Trazione integrale, quattro turbocompressori e una monoscocca in carbonio, sono gli ingredienti principali che compongono l’esplosivo mix delle ipersportive Bugatti da tre decenni.
Le Bugatti EB110, Veyron e Chiron sono considerate pietre miliari dell’ingegneria automobilistica degli ultimi trenta anni, la “Santissima Trinità della Bugatti moderna”, e tutti gli appassionati sognano di avere questi tre modelli nella loro collezione.
Le tre vetture sono state riunite per un servizio fotografico speciale che ha dato così vita a foto uniche di una collezione talmente esclusiva che difficilmente trova riscontro al mondo.
La EB110 è frutto dell’estro di Romano Artioli ed è stata presentata a Parigi il 15 settembre del 1991 in occasione del 110° compleanno di Ettore Bugatti (EB sono le iniziali di Ettore Bugatti, mentre 110 sta per il suo 110° compleanno).
La sua leggerissima monoscocca pesa appena 125 chilogrammi ed è la prima auto di serie a essere realizzata in carbonio a cui si aggiungono metalli nobili come alluminio, magnesio e titanio.
La vettura è spinta da un propulsore centrale V12 da 3,5 litri con quattro turbocompressori e scatta da 0 a 100 km/h in 3,26 secondi, e con una velocità massima di 351 km/h è la più veloce auto di serie del suo tempo.
Della EB110 GT sono state prodotte 96 unità a cui si aggiungono 40 esemplari della variante più leggera e potente EB110 Super Sport e a due auto da corsa ufficiali di serie da 670 Ps.
Nel 1992, la Super Sport era in vendita a 550 milioni di lire, comprensivi di manutenzione e parti soggette a usura per i primi tre anni.
I pochi esemplari in circolazione hanno prezzi da record, basti pensare che l’anno scorso, in un’asta organizzata da Sotheby’s, sono stati pagati 2,03 milioni di euro per una EB110 Super Sport del 1994.
Nel 2005 tocca alla Veyron 16.4 Super Sport caratterizzata sempre dalla monoscocca in carbonio, trazione integrale, quattro turbocompressori e un nuovo motore W16 da 8,0 litri con una potenza monstre di 1.001 Cv e una coppia di 1.500 Nm.
Le performance sono incredibili: la Veyron scatta da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, a 200 km/h in 7,3 secondi, mentre la velocità massima è di 407 km/h.
Nel 2010 la factory di Molsheim presentò la Super Sport, una versione potenziata della Veyron capace di ben 1.200 Ps, per una velocità massima di 415 km/h.
Nello stesso anno, la Veyron 16.4 Super Sport stabilì un nuovo record di velocità per i veicoli stradali toccando i 431,072 km/h, e diventando l’auto supersportiva di serie più veloce al mondo.
Complessivamente fino al 2015 sono stati realizzate 450 unità della Veyron 16.4, di cui 48 Super Sport e oggi sono oggetti da collezione molto ricercati con quotazioni in crescita mediamente del 30-35%.
Con la Chiron, nel 2016, Bugatti stabilisce nuovi primati facendo crescere la potenza massima a 1.500 Ps, un valore mai raggiunto prima da un veicolo di serie, una coppia di 1.600 newton metri e una serie di innovazioni tecniche.
Le prestazioni della Chiron vedono coprire lo scatto da 0 a 100 km/h in 2,4 secondi, a 200 km/h in 6,1 secondi e a 300 km/h in 13,1 secondi, mentre la velocità massima è limitata a 420 km/h.
Nel 2019, Bugatti è stata la prima casa automobilistica in assoluto a superare i 300 km/h con la Chiron per fissare poi il nuovo record di velocità di 490,484 km/h.
Mai prima di allora un veicolo di serie era riuscito a raggiungere velocità così elevate. Delle 500 unità di produzione previste, oltre 250 sono già state vendute con un listino che parte da 2,65 milioni di euro (al lordo delle tasse).