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Sbarcano in Europa i Supercharger Tesla pieghevoli: si parte dalla Norvegia

Sbarcano in Europa i Supercharger Tesla pieghevoli: si parte dalla Norvegia

Il progetto è di installare le stazioni di ricarica chiavi in mano sulle principali autostrade europee

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ROMA – Accelerare la diffusione di una rete di ricarica rapida è uno dei principali passi da compiere se si vuole puntare sulla mobilità elettrica. Ma è anche uno dei principali scogli da superare, visti gli elevati costi di cantiere e i vari mesi di lavoro necessari per questo investimento. Diverso sarebbe se, invece di essere costruite ex novo, le stazioni di ricarica fossero prefabbricate e collocate su una piattaforma pieghevole capace di integrare fino ad otto colonnine. Ed è proprio quello che Elon Musk sta facendo con la nuova generazione di stazioni di ricarica Tesla V4 negli Stati Uniti, che ora stanno sbarcando anche in Europa.

Apripista è la Norvegia, nella cui capitale Oslo ha da poco fatto il suo esordio il primo impianto Supercharger ‘’Folding’’, cioè pieghevole, con tempi di installazione due volte più veloci e costi di realizzazione ridotti di oltre il 20% rispetto al passato. Ma la Norvegia è solo il primo passo. Nel progetto di Tesla c’è il presidio delle principali aree di sosta della rete autostradale del Vecchio Continente, un piano che dovrebbe entrare nel vivo nel terzo trimestre del 2026, con l’obiettivo di arrivare al rinnovo dell’intera rete europea dei Supercharger.

Le nuove stazioni sono prodotte e pre-assemblate nella fabbrica Tesla di New York, pronte per essere trasportate a destinazione. Una volta sul posto, la struttura pieghevole si apre e viene collegata alla rete, eliminando così la manodopera locale richiesta dalle installazioni tradizionali. Tesla ha inoltre confermato che le unità sono dotate di pali di illuminazione telescopici specificamente progettati per facilitare il trasporto e la rapida installazione in loco. Ogni Supercharger Folding è capace di erogare fino a 500 kW e combina un singolo armadio di alimentazione V4 con otto colonnine di ricarica, tutte montate su una robusta piastra di cemento con un sistema di cerniere industriali.

Al momento, l’unica Tesla in grado di sfruttare ricariche da 500 kW è il Cybertruck, non commercializzato ufficialmente in Europa, ma l’infrastruttura è pensata anche per modelli di altri marchi dotati di architettura a 800 volt. L'hardware V4, oltre ad essere retrocompatibile con tutti i modelli Tesla, include anche cavi più lunghi per altri veicoli, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per tutto il settore, non solo per chi guida una Model 3 o una Model Y. La tabella di marcia però non è ancora stata svelata, né si sa quante e quali saranno le prossime stazioni V4 a spuntare sul territorio europeo.

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