LONDRA - A partire dalla fine di gennaio 2025, il Ministero dell'Interno del Regno Unito (Home Office) ha avviato un processo di concessione automatizzata del settled status nell'ambito dell'EU Settlement Scheme (EUSS). Questo cambiamento mira a semplificare il passaggio dal pre-settled al settled status, riducendo la necessità di presentare una domanda formale.
Si tratta sicuramente di un passo avanti importante, ma la domanda che molti si pongono è: ha ancora senso attivarsi per richiedere il settled status ora che è previsto un passaggio automatico? La risposta è sì. Ecco perché.
Come funziona la conversione automatizzata?
Chi possiede un pre-settled status in scadenza dovrebbe ricevere una comunicazione dall’Home Office che conferma l'estensione automatica dello status per ulteriori cinque anni. Inoltre, potrebbe ricevere anche una notifica sulla valutazione automatica della sua posizione per il settled status, senza doversi attivare e presentare domanda.
Durante questo processo, Home Office verificherà i dati presenti nei database governativi, tra cui quelli di HMRC (Her Majesty's Revenue and Customs) e DWP (Department for Work and Pensions), oltre alle informazioni sui movimenti alle frontiere e sul casellario giudiziale. Se queste verifiche confermano la residenza continuativa e l'assenza di condanne penali rilevanti, il settled status verrà concesso automaticamente, con una notifica via email.
E se non soddisfo i criteri per la conversione automatica?
Se Home Office non riesce a confermare il diritto al settled status in modo automatico—ad esempio perché i dati di HMRC o DWP non coprono tutti gli anni richiesti—il pre-settled status dovrebbe essere comunque prorogato. Tuttavia, in alcuni casi potrebbe essere richiesta documentazione aggiuntiva per dimostrare la residenza continuativa in UK.
È importante sottolineare che Home Office ha anche la facoltà di revocare il pre-settled status qualora ritenga che i criteri EUSS non siano più soddisfatti, ad esempio se il titolare si è trasferito all’estero da molto tempo senza aver completato i cinque anni di residenza nel Regno Unito.
Si può ancora – e conviene - fare domanda per il settled status?
Sì, la possibilità di presentare una domanda resta valida ed è consigliata in diversi casi, tra cui: 1) Si è già idonei al settled status, ma il proprio pre-settled è stato esteso prima dell'introduzione del processo automatizzato; 2) Si vuole confermare al più presto il diritto al settled status, anche in vista future richieste di cittadinanza britannica; 3) Si diventa idonei al settled status molto prima della scadenza del pre-settled (i cinque anni di residenza continuativa si contano dall’ingresso nel Regno Unito, non dalla concessione del pre-settled status); 4) Si hanno periodi di assenza prolungati dal Regno Unito, che potrebbero complicare il riconoscimento automatico del diritto al settled status (si veda punto successivo).
Attenzione alla continuità della residenza
Chi ha il pre-settled status può trascorrere fino a sei mesi all'anno fuori dal Regno Unito senza perdere la continuità della residenza. Assenze più lunghe possono essere giustificate in alcune circostanze specifiche (“reasonable grounds”, tra cui gravidanza, malattia, studio, incarichi lavorativi all'estero, pandemia da Covid-19, ecc.), ma richiedono documentazione adeguata.
Valutare e dimostrare la continuità della residenza può essere complesso, specialmente considerando le restrizioni ai viaggi internazionali e le circostanze personali influenzate dalla pandemia.
Sebbene finora non si abbiano notizie di revoche per cittadini europei a causa di interruzioni della residenza (ma rifiuti si!) Home Office ha già esercitato questa facoltà in altri casi, ad esempio nei confronti di partner non europei il cui legame con il titolare dello status EUSS si è interrotto.
Se si sono trascorsi periodi prolungati fuori dal Regno Unito che necessitano di attenta spiegazione, è consigliabile non attendere la conversione automatica ma attivarsi per la richiesta del settled status, preparando la documentazione necessaria senza il rischio di dover rispondere a richieste formali con tempistiche ristrette. In questi casi, affidarsi a un consulente esperto può essere determinante per garantire il buon esito della domanda.
In conclusione: meglio agire subito
L’introduzione della conversione automatica del settled status è certamente un passo avanti nella semplificazione burocratica, ma non garantisce che tutti gli aventi diritto ricevano il riconoscimento senza difficoltà.
Richiedere il settled status non appena si è idonei rimane il modo più sicuro per blindare i propri diritti di residenza, lavoro e accesso ai servizi nel Regno Unito. E infatti è lo stesso governo britannico che nell’introdurre la nuova conversione automatica ha ribadito l’incoraggiamento, per chi possiede i requisiti, a presentare domanda il prima possibile, per ottenere una prova certa e definitiva del proprio diritto a rimanere nel Paese. Allo stesso modo, anche chi ha una situazione meno lineare dovrebbe considerare di valutare per tempo la propria posizione senza attendere una richiesta formale di Home Office, con tempi di risposta più stringenti.
Per tutti, se si hanno i requisiti per fare domanda, aspettare la conversione automatica potrebbe tradursi in un onere o comunque un ritardo inutile. Meglio agire ora e mettere al sicuro il proprio status.