Londra

Law and the City / Addio ai timbri sul passaporto, dal 12 ottobre controlli digitali nella Ue

Law and the City / Addio ai timbri sul passaporto, dal 12 ottobre controlli digitali nella Ue

Consigli legali per gli italiani del Regno Unito

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Con il nuovo sistema EES, chi arriva da Paesi extra-Ue dovrà registrare foto e impronte. Esclusi i cittadini italiani, inclusi i viaggiatori britannici

Partiamo dalla fine, visto che è la domanda che in questi giorni si chiedono molti italiani a Londra: no, gli italiani che rientrano in Italia con passaporto italiano non dovranno fare nessuna autorizzazione preventiva, né rilasciare i propri dati biometrici alla frontiera italiana. E parenti ed amici in arrivo dall’Inghilterra e privi di passaporto europeo? Per loro grandi novità in arrivo. E no, anticipando il secondo commento: non si tratta di una punizione conseguente alla Brexit, ma di una misura cui l’Unione lavorava – con il supporto anche del Regno Unito, che all’epoca ne faceva parte – già da prima della Brexit.

Quali dunque le novità: dal 12 ottobre 2025, infatti, cambierà il modo di viaggiare verso l’Europa per milioni di persone visto che, seppure in modo graduale (con Milano Linate, Malpensa e Roma Fiumicino aeroporti pilota per l’Italia) entrerà in funzione il nuovo sistema europeo di ingresso/uscita (EES – Entry/Exit System), destinato a sostituire gradualmente i timbri manuali sui passaporti con una gestione completamente digitale basata su dati biometrici.

Non è necessaria alcuna registrazione preventiva, né alcun pagamento: all’arrivo alla frontiera di un Paese dell’Unione, l’EES registrerà in modo automatizzato l’ingresso e l’uscita di ogni cittadino di un Paese terzo, vale a dire di chi non possiede la cittadinanza né di uno Stato dell’Unione europea, né di Islanda, Liechtenstein, Norvegia o Svizzera. In pratica, il sistema riguarderà i viaggiatori provenienti da Paesi extra-UE, come Stati Uniti, Canada o Regno Unito, e anche coloro che, pur residenti in Europa, hanno cittadinanza non europea.

Chi invece possiede un passaporto di uno Stato membro dell’Unione, come gli italiani, non sarà interessato dal nuovo sistema: per loro continueranno a valere le normali regole di libera circolazione all’interno dell’UE o dell’area Schengen: dunque un italiano che ad esempio vada a Parigi o Berlino comunque non sarà interessato da questi controlli.

Come funzionerà il nuovo sistema

L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato rendere più rapide e sicure le procedure di frontiera, dall’altro rafforzare il controllo degli ingressi temporanei nel territorio Schengen.

Al primo accesso dopo l’entrata in vigore del sistema, i cittadini di Paesi terzi dovranno registrare elettronicamente i propri dati personali, tra cui fotografia e impronte digitali, oltre ai dati del passaporto e al motivo del viaggio. In alcuni aeroporti sarà possibile completare la registrazione tramite chioschi self-service o avviare la procedura anche tramite App; altrove si procederà con controlli effettuati dagli ufficiali di frontiera. In uscita, il sistema calcolerà automaticamente la durata del soggiorno, permettendo di verificare che non si superino i 90 giorni di permanenza ogni 180 consentiti senza visto.

Durante i primi mesi sarà previsto un periodo di transizione, con il mantenimento temporaneo dei timbri tradizionali in alcune frontiere, ma dal 2026 l’EES sarà operativo in modo pieno su tutte le frontiere esterne dell’area Schengen — aeroporti, porti, stazioni ferroviarie e varchi stradali inclusi. Tutti i dettagli sul sito dedicato dell’Unione Europea.

Chi sarà coinvolto: anche i cittadini britannici

Dopo la Brexit, i cittadini del Regno Unito sono a tutti gli effetti “cittadini di un Paese terzo” e dunque saranno sottoposti alle nuove procedure EES ogni volta che entreranno nell’area Schengen.

La registrazione avverrà al primo ingresso in un Paese membro, anche nei cosiddetti terminal “juxtaposed” in territorio britannico (come Dover, Folkestone e la stazione Eurostar di Londra St Pancras), dove le autorità francesi effettueranno i controlli di frontiera per conto dell’Unione europea.

Questa novità si prevede comporterà tempi di attesa più lunghi, specialmente nei primi mesi di applicazione, ma l’obiettivo è semplificare i flussi nel medio periodo e ridurre il rischio di errori o abusi legati ai limiti di soggiorno.

E dopo l’EES, arriverà l’ETIAS

Il nuovo sistema si inserisce in un progetto più ampio di digitalizzazione dei confini europei. Dopo l’EES, entrerà in funzione l’ETIAS (European Travel Information and Authorisation System), un’autorizzazione preventiva di viaggio per i cittadini di Paesi che non necessitano di visto.

L’ETIAS, simile all’ESTA statunitense e al recente ETA britannico, non è ancora attivo: secondo le informazioni ufficiali dell’Unione europea, la sua introduzione è prevista dopo il pieno avvio dell’EES (aprile 2026), probabilmente per la fine del 2026.

L’autorizzazione ETIAS, che costerà 20 euro e sarà valida per tre anni (o fino alla scadenza del passaporto), non sostituirà il visto ma sarà un requisito aggiuntivo per chi oggi viaggia “visa-free” nell’area Schengen. Ricordiamo infatti che EES ed ETIAS non cambiano né sostituiscono le politiche in materia di visti.

Gli italiani residenti nel Regno Unito

Per gli italiani che vivono nel Regno Unito, non cambia nulla ai fini dell’ingresso in Europa: come detto, chi possiede un passaporto italiano non sarà registrato nell’EES, né dovrà richiedere l’ETIAS in futuro. Il diritto alla libera circolazione resta pienamente garantito.

Diverso il caso dei residenti nel Regno Unito con cittadinanza britannica o di altri Paesi extra-UE, che saranno invece soggetti alle nuove procedure biometriche.

In pratica, un cittadino italiano che vive a Londra e viaggia verso l’Italia continuerà a entrare nell’Unione europea come qualsiasi altro cittadino UE, mentre un suo amico britannico dovrà effettuare la registrazione EES e, in futuro, richiedere l’autorizzazione ETIAS. Naturalmente per gli italiani con doppia cittadinanza si rende ancor più opportuno entrare in Italia con il passaporto italiano e in Regno Unito con quello britannico, dunque di fatto viaggiare con il doppio passaporto.

Perché questa novità?

L’EES rappresenta una svolta epocale nella gestione delle frontiere europee, sostituendo la burocrazia cartacea con il controllo digitale dei movimenti.Per i cittadini UE — inclusi gli italiani, ovunque risiedano — non cambia nulla.Per tutti gli altri, invece, il viaggio in Europa diventerà più “tecnologico”: meno timbri e più impronte, in nome di sicurezza, trasparenza e tracciabilità.

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