Londra

Law and the City / Dal 25 febbraio nuove norme di viaggio per gli italiani con cittadinanza UK

Law and the City / Dal 25 febbraio nuove norme di viaggio per gli italiani con cittadinanza UK

La rubrica di consigli legali per gli italiani del Regno Unito

2 minuti di lettura

Dal 25 febbraio 2026 gli italiani con doppia cittadinanza britannica rischiano di non poter tornare a Londra

Molti connazionali italo-britannici sono preoccupati per le nuove regole di ingresso nel Regno Unito, e ci hanno scritto dopo aver scoperto, quasi per caso, che qualcosa sta cambiando e che potrebbero esserci conseguenze concrete sui loro viaggi: dal 25 febbraio 2026 potrebbero infatti vedersi negato l’imbarco verso il Regno Unito se non sono già anche in possesso di un passaporto britannico.

Una novità cui non molti avevano dato importanza, a detta di alcuni scarsamente pubblicizzata – a detta del governo britannico largamente divulgata - che a meno di una settimana dall’entrata in vigore rischia di generare non pochi disagi.

Un problema di cui si occupano da tempo anche diverse associazioni a tutela dei cittadini europei in Regno Unito, tra cui the3million che ha appena divulgato questo tema in una newsletter di cui riprendiamo i contenuti.

Cosa cambia dal 25 febbraio 2026

A partire da quella data, compagnie aeree, ferroviarie e marittime rischieranno una multa di 2.000 sterline per ogni passeggero trasportato nel Regno Unito senza i documenti richiesti.

È facile immaginare cosa questo comporterà nella pratica: controlli molto più rigidi prima dell’imbarco e margini di tolleranza ridotti al minimo.

A partire da questa data, che peraltro coincide con la piena implementazione dell’ETA, per viaggiare verso il Regno Unito sarà necessario presentare uno dei seguenti documenti: un ETA (autorizzazione all’ingresso analoga all’ESTA per gli Stati Uniti, ne abbiamo parlato qui); oppure un eVisa; o un passaporto britannico o irlandese valido, o infine, in alternativa, un Certificate of Entitlement (CoE) apposto sull’altro passaporto (con un costo vicino alle 600 sterline ed una procedura anche più lunga e laboriosa di quella necessaria per ottenere il passaporto stesso).

Ed è qui che emerge la criticità per molti cittadini italo-britannici.

Il problema per chi ha doppia cittadinanza

I cittadini che possiedono la doppia cittadinanza, italiana e britannica: non possono richiedere l’ETA (non hanno titolo per farlo, in quanto già britannici), e non possiedono un eVisa valido (anche se in passato hanno ottenuto uno status EUSS - pre-settled o settled status - visibile online, questo non ha più valore giuridico una volta acquisita la cittadinanza britannica.

Di fatto, quindi, le opzioni si riducono a due: o viaggiare con un passaporto britannico valido, oppure richiedere un Certificate of Entitlement.

Attenzione: chi non ha un passaporto britannico valido rischia concretamente di essere fermato al momento dell’imbarco: le compagnie aeree, infatti, saranno ritenute responsabili se imbarcano chi non ha titolo, e anche in ipotesi di imbarco consentito, altri problemi potrebbero presentarsi alla frontiera britannica.

Chi potrebbe trovarsi in difficoltà

Secondo quanto segnalato da the3million, stanno arrivando decine e decine di richieste urgenti da parte di persone che solo ora si stanno rendendo conto dell’impatto di queste regole.

Oltre ai tanti che per motivi personali (tipicamente: non voler restare temporaneamente senza il proprio passaporto europeo) hanno deciso di rinviare la richiesta di passaporto britannico, tra i casi più frequenti segnalano: neonati con doppia cittadinanza automatica ma senza passaporto britannico; persone in attesa della cerimonia di naturalizzazione che, una volta diventate britanniche, non possono più viaggiare solo con il passaporto europeo ma non hanno ancora diritto di richiedere quello britannico; cittadini con passaporto britannico scaduto che hanno continuato a usare esclusivamente quello italiano.

the3million ha inviato una lettera urgente all’Home Office chiedendo il rinvio della data del 25 febbraio 2026 quale entrata in vigore, o in alternativa l’introduzione di soluzioni pragmatiche, come ad esempio un’autorizzazione di viaggio a basso costo o di altre misure per evitare disagi sproporzionati ai cittadini britannici con doppia nazionalità. Il tema è stato portato anche all’attenzione dei media nazionali, con articoli su The Guardian e servizi della BBC.

Cosa fare adesso

Sperare che tutto venga rinviato, o che il governo decida di adoperare un approccio pragmatico aiuta poco; il consiglio, per chi ha doppia cittadinanza, è quello di verificare immediatamente la validità del proprio passaporto britannico, o, se non lo si possiede, valutare di presentare la richiesta quanto prima e se possibile viaggiare solo dopo averlo ottenuto.

Essere cittadini britannici, in conclusione, non basterà più: sarà necessario poterlo dimostrare con il documento corretto al momento dell’imbarco. Per molti italiani nel Regno Unito la doppia cittadinanza è stata una tutela, una sicurezza acquisita dopo anni di vita e lavoro nel Paese. Oggi, però, rischia di trasformarsi in un boomerang se non accompagnata da un passaporto britannico valido.

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