Londra

Speakers' Corner

Gli ultimi arrivati italiani a Londra e la burocrazia inglese al tempo del Covid

SPEAKERS' CORNER: una nostra connazionale sbarcata in Inghilterra fra Brexit e pandemia. Avete una storia da raccontare? Scrivete a e.franceschini@repubblica.it e la pubblicheremo. 
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Abbiamo voglia di fare, di sperimentare.
Siamo impazienti, attendiamo il cambiamento come una boccata d’ossigeno.
Abbiamo energia, siamo desiderosi di vivere in una società dinamica.
Respirare vibrazioni diverse.
Ma oggi siamo bloccati. Fermi.
Oppure, se ci va bene, procediamo a passo lento.
Uno dopo l’altro, impercettibili.

Sono arrivata a Londra con il forte desiderio di raccontare. Di scrivere, di parlare, di conoscere. Arrivare nel Regno Unito durante l’ultimo anno di trasizione prima della fine dei giochi - o almeno così pare - il 31 gennaio 2020, è stata una scelta ponderata. Valutati i pro e i contro, seguite le direttive dei vari governi, i nformati sul susseguirsi delle vicende, abbiamo fatto le valigie e siamo partiti. Quello che ha fatto barcollare me e i miei connazionali è stato l’arrivo della pandemia. Così, inaspettata. E, diciamolo pure tranqillamente, un brivido ci ha attraversato la schiena.

Sembrerebbe, infatti, che il virus sia riuscito in qualche modo ad infilarsi anche nei cassetti della burocrazia britannica, rendendo un po’ più complesso ottenere quello che prima, invece, era la prassi. Se per il Pre Setteld Status, ovvero la residenza provvisoria, infatti, le problematiche sono relativamente concentrate in alcuni topics (telefonino che possa supportare l’app del Governo e i procedimenti successivi, un valido contratto d’affitto, il boarding pass dell’arrivo in UK), i passaggi per richiedere il NIN, il National Insurance Number, il
numero utilizzato nel Regno Unito per identificare le persone all'interno del sistema lavorativo e sanitario nazionale, sono tutt’altro che easy.
Noi che siamo arrivati nel Regno Unito in quest’ultimo anno, abbiamo ancora il diritto di crearci una carriera qui. Il Governo però, a causa della pandemia, ha smesso di erogare il NIN.

Chiamando il numero indicato sul sito ufficiale, National Insurance Number application line, cliccando poi il tasto “1”, ci viene detto che, a causa del Coronavirus non si possono effettuare colloqui per ottenere il codice e che, in quanto cittadini europei, possiamo tranquillamente lavorare senza per il momento. Il NIN verrà erogato quando la pandemia sarà definitivamente conclusa. Ma quando esattamente finirà tutto questo?

Abbiamo fatto le valigie, tra un maglione e un pianto, un pantalone e una carezza e siamo rimasti ingarbugliati in quella burocrazia, e noi italiani sappiamo bene di cosa stiamo parlando, che ci mette i bastoni tra le ruote persino in banca. Infatti, vengono evidenziate non poche difficoltà nell’aprire un conto bancario e, prima ancora, tutto ciò rende complesso fare domanda di lavoro in un momento in cui il lavoro
scarseggia. Come giustamente evidenziato dai miei connazionali in articoli precedenti, siamo persone “sospese”, non solo tra due stati, tra due modi di pensare, tra due realtà che stanno affrontando questo periodo in modo diverso, ma anche la nostra identità, così
facendo, è rimasta sospesa.