Motori

DS19, cronaca di un successo

Era il 6 ottobre del 1955 quando la "Dea" fece il suo debutto in società durante il Salone di Parigi

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Dodicimila ordini in un giorno: è il 6 ottobre 1955, giorno di apertura della 42esima edizione del Salone dell’auto di Parigi, quando la Citroen DS19 fa il suo debutto ufficiale, conquistando all’istante migliaia di clienti. In un mare di auto sobrie, grigie, nere e blu, c’è lei che spicca con tutta la sua originalità: carrozzeria verde mela con tetto bianco a contrasto oppure scocca giallo champagne con tetto color melanzana. Gli interni sono rivestiti in verde, lilla o color caramello, e le ruote sono azzurre o rosso mattone. Un gioco di colori sottolineato dalla silhouette proiettata in avanti, con le ruote posteriori semi-carenate e la coda corta. Sembra pronta a scattare, come un felino. Ed è amore a prima vista per chi la vede. Con le sue linee eleganti, lo stile innovativo, l’aspetto moderno.

Frutto del genio creativo dello stilista italiano Flaminio Bertoni, assunto da André Citroen in persona all’inizio degli Anni ’30, la DS19 porta una ventata di freschezza nel panorama automobilistico della metà del Novecento, incassando un successo clamoroso, tanto da essere soprannominata “Dea”. Alla chiusura del Salone francese del ’55 gli ordini ricevuti sono addirittura 80mila.

La gloria della Citroen DS19 prosegue a pieno ritmo per vent’anni, fino al 24 aprile 1975, data ufficiale della fine produzione. Il declino di quest’auto, venduta in oltre un milione e mezzo di esemplari, fu dovuto, come per tanti altri modelli di lusso e di grossa cilindrata prodotti in quesgli anni, agli eventi storici del periodo, con la congiuntura tra crisi economica e crisi petrolifera che decretarono la fine di un’epoca. Ancora oggi, questo modello che ha segnato un punto di svolta nel design dell’auto ed è annoverato tra quelli più innovativi nella storia delle quattro ruote, è tra i più amati dagli appassionati di auto e tra i collezionisti. (s.b.)