Innocenti: "Ecco come Porsche può vincere la sfida a zero emissioni"
di Valerio Berruti , di Valerio BerrutiROMA - Porsche corre anche nella sfida elettrica e già dal 2030 la produzione sarà tutta (o quasi) a zero emissioni. L'unico rischio sarà la rete di ricarica, ancora inadeguata, secondo Pietro Innocenti, amministratore delegato della filiale italiana, «il vero problema di questa transizione energetica».
Andiamo con ordine e partiamo dai modelli. A che punto siete?
«Per noi il 2035 a zero emissioni è una sfida fattibile. Già oggi produciamo la Taycan completamente elettrica e Cayenne e Panarema in versione plug-in, il che significa il 30% per cento di vendite elettrificate. Con l'arrivo della Macan a batteria (all'inizio del 2024, ndr) raggiungeremo il 50 per cento. Poi dal 2030, l'80 per cento della produzione sarà elettrica pura. In ogni caso, finché sarà possibile, continueremo a…
ROMA - Porsche corre anche nella sfida elettrica e già dal 2030 la produzione sarà tutta (o quasi) a zero emissioni. L'unico rischio sarà la rete di ricarica, ancora inadeguata, secondo Pietro Innocenti, amministratore delegato della filiale italiana, «il vero problema di questa transizione energetica».
Andiamo con ordine e partiamo dai modelli. A che punto siete?
«Per noi il 2035 a zero emissioni è una sfida fattibile. Già oggi produciamo la Taycan completamente elettrica e Cayenne e Panarema in versione plug-in, il che significa il 30% per cento di vendite elettrificate. Con l'arrivo della Macan a batteria (all'inizio del 2024, ndr) raggiungeremo il 50 per cento. Poi dal 2030, l'80 per cento della produzione sarà elettrica pura. In ogni caso, finché sarà possibile, continueremo a mettere in campo tutte le soluzioni energetiche».
Quali, per esempio?
«Certamente i carburanti sintetici e-fuel (benzina non derivante dalla distillazione del greggio, ndr) su cui stiamo puntando molto. Lo scorso anno abbiamo aperto un sito produttivo pilota a Punta Arenas in Cile per produrre benzine sintetiche».
Che vantaggi ha questo carburante?
«L'e-fuel consentirà di ridurre le emissioni di CO2 nei motori a combustione, ha una grande facilità di stoccaggio, può essere distribuito attraverso la rete già esistente e non ha costi industriali significativi».
E che utilizzo prevedete?
«Inizialmente nel motorsport, già dal prossimo anno nella Carrera Cup. Ma riteniamo che sia un'ottima soluzione anche per accelerare l'abbattimento della CO2 prodotta dai motori tradizionali a benzina».
Torniamo, ora all'auto elettrica. Che ne pensa dell'attuale stato delle infrastrutture di ricarica?
«Ho notato una discreta accelerazione negli ultimi due anni. Insomma, i punti di ricarica sono effettivamente aumentati. Purtroppo, si tratta di colonnine a bassa potenza, il che vuol dire tempi di ricarica lunghi. Le colonnine veloci, al momento, sono appena il 2 per cento. Altra criticità è la distribuzione, tutta concentrata tra nord e centro».
Un bel problema.
«Per questo chiediamo investimenti proprio sulle ricariche veloci, ne basterebbero poche ma almeno nei posti giusti. Soprattutto in autostrada. Nel frattempo, stiamo costruendo una nostra rete. Abbiamo già 30 stazioni ultraveloci Hpc ( High Power Charge) e oltre 400 punti di ricarica distribuiti in hotel, ristoranti, palestre e in genere all'interno di strutture ricettive. Riteniamo sia un passaggio fondamentale per favorire spostamenti di carattere turistico, importantissimi nel nostro Paese».
Il passaggio all'auto elettrica prevede anche un cambiamento della rete di vendita e assistenza. Come vi state organizzando?
«È un altro tema fondamentale. Oggi stiamo cercando di coprire il territorio in maniera più flessibile e con nuovi formati. Il nostro centro modello è il Citylife di Milano. L'idea è quella di replicare un'esperienza tipo Apple store. Un punto d'incontro, uno spazio libero dove soddisfare curiosità sul mondo Porsche ma anche su design, tecnologia e sostenibilità. Uno spazio senza porte dove non c'è attività di vendita ma che è in grado di generarla. Sta funzionando molto bene sul target più giovane e sta contribuendo ad abbassare l'età media del cliente Porsche, passata da 58 a 48 anni».
Poi c'è il centro di Franciacorta.
«Un grande successo con oltre 31 mila visitatori in un anno. Quello italiano è uno dei 9 presenti nel mondo. Una pista omologata per le gare dove provare le auto ma anche attività off road, aree tematiche dedicate ai modelli storici, spazi per i ragazzi con tanto di kart elettrici. Insomma, una full immersion nel mondo Porsche a 360 gradi». Un altro passo verso il futuro.