Motori

Federauto: "Elettriche, rivedere i criteri dell'Ecobonus"

Federauto: "Elettriche, rivedere i criteri dell'Ecobonus"
L'analisi del presidente Adolfo De Stefani Cosentino: "Clienti riluttanti, l'erogazione va rivisitata così come vanno usati i fondi pnrr per le stazioni di ricarica"
1 minuti di lettura

TORINO - "Il 2022 ha mostrato nella seconda metà dell'anno segnali di recupero che vengono confermati all'inizio del nuovo anno ma con una prospettiva in ombra per i veicoli elettrici, i cui volumi restano, infatti, estremamente bassi rispetto agli ambiziosi obiettivi europei al 2035". E' il commento di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto.

"Il settore è in grande trasformazione e la riluttanza dei clienti, intensa come scarsa propensione a sostituire convintamente e massivamente i propri modelli endotermici con i Bev nonostante gli incentivi statali, suggeriscono di mantenere un approccio neutrale dal punto di vista della tecnologia impiegata per ridurre l'inquinamento in atmosfera e che la formula dell'Ecobonus (nuovi fondi 2023 ma vecchie regole), va rivisitato nei requisiti di erogazione".

Sul fronte Ecobonus, infatti, oltre a constatare la veloce riduzione del plafond di risorse destinato alla fascia emissiva 61-135 g/km di CO2 (residuo disponibile pari al 16%) e il blando utilizzo dei fondi per le auto elettriche (3,3%), le plug-in (2,9%) e i veicoli commerciali (1,3%) De Stefani sottolinea l'esigenza "di rivedere i numerosi paletti normativi che ne limitano l'impiego, ripristinare la possibilità, come già avvenuto fino al 2022, di completare le prenotazioni entro 270 giorni (anziché 180) e rendere di nuovo disponibili i consistenti avanzi di risorse dello scorso anno".

Per quanto riguarda le stazioni di ricarica veloce e ultraveloce per i veicoli elettrici nei centri urbani e lungo le superstrade, grazie all'impiego dei fondi del Pnrr, Federauto auspica che "tutti gli iter amministrativi e i passaggi funzionali all'esecuzione di tali investimenti in infrastrutture possano essere realizzati al più presto".