Nel mese di agosto del 1979, la storia della Opel Kadett di arricchisce di un nuovo importante capitolo: dopo circa cinque milioni di esemplari prodotti, la casa del blitz avviò la vendita della Kadett-D a trazione anteriore.
La progettazione della quarta generazione della popolare vettura, antesignana dell’attuale Astra, aveva richiesto un investimento di 500 milioni di Marchi e di 1,5 milioni di chilometri di test in tutte le situazioni di marcia.
La Opel Kadett-D, pur risultando più corta di 13 cm rispetto al modello precedente, offriva un abitacolo più spazioso, e un bagagliaio che spaziava da 320 a 1.000 litri (in base alla configurazione dei sedili) decisamente più grande di quello della sua principale antagonista dell’epoca.
Con la Kadett-D debuttò anche una nuova linea di motori più compatti e leggeri dei precedenti e il primo fu un 4 cilindri di 1.297 cc da 75 Cv che aveva da poco fatto il suo esordio sulla sorella maggiore Ascona.
La nuova Kadett proponeva poi due rivisitazioni dei propulsori di 993 cc e 1.116 cc, inoltre i tre motori della Kadett-D erano disponibili, oltre che in edizione N, anche nella più potente versione S (l’unica importata in Italia) che sviluppava, a seconda della cilindrata, 50 Cv, 60 e 75 Cv, tutti alimentati da un carburatore monocorpo.
Il motore era montato trasversalmente, abbinato a un cambio manuale a quattro rapporti affiancato, differenziale disassato e tutte le versioni presentavano freni anteriori a disco, servofreno, sterzo a pignone e cremagliera.
I progettisti Opel avevano cercato di facilitare anche la manutenzione della vettura tant’è che si poteva sostituire la frizione senza dover smontare il motore che, tra l’altro, poteva essere rimosso sia da sopra, sia da sotto il suo alloggiamento.
E poi ancora, si potevano cambiare le lampadine senza l’uso di attrezzi e le sospensioni anteriori non avevano bisogno di manutenzione.
Altro aspetto particolarmente curato dagli ingegneri della casa tedesca riguardava l’aerodinamica con un coefficiente di penetrazione tra i migliori sul mercato nel comparto delle citycar (Cx 0,39), ottenuto grazie a lunghi studi nella galleria del vento.
La Opel Kadett-D era disponibile complessivamente in 14 versioni differenti ottenute dalla combinazione di tre motorizzazioni, quattro livelli di finitura e cinque carrozzerie, mentre i prezzi sul nostro mercato partivano dai 4.594.000 lire della 1.000 Base due porte e arrivavano ai 6.564.000 lire della 1.300 Berlina cinque porte.
A livello europeo, dal 1979 al 1980, la produzione della Kadett passò da 292.778 a 418.152 unità all’anno e questo modello ottenne il secondo posto nel “Trofeo Vettura dell’Anno 1980”.
Da segnalare poi che nel mese di maggio del 1980 la gamma si arricchì della station wagon Voyage equipaggiata con il motore da 75 Cv, mentre all’inizio dell’Estate 1981, le Kadett-D 1.200 cc ricevettero un rapporto al ponte leggermente più lungo di quello iniziale che consentì di abbassare i consumi del 5% pur mantenendo una velocità massima equivalente.
Al Salone di Ginevra del 1982 fu invece presentato un nuovo motore diesel di 1,6 litri da 54 Cv, sviluppato appositamente per l’Ascona e la Kadett: un 4 cilindri in linea con monoblocco in ghisa a pareti sottili dai ridotti ingombri esterni e un peso di 138 kg (20 kg in più del 1.600 a benzina).
Sul mercato italiano, la Kadett-D 1.6 Diesel fu disponibile in sei diverse versioni con prezzi compresi tra gli 8.549.000 lire a 10.543.000 lire. Non era certo una vettura fatta per correre, raggiungeva una velocità massima di 143 km/h, ma in compenso il consumo di gasolio era modesto poiché bastavano 6,6 litri per 100 chilometri, contribuendo così alla sua diffusione (in Europa ne furono vendute 154.483 unità).
Per chi voleva andare veloce,, nella primavera del 1982, fece la sua comparsa la versione sportiva Kadett-D Corsa cinque porte caratterizzata dalle strisce adesive e dalle ruote in lega e disponibile con due motori monoalbero: il collaudato 1.300 e il nuovo 1.600 da 90 Cv. Le due versioni potevano raggiungere una velocità dei 160-170 km/h, ed erano in vendita, rispettivamente, a 8.171.000 e 8.455.000 lire.
Il modello più sportivo apparve però l’anno successivo con l’esordio della Kadett-D GTE dotata del motore monoalbero a iniezione LE-Jetronic di 1.796 cc da 115 Cv montato sull’Ascona CD, e in grado di raggiungere una velocità massima di 187 km/h con uno sprint da 0 a 100 km/h in 9 secondi netti.
La GTE fu prodotta dalla Opel con carrozzeria a tre ed a cinque porte in 36.513 esemplari complessivamente, e venne importata in Italia soltanto nella versione a tre porte.
Infine, nel mese di luglio del 1984 dopo 2.056.771 esemplari realizzati la Opel cessò la produzione della Kadett-D per lasciare spazio alla successiva Kadett-E. (m.r)
La progettazione della quarta generazione della popolare vettura, antesignana dell’attuale Astra, aveva richiesto un investimento di 500 milioni di Marchi e di 1,5 milioni di chilometri di test in tutte le situazioni di marcia.
La Opel Kadett-D, pur risultando più corta di 13 cm rispetto al modello precedente, offriva un abitacolo più spazioso, e un bagagliaio che spaziava da 320 a 1.000 litri (in base alla configurazione dei sedili) decisamente più grande di quello della sua principale antagonista dell’epoca.
Con la Kadett-D debuttò anche una nuova linea di motori più compatti e leggeri dei precedenti e il primo fu un 4 cilindri di 1.297 cc da 75 Cv che aveva da poco fatto il suo esordio sulla sorella maggiore Ascona.
La nuova Kadett proponeva poi due rivisitazioni dei propulsori di 993 cc e 1.116 cc, inoltre i tre motori della Kadett-D erano disponibili, oltre che in edizione N, anche nella più potente versione S (l’unica importata in Italia) che sviluppava, a seconda della cilindrata, 50 Cv, 60 e 75 Cv, tutti alimentati da un carburatore monocorpo.
Il motore era montato trasversalmente, abbinato a un cambio manuale a quattro rapporti affiancato, differenziale disassato e tutte le versioni presentavano freni anteriori a disco, servofreno, sterzo a pignone e cremagliera.
I progettisti Opel avevano cercato di facilitare anche la manutenzione della vettura tant’è che si poteva sostituire la frizione senza dover smontare il motore che, tra l’altro, poteva essere rimosso sia da sopra, sia da sotto il suo alloggiamento.
E poi ancora, si potevano cambiare le lampadine senza l’uso di attrezzi e le sospensioni anteriori non avevano bisogno di manutenzione.
Altro aspetto particolarmente curato dagli ingegneri della casa tedesca riguardava l’aerodinamica con un coefficiente di penetrazione tra i migliori sul mercato nel comparto delle citycar (Cx 0,39), ottenuto grazie a lunghi studi nella galleria del vento.
La Opel Kadett-D era disponibile complessivamente in 14 versioni differenti ottenute dalla combinazione di tre motorizzazioni, quattro livelli di finitura e cinque carrozzerie, mentre i prezzi sul nostro mercato partivano dai 4.594.000 lire della 1.000 Base due porte e arrivavano ai 6.564.000 lire della 1.300 Berlina cinque porte.
A livello europeo, dal 1979 al 1980, la produzione della Kadett passò da 292.778 a 418.152 unità all’anno e questo modello ottenne il secondo posto nel “Trofeo Vettura dell’Anno 1980”.
Da segnalare poi che nel mese di maggio del 1980 la gamma si arricchì della station wagon Voyage equipaggiata con il motore da 75 Cv, mentre all’inizio dell’Estate 1981, le Kadett-D 1.200 cc ricevettero un rapporto al ponte leggermente più lungo di quello iniziale che consentì di abbassare i consumi del 5% pur mantenendo una velocità massima equivalente.
Al Salone di Ginevra del 1982 fu invece presentato un nuovo motore diesel di 1,6 litri da 54 Cv, sviluppato appositamente per l’Ascona e la Kadett: un 4 cilindri in linea con monoblocco in ghisa a pareti sottili dai ridotti ingombri esterni e un peso di 138 kg (20 kg in più del 1.600 a benzina).
Sul mercato italiano, la Kadett-D 1.6 Diesel fu disponibile in sei diverse versioni con prezzi compresi tra gli 8.549.000 lire a 10.543.000 lire. Non era certo una vettura fatta per correre, raggiungeva una velocità massima di 143 km/h, ma in compenso il consumo di gasolio era modesto poiché bastavano 6,6 litri per 100 chilometri, contribuendo così alla sua diffusione (in Europa ne furono vendute 154.483 unità).
Per chi voleva andare veloce,, nella primavera del 1982, fece la sua comparsa la versione sportiva Kadett-D Corsa cinque porte caratterizzata dalle strisce adesive e dalle ruote in lega e disponibile con due motori monoalbero: il collaudato 1.300 e il nuovo 1.600 da 90 Cv. Le due versioni potevano raggiungere una velocità dei 160-170 km/h, ed erano in vendita, rispettivamente, a 8.171.000 e 8.455.000 lire.
Il modello più sportivo apparve però l’anno successivo con l’esordio della Kadett-D GTE dotata del motore monoalbero a iniezione LE-Jetronic di 1.796 cc da 115 Cv montato sull’Ascona CD, e in grado di raggiungere una velocità massima di 187 km/h con uno sprint da 0 a 100 km/h in 9 secondi netti.
La GTE fu prodotta dalla Opel con carrozzeria a tre ed a cinque porte in 36.513 esemplari complessivamente, e venne importata in Italia soltanto nella versione a tre porte.
Infine, nel mese di luglio del 1984 dopo 2.056.771 esemplari realizzati la Opel cessò la produzione della Kadett-D per lasciare spazio alla successiva Kadett-E. (m.r)