Sembra una sportiva ma è un'auto da famiglia. Che porta nel segmento tanta personalità e divertimento di guida. Ecco la scommessa della casa giapponese - Foto
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Il debutto mondiale la Mazda l'ha pianificato al salone di Los Angeles: per i giapponesi la nuova 3 - venduta in oltre 6 milioni di unità dal 2003 - deve continuare la sua missione internazionale di modello strategico e quindi accompagnare ancora una volta la crescita dell’azienda sia come brand sia sul piano commerciale.
Una missione difficile perché - si sa - americani ed europei (per non parlare dei giapponesi) in fatto di automobili hanno gusti diversissimi. Ma anche molto in comune. E su questo alla Mazda hanno le idee chiare: nell'epoca del car sharing e dei freddi servizi di mobilità, chi offre invece un po' di "calore" automobilistico, un po' di "passione", parte avvantaggiato. Facile se abiti dalle parti di Maranello, Sant'Agata Bolognese o Crewe, ma se tutto deve partire da Fuch? Prefettura di Hiroshima? Come fai?
Ce lo spiega Akira Marumoto, Representative Director, President e CEO di Mazda: “La nuova generazione di automobili Mazda accentuerà il valore dell’esperienza di possedere la vettura. Attraverso i nostri prodotti, innalzeremo ulteriormente il valore del brand Mazda e proseguiremo verso il nostro obiettivo di realizzare un legame ancora più forte con i clienti di tutto il mondo”.
Due parole chiave in questa affermazione: "possesso" e "legame". Insomma una rivoluzione. Ma il Program Manager, Kota Beppu, va anche oltre e spiega che "la missione per questa vettura è stata quella di creare un oggetto di desiderio universale”.
Mazda 3
Detto questo si capisce meglio come le tecnologie "Skyactiv-Vehicle Architecture" (i giapponesi le traducono come "umano-centriche") siano state tracciate in base ad approfonditi studi di ricerca sul corpo umano "per rendere - testuale - le sensazioni in marcia più naturali e meno stressanti".
Di certo la 3 si propone subito come una macchina molto personale, dal design sportivo, al limite della categoria coupé: cofano lungo, piatto, coda spiovente e tondeggiante. Sono proporzoini da GT. Anzi che molte GT oggi hanno perso... L'idea è quella di proporre, fin dal primo sguardo, un messaggio di auto "bella da guidare", emozionante.
Il che poi al volante si traduce in sensazioni vere: lo sterzo è molto diretto, l'inserimento in curva veloce. E l'assetto particolarmente piatto, senza rovinare definitivamente il comfort di marcia. La geometria delle sospensioni aiuta a trasmettere le sollecitazioni dal fondo stradale in modo più lineare e il pilota ha sempre la netta sensazione di cosa stiano facendo le ruote anteriori. Eccezionale, come al solito, il cambio manuale che rende un vero peccato scegliere la trasmissione automatica.
I difetti? Gli stessi delle vere sportive, e non è un caso: la visibilità posteriore è limitata, chi siede dietro sta un po' sacrificato e il bagagliaio non è niente di che. Un simbolo di come sia stata progettata la Mazda 3: la passione al comando.
Stesso discorso all'interno, dove non mancano furbizie geniali: non potendo rivestire tutto di pelle e non potendo usare materiali di stralusso (il prezzo va da 23.200 euro in su e con Mazda Advantage si ha una rata di 220 euro al mese con anticipo di 9000 euro) i nuovi materiali comprendono rivestimenti dalla granatura molto simile a quella della pelle e una tecnologia di sagomatura a doppio strato che esprime qualità e originalità di design.
E per chi volesse esagerare sono anche disponibile gli interni in pelle bianca o bordeaux.
Sulla plancia il grande display centrale da 8.8” fa il suo lavoro e con la visualizzazione sdoppiata è facile da usare, mentre la manopola del "Commander", ora è più semplice da usare.
Dal punto di vista tecnico la nuova Mazda3 è la prima vettura di serie equipaggiata con il motore Skyactiv-X, un motore benzina a combustione interna che utilizza la tecnologia di accensione per compressione.
Due sono comunque i pilastri dell'offerta: il diesel Skyactiv-D 1.8 da 116 Cv ( combina un consumo medio di 4,1-4,2 l/100 km con emissioni di CO2 di 107-109 g/km) e il Skyactiv-G 2.0 da 122 CV (consumo medio di 5,1-5,2 l/100km ed emissioni di CO2 pari a 117-119 g/km).
E per aumentare l’efficienza nei consumi è presente un sistema di disattivazione dei cilindri che commuta il funzionamento fra due e quattro cilindri, mentre sia il motore Skyactiv-X che lo Skyactiv-G adottano il sistema Mazda M Hybrid a 24V dotato di batteria agli ioni di litio da 600 kJ e un convertitore CC-CC.
Grande infine il lavoro svolto sulle dotazioni di sicurezza attiva e passiva: c'è quello di rilevazione stanchezza del guidatore, quello che rileva il pericolo uscita parcheggio e garantisce maggiore sicurezza negli incroci a T. Ma anche il nuovo Cruising & Traffic Support (CTS) assiste il conducente nelle operazioni di accelerazione, frenata e sterzata in colonna. La tecnologia insomma non è usata solo per far appassionare gli automobilisti, ma anche per salvargli la pelle...