Io vaccino ogni anno mia figlia, che ha 13 anni. Riguardo al Covid, non lo vediamo quasi più ma c’è ancora. È meno grave, siamo tutti immunizzati, ma le persone vulnerabili traggono ancora beneficio dalla vaccinazione. E lo spray, quando arriverà, potrebbe aiutare a coinvolgerle di più».