Qualche decina di chilometri tutti elettrici e poi l’assoluta indipendenza da cavi e colonnine per proseguire il viaggio col carburante tradizionale. L’asso nella manica delle auto ibride plug-in sta tutto in questa frase.
Nella vita, tuttavia, ci sono spesso un dritto e un rovescio, vantaggi abbinati a controindicazioni. Nel caso specifico, portare a spasso il peso supplementare di batterie una volta scariche e motore elettrico con capacità ridotte si trasforma in una zavorra che peggiora il bilancio energetico dell’auto. Con consumi superiori a quelli di un mezzo tradizionale omologo, soprattutto lungo autostrade e strade fuori dall’abitato dove è più difficile recuperare energia in frenata.
Il pieno alla batteria richiede una novantina di minuti attaccati a una colonna da 22 kW e permette di viaggiare per quasi 50 km in modalità elettrica, ideale per chi si muove entro brevi tratte e dispone di comodi punti di ricarica. Come per tutte le ibride plug-in, il discorso cambia quando il raggio di azione si allarga a centinaia di chilometri e diventa un sogno l’accessibile percorrenza media di circa 70 di chilometri per litro ottenibile con l’apporto dell’energia elettrica.
Nel nostro caso ha voluto dire entrare in Svizzera già con le batterie scariche. In quella che è una via crucis tutta elvetica di limiti di velocità variabili tra 80, 100 e 120 km/h, la Mercedes offre il vantaggio di un cruise control adattivo regolabile tramite comando al volante e davvero efficace nel ridurre lo stress di un continuo adattamento all’andatura, indispensabile per evitare salatissime multe. Macinare chilometri è inoltre più semplice su un mezzo che offre il comfort di un viaggio su un aereo di linea in prima classe, probabilmente anche con qualche decibel di rumorosità in meno.
Superata la Svizzera con alcuni paesaggi mozzafiato, si incrocia per un piccolo lembo di carta geografica la Germania prima di affaccarsi in Alsazia, direzione Parigi. Dopo 582 km abbiamo effettuato una prima sosta a Beaune, in Borgogna, con una percorrenza media effettiva di ben 20 km/litro, seppur favorita dall’andatura ridotta imposta dal tratto svizzero. In Francia il limite di 130 all’ora in autostrada permette una marcia più spedita con un relativo aumento dei consumi che comunque, in ulteriori 586 km sino a Caen hanno permesso una media di 18,51 km/litro. Davvero non male per un’auto che pesa quasi 2 tonnellate ed è dotata di trazione integrale.
L’incanto della Normandia porta a luoghi intrisi di significato storico, cominciando dall’incanto di Mont St. Michel per continuare con i luoghi dello sbarco che ha deciso le sorti della Seconda Guerra mondiale. Da Deauville a Ètretat, da Honfleur a Fécamp ci sono scorci memorabili da ammirare e occasioni gastronomiche da cui lasciarsi irretire. Il tutto ammucchiando chilometri su un mezzo che permette di viaggiare in elettrico ma che non teme i più ampi orizzonti di una trasferta internazionale. Questo pur con il sacrificio di una parte del bagagliaio per far posto alle batterie da 13,5 kWh. Ottimi i riscontri anche nel ritorno da Caen, con un totale di 1058 km, parte dei quali percorsi su una dipartimentale e una nazionale attorno a Digione, con una percorrenza media di 17,8 km/litro. Non male per un’auto che, volendo, può accelerare da 0 a 100 km/h in 5”9 e toccare i 250 all’ora. Acquistabile nell’allestimento Exclusive della prova a partire da 72.684 euro.