ROMA – Il futuro dell’automobile è adesso. Soprattutto di quella europea, che si trova sballottata tra guerra dei dazi, invasione dei marchi cinesi, vendite che ristagnano, conti che non tornano e previsioni poco rosee. E sarebbe bene che se ne rendesse conto anche Bruxelles che invece sembra continuare ad andare avanti con la sua strategia elettrica ad ogni costo. Anche se il mondo intorno sta cambiando.
Il presidente Usa, Donald Trump, con la sua politica di stop and go, ha siglato un’intesa sui dazi prima con il Regno Unito e poi con la Cina. Ma l’Ue ancora non è riuscita a sedersi a un tavolino per trattare concretamente con gli Stati Uniti, lasciando le case automobilistiche europee nell’incertezza e con la prospettiva di perdere volumi nel mercato più ricco del mondo. Ma, soprattutto, Bruxelles continua a non vedere la realtà del mercato e insiste a battere la strada dell’auto elettrica. Eppure per l’Europa il settore dell’auto vale il 7-8% del Pil totale e circa 13 milioni di posti di lavoro. Possibile che la “religione dell’elettrico” continui a prevalere sulla realtà? Finora la Ue ha solo sospeso per tre anni le multe ai costruttori legate al superamento dei nuovi tetti stabiliti a tavolino a Bruxelles. Una mossa che sicuramente aiuta le case che altrimenti quest’anno avrebbero dovuto sborsare circa 15 miliardi di sanzioni. Ma che non è risolutiva e che conferma un distacco dalla realtà da parte dei regolatori europei, visto che per rispettare i tetti la quota di vendite di auto elettriche dovrebbe salire d’incanto dal 5 a oltre il 20%, cosa impossibile.
L’unica soluzione, chiesta a gran voce anche dal presidente di Stellantis, John Elkann e dal ceo di Renault, Luca de Meo, è sospendere lo stop alle vendite di auto termiche nel 2035 e imboccare la strada della neutralità tecnologica per arrivare al taglio delle emissioni. Strada già imboccata dalle stesse case che, per compensare la frenata delle elettriche, hanno rilanciato i modelli ibridi. Ma Bruxelles deve battere un colpo. Perché per l’auto europea il futuro adesso.