Dall'alba al tramonto, e dal crepuscolo al termine di una notte troppo calda per le Dolomiti d'inverno, il primo rally "elettrico" nella storia delle competizioni italiane organizzato da Audi, è stato innanzitutto un esercizio di consapevolezza nei confronti degli epocali processi di cambiamento in ambito ecologia, mobilità e reperimento delle risorse.
Tra prove di abilità e pazienza e di velocità e controllo dei consumi, l'e-rally 20quattro ore dei Laghi con partenza da Cortina ha coinvolto sei Q4 50 e-tron ed altrettante RS e-tron GT condotte da sei diverse squadre e nel corso degli oltre 5400 chilometri complessivi - percorsi lungo le belle e difficili strade dell'arco alpino orientale - l'evento ad alta complessità logistica ha dimostrato come la guida a zero emissioni, possa inserirsi all'interno di un'economia circolare mirata alla salvaguardia delle risorse, piuttosto che allo sfruttamento di esse.
Uno dei messaggi più importanti e rilevanti della gara risiede nella tipologia di elettricità utilizzata per alimentare il Suv compatto e la gran turismo da 646 cavalli che al seguito di ogni prova speciale, sono state ricaricate con la medesima energia idroelettrica proveniente dalle dighe sul lago di Fedaia che rifornisce abitualmente Cortina e zone limitrofe, con corrente rinnovabile. Considerando poi che la fabbrica Audi in cui le due vetture in gara sono prodotte è dichiarata ad impatto neutro dal costruttore, l'impronta ambientale del primo e-rally ha perseguito la linea verde in ogni sua tappa ed operazione. Il monolitico container proveniente da Ingolstadt ed utilizzato per ripristinare l'80 percento dell'autonomia dei mezzi con tempistiche di venti minuti circa, è infatti un altro interessante caso di studio in quanto la funzione di accumulatore per lo stoccaggio energetico necessario alla corsa, è ottenuta dal recupero di migliaia di batterie usate, provenienti dai modelli Ev usati prodotti da Audi.
L'implementazione di un'economia circolare è alla base del cambio di paradigma inerente alla mobilità e come dimostrato dalle qualità dinamiche dei veicoli coinvolti nella 20quattro ore dei Laghi, la casa tedesca si conferma uno degli interpreti più coerenti ed avanguardistici in materia di progresso a zero emissioni. Le prove di regolarità (con controllo della velocità media e target sull'autonomia) hanno infatti messo in luce la buona efficienza dei modelli in condizioni tutt'altro che agevoli per le batterie e percorrendo le leggendarie strisce d'asfalto accanto a Pordoi, Falzarego e Passo Giau, si scopre ad esempio che attivando la funzione B in sostituzione del freno (o incrementando l'effetto recupero dalle palette al volante) uno spazioso Suv compatto come la Q5 e-tron che gode di un abitabilità interna da segmento superiore, può salire e scendere da un passo alpino senza perdere più di due punti percentuale d'autonomia. Lo stesso accade con la RS e-tron GT che essendo però più votata alla sportività, ha una messa a punto del recupero energetico più lieve. Il risultato finale è tuttavia il medesimo; guidando in modo costante e sfruttando i dislivelli in proprio favore, si riesce più o meno a "congelare" il range.
Al tempo stesso la gara ha posto l'enfasi sull'indole sportiva della casa tedesca che, sin dalla mitica Audi Quattro, ha fatto della trazione integrale un marchio di fabbrica e quella elettrica di ultima generazione è fino a cinque volte più rapida nelle reazioni. Il riscontro pratico sull'efficacia delle quattro ruote motrici a elettrodi si è manifestato in due diversi contesti; le prove sul lago ghiacciato e le lunghe ore di guida notturna su strade spesso lastricate di ghiaccio. Nei bacini lacustri di Fedaia, Issengo e Pianozes le Q4 e-tron e la RS e-tron GT (in questo caso entrambe dotate di gomme chiodate) sono riuscite a divincolarsi con agio s'una superfice a bassa aderenza ed i tempi registrati da ciascuno degli equipaggi, hanno contribuito al posizionamento nella classifica finale. L'evento sperimentale ma conforme ai regolamenti di Fia ed AciSport prevedeva inoltre il compimento di alcuni tragitti entro un tempo prestabilito con tanto di controlli orari e timbrature. Mantenersi in linea con i parametri indicati, specie dopo il calar del sole e lambendo altitudini vicine ai 2400 metri di quota tra tornanti, curve cieche e precipitosi dislivelli, si è rivelato meno complicato del previsto grazie alle proprietà strutturali e tecnologiche dei mezzi in gara. Nonostante il percorso abbia presentato molteplici insidie come buio, temperature sottozero ed anguste strade in pendenza, sia la Q4 e-tron (dotata di 460nm di coppia massima, assetto sportivo, ammortizzatori regolabili, pompa di calore per una maggiore efficienza) che la fantasmagorica e velocissima RS e-tron GT, si sono sempre dimostrate all'altezza delle sfidanti situazioni create dagli organizzatori.
Nel corso delle otto tappe i sei team sono riusciti a concludere tutte le prove senza sussulti o imprevisti e grazie ai fast charge del campo base, le ricariche - con venti minuti alla presa buoni per circa 200 km di guida sportiva - sono avvenute sempre in tempi brevi; di conseguenza la tabella di marcia non ha subito particolari ritardi. La classifica finale è stata ottenuta dall'insieme di tempi nelle prove speciali, consumi e rispetto della media oraria prefissata ma al netto di vincitori e vinti, il primo e-rally Audi con squadre composte da giornalisti e pluridecorati professionisti del motorsport (il co-pilota di Repubblica era Stefania Grassetto, campione velocità turismo dal 1997 al 2000) è stato un evento da incorniciare perché oltre al divertimento dei sovrasterzi sul ghiaccio e del piacere di guidare nel silenzio avvolti dai maestosi scenari dolomitici, la 20quattro ore dei Laghi ha saputo divulgare coscienza e conoscenza, inaugurando nel contempo una nuova e più sostenibile prospettiva sulle sfide del motorsport per gli anni a venire.