LONDRA – Nonostante Londra sia una delle capitali mondiali del pallone, nessuna delle sue tredici squadre professionistiche porta il nome della città. I club storici, come Arsenal, Chelsea, Tottenham o Fulham, prendono infatti il nome dai quartieri in cui sono nati. Partendo da questa constatazione, due giovani italiani residenti in Inghilterra, il romano Gregorio Desario e il genovese Lorenzo Coppello, hanno deciso di colmare questo vuoto fondando un nuovo club sportivo: il London Albion City. Entrambi trasferitisi oltremanica per concludere gli studi con un master in International Business alla Bayes University, il 23nne Gregorio, e alla Metropolitan University of London, il 27enne Lorenzo, si sono ritrovati momentaneamente fermi a causa di un infortunio calcistico. Proprio durante questa pausa forzata ha preso forma l'idea di creare da zero una società sportiva. La peculiarità del progetto risiede nel metodo di sviluppo: il London Albion City si presenta come il primo club calcistico fondato e costruito attraverso i social network.
“Sfruttando piattaforme come YouTube (dove il primo video ha raggiunto 55 mila visualizzazioni), TikTok e Instagram - raccontano i due fondatori del club - abbiamo radunato in pochi mesi una comunità di oltre settantamila persone. I tifosi e i follower non si limitano a guardare, ma vengono coinvolti attivamente, condividendo quasi tutte le decisioni della squadra. Questo processo ha portato anche alla creazione dell'identità visiva del club. La maglia è bianca con maniche blu e bordi dorati, e presenta impressa la mappa della metropolitana di Londra, un elemento scelto per stabilire un legame immediato con la città. Il logo circolare include la croce di San Giorgio, una nave, un leone e la scritta della società: London, nome della capitale, e Albion riprendendo il nome più antico conosciuto per l'intera isola della Gran Bretagna”.
Per formare la rosa dei giocatori si è dato vita a dei regolari provini ai quali si sono presentati più di ottocento persone. Da questa selezione sono stati scelti quarantaquattro calciatori, alcuni dei quali con esperienze passate nelle giovanili di squadre professionistiche o persino nelle nazionali giovanili. La squadra è partita dalla Settima divisione e disputa le partite casalinghe al Vale Farm, un impianto situato a poca distanza dal celebre stadio di Wembley. L’obiettivo sportivo è strutturato su un orizzonte a lungo termine, come spiegano chiaramente gli stessi Gregorio e Lorenzo: “Siamo pronti a correre la maratona, non una gara di sprint: in cinque anni speriamo di arrivare ai playoff della Vasa Football Association, in dieci vogliamo giocare con i professionisti, ossia in Premier League”.
A supportarli in questo percorso ci sono anche l'ex calciatore Riccardo Botticella e il manager Riccardo Silva, tra i primi a credere nel potenziale della squadra. “Il progetto ha trovato terreno fertile anche grazie a un cambiamento nelle abitudini del pubblico inglese - concludono i due ragazzi -. I costi degli abbonamenti o anche dei singoli biglietti per assistere a un incontro della Premier League sono diventati proibitivi per molte persone, spingendo molti appassionati a sostenere i club locali e delle categorie inferiori. Come London Albion City puntiamo a rappresentare l'intera capitale, unendo l'impegno sportivo tradizionale alle potenzialità del web”. Passando al calcio giocato, la squadra ha già disputato le prime due partite di campionato e, purtroppo, i risultati hanno premiato sempre gli avversari di turno; nella prima occasione gli Harrow Bhoys per 3 a 2 e nella seconda gli Explorers FC per 3 a 1. Ma il cammino è ancora lungo e la stagione è appena iniziata.