Huayra Roadster BC, l'ultimo capolavoro di Horacio Pagani è servito
di VINCENZO BORGOMEO
Tre mlioni senza tasse, solo 40 esemplari: progettata per la pista ma omologata per girare anche su strada nonostante gli oltre 800 cavalli del motore V12 realizzato apposta dalla AMG - Foto
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"Un tributo alla ricerca scientifica, alla bellezza, all’unicità": così Horacio Pagani presenta l'ultima sua creazione, la Huayra Roadster BC, una sfida tecnica senza precedenti per la piccola azienda di San Cesario sul Panaro, vicino Modena, perché questa hyper car porta al debutto una monoscocca realizzata con uno specialissimo tipo di carbonio (il Carbo-Triax HP62 e il Carbo-Titanium HP62 G2). Il tutto per offrire un'auto da pista ma omologata per l'uso stradale, nonostante la macchina sia capace di raggiungere oltre 1.9 G di forza laterale e abbia un motore V12 da oOltre 800 cv e 1050 Nm di coppia già da 2.000 giri/min, con un peso di appena 1.250 kg...
Insomma, dalla pista alla strada e viceversa, con una produzione limitata a 40 esemplari e un prezzo base (le richieste dei clienti qui sono le più fantasiose e la Pagani le accontenta tutte) di 3.085.000 euro tasse escluse.
Pagani Roadster BC
Ma com'è nata questa hypercarP "Ogni singolo sforzo messo in campo dal nostro team - spiegano alla Pagani - ha visto designer, ingegneri, artigiani uniti all’insegna della più estrema ricerca scientifica, della bellezza e dell’unicità. Un impegno collettivo rivolto soprattutto verso il perseguimento di un ideale: cercare di superare le aspettative del Cliente e ricambiarne la profonda fiducia, in una prova senza precedenti sotto la guida ed il rigore del poliedrico Horacio Pagani. Ciascun componente di quest’auto, infatti, è il risultato di un’analisi scrupolosa e di un approccio critico del team Pagani, preparato proprio per mettere in discussione ogni conseguimento, ogni traguardo, ogni volta. Per giungere solo così all’inevitabile perfezionamento, senza innamorarsi dei risultati raggiunti ma, al contrario, sapendoli analizzare con sguardo critico".
Si è arrivati così ad un peso piuma di appena 1.250 kg come dicevamo, ma anche ad una ricerca aerodinamica molto esasperata, basti dire che qui ogni linea e superficie della macchina è pensata per generare carico aerodinamico, arrivando a un target di 500 kg di deportanza a 280 km/h, mantenendo però un’altezza da terra che permetta ai passeggeri di godersi la guida sia sulle strade pubbliche, che sul circuito. "Godersi" qui non è stato usato a caso perché per la Huayra Roadster BC è stato realizzato un nuovo sistema a sei scarichi in Titanio che "canta" come non mai.
Uno degli assi della macchina è però la nuova ricerca sulla fibra di carbonio, una scelta in linea con la storia perché da oltre 35 anni, Horacio Pagani è riconosciuto a livello mondiale come pioniere dei materiali compositi.
“Attraverso l’intensa ricerca scientifica per sviluppare il Carbo-Triax HP62 ed il Carbo-Titanium HP62 G2 - spiega infatti Francesco Perini, Head of Concept & Composite Design at Pagani Automobili - siamo giunti a risultati straordinari che ci hanno permesso di alleggerire sensibilmente la vettura. L’aumento del 450% del costo unitario non ha fermato Horacio dal ritenere che il Cliente meriti ancora di più.”
Così la Roadster BC introduce nuove esclusive tecnologie dei materiali compositi basate sulla fibra di carbonio e sul carbo-titanio, permettendo un incremento del 12% di rigidezza torsionale e del 20% di rigidezza flessionale rispetto allo stato dell’arte della Pagani Automobili fino a quest’auto.
E poi c'è il nuovo motore, frutto di quattro anni di progettazione e migliaia di ore di test, con oltre 300.000 km percorsi dai sette prototipi Pagani su strada e sui più importanti circuiti, in ogni condizione climatica ed ambientale. Un V12 che presenta un rapporto peso-potenza ai vertici della categoria e, tra le innovazioni, propone nuove turbine, un rivoluzionario collettore d’aspirazione idroformato, doppi corpi farfallati e quattro intercooler acqua-aria.
Siamo insomma davanti ad una vera vettura da corsa (a proposito, freni e gomme sono realizzate ad hoc da partner del calibro di Brembo e Pirelli), ma nonostante tutto l'abitacolo non è una scodella vuota, anzi: qui ogni vite, anche la più nascosta, è stata lavorata, perfezionata e impreziosita a mano, amata e posizionata con attenzione lì da un artigiano. "Un’esperienza sensoriale tra passato, presente e futuro del motorsport e delle granturismo - spiegano alla Pagani - trasmessa da materiali come il carbo-legno e la pelle finemente goffrata, i meccanismi, tra cui la cintura a quattro punti in stile racing, e gli accessori più sofisticati, come l’impianto audio a nove canali".