Un inno alla guida, al divertimento al volante: ecco la nuova piccola sportiva di Monaco. Un concentrato di tecnologia da pista per 370 Cv - Foto
2 minuti di lettura
Alla Bmw, si sa, vanno fieri del loro famoso slogan ("Piacere di guidare") che sbandierano per ogni loro modello, dalla monovolume ai grandi Suv, passando per le auto elettriche e le ibride. In realtà la vera "casa" di questo concetto è una sola, la piccola M2 che - da questo punto di vista - non teme confronti, neanche con le possenti Serie 6 coupé, M4, 3 o i8 che la sconfinata gamma propone.
Si sa, quello che si prova al volante è pesantemente influenzato dall'assetto, dai cavalli e dal peso, ma le dimensioni compatte - specie in un'epoca di transatlantici a quattro ruote - giocano sempre più un ruolo strategico da questo punto di vista.
BMW M2 Coupé
Ecco quindi perché la M2 non si batte: in 4,4 metri concentra tutto il know how del divertimentificio di casa M. Il risultato è uno strepitoso 0 -100 km/h in soli 4,3 secondi, anche se in numeri non danno giustizia alla neonata M2 Coupé che per 62.400 euro propone un inserimento in curva fulmineo e la bella sensazione di capire con precisione millimetrica dove si stanno mettendo le ruote anteriori in inserimento di curva e quelle posteriori in uscita. Il tutto con una risposta fulminea del possente sei cilindri in linea da 3.000 cc sviluppato ex novo per l'occasione, che eroga con la tecnologia M TwinPower Turbo 272 kW/370 CV a 6.500 g/min.
In realtà più che i cavalli a tirare fuori in un lampo la M2 da qualsiasi curva è la micidiale coppia massima di 465 Nm, potenziabile temporaneamente tramite overboost fino a 500 Nm. Un vero record per una macchina del genere. Così se si ha l'accortezza di equipaggiare la M2 con l’optional (vivamente consigliabile) del cambio a doppia frizione M a sette rapporti (M DKG) e Launch Control, si arriva ad avare per le mani una vera GT da corsa.
Insomma dopo pochi metri si capisce al volo come per realizzare questa M2 i tecnici si siano ispirati direttamente ai modelli che hanno scritto la storia del motorsport della casa bavarese. E in particolare proprio alla M3 prima serie e all'indimenticata e indimenticabile 320iS. Applausi.
Per il resto la nuova M2 propone un trucco un po' pesante - grembiulatura frontale abbassata con le grosse prese d’aria, fiancate muscolose con i caratteristici elementi a branchia M - ma comunque adeguato ad una macchina del genere. Certo, potendo scegliere avremmo preferito la stessa identica forma della Serie 2 miscelata con gli inevitabili cerchi in alluminio da 19 pollici e ai doppi terminali di scarico. Ma sono solo gusti personali, poco importa.
Quello che conta qui è che sotto la pelle ci sia tanta sostanza racing. Fra queste da segnalare la GoPro app, l’iDrive Controller e la visualizzazione sul Control Display per controllare e documentare con una telecamera ‘action’ montata sul cruscotto i giri più veloci sul circuito. La M Lap Timer app poi offre un’analisi perfetta dello stile personale di guida sul circuito. Le velocità e i punti di frenata sono inoltre facilmente condivisibili per e-mail oppure su Facebook. Il luna park M è servito...