“Imola è un luogo sacro per un appassionato di automobili. Una pista veloce, tecnica, difficile, che da sempre separa il grano dal loglio, sia per quanto riguarda l’uomo, sia per quanto riguarda la macchina.
Un circuito che ha fatto diventare veloci i più veloci, che ha dato luogo a lotte accanite tra avversari e gentiluomini, che ha visto le vittorie più dolci e le tragedie più amare.
Un circuito dell’Emilia Romagna, della Motor Valley. Una terra che ha dato tantissimo all’automotive. Che ha dato tantissimo alla Pagani.”
Così Horacio Pagani, founder e chief designer di Pagani Automobili, introduce la sua ultima creatura la nuova Pagani Imola, autentica hypercar omologata per l’uso stradale, ma sviluppata per la pista dove poi è nata e dalla quale ha preso il nome.
Grazie alla possibilità di girare sul circuito emiliano in condizioni diverse di temperature e manto stradale, i progettisti hanno potuto testare nuove soluzioni, analizzando la loro risposta anche nelle condizioni più estreme.
Con le gomme semi-slick, ad esempio, è stato possibile sottoporre i diversi componenti della vettura a sollecitazioni molto più dure, in tema di sospensioni e forze laterali, rispetto a quanto possa avvenire con pneumatici stradali.
La Pagani Imola, con i suoi 827 Cv e 1.100 Nm (forniti dal propulsore Mercedes-Benz AMG V12 di 5.980 cc), è stata protagonista del più rigoroso ciclo di validazione su pista mai applicato a un modello Pagani, poiché, oltre alla regolare e scrupolosa validazione, la vettura è stata impegnata in più di 16.000 km in circuito a velocità di gara ( in pratica è come se avesse fatto circa tre volte la 24 ore di Le Mans).
Per la factory di San Cesario sul Panaro, la Imola rappresenta un passo fondamentale nel progresso tecnologico e scientifico di Pagani Automobili, una vettura-laboratorio su cui sono state progettate, testate e sviluppate innovazioni importanti che andranno a equipaggiare i modelli futuri del brand, oltre a essere già applicate anche sulla nuova Roadster BC.
“Il carattere aerodinamico di Pagani Imola emerge da tre concetti. La forma generale, l’aerodinamica interna e i dettagli aerodinamici esterni come pinne, ali, deviatori – spiega Horacio Pagani – Non possiamo definirla una vettura elegante.
Cercavamo una macchina efficace e questo ci ha portato, come quando osserviamo una monoposto di Formula 1, a concepire una vettura più ricca di elementi aerodinamici. Se da un lato questi dettagli interrompono le linee e l’estetica della vettura, dall’altra ne migliorano il tempo su giro, la facilità di guida e, soprattutto, la sicurezza.
Su quest’ultimo aspetto, avremmo potuto ridurre l’altezza della vettura dal suolo, sfruttando la grande superficie del fondo piatto così da aumentare l’effetto di downforce. Ma – ricordiamoci – l’irregolarità delle strade pubbliche può portare alla perdita di diverse centinaia di chilogrammi di carico aerodinamico in pochi istanti.
Davanti a questi pericoli abbiamo lavorato con attenzione sulla parte superiore e sui dettagli della vettura”.
Anche sulla nuova Imola è stato applicato il sistema dell’aerodinamica attiva introdotto sulla Huayra, che permette di intervenire con ciascuna delle quattro ali mobili in maniera dinamica e immediata sulla base delle condizioni di guida (anche in frenata generando freno aerodinamico).
Inoltre la nuova geometria del gruppo sospensioni è stata messa a punto ad hoc per consentire di scaricare a terra la potenza e la generosa coppia, di ridurre l’effetto di dive in frenata e di rollio, il tutto per staccate da brivido all’ultimo millesimo di secondo.
Su ogni ruota agisce un sistema di ammortizzatori attivi a gestione elettronica, interconnessi tra loro e la sospensione anteriore, capace di variare l’altezza da terra in modo autonomo e intelligente, dialoga con la “Central Unit” che gestisce l’aerodinamica attiva, il controllo motore, il differenziale e la gestione del cambio (dotato del sistema Smart Gas,che riduce il tempo di cambiata).
E come avviane su ogni vera racing car, per il risparmio del peso della Imola (1.246 kg) sono state adottate componenti in materiali compositi avanzati, come per il monoscocca in Carbo-Titanio HP62 G2 e Carbo-Triax HP62 che conferiscono anche una maggiore rigidezza torsionale e flessionale.
Ma l’attenzione maniacale al risparmio del peso ha portato all’introduzione di un nuovo processo di verniciatura denominato “Acquarello Light” che ha permesso una riduzione di ben cinque chilogrammi.
“La vernice di un veicolo non è solo un requisito estetico, ma ha funzioni tecniche essenziali, come proteggere da influenze esterne e prevenire l’invecchiamento del materiale, in particolare dei materiali compositi avanzati – sottolinea Horacio Pagani – Siamo riusciti a creare uno scudo di protezione in grado di isolare il materiale sottostante dalle minacce esterne, aumentando la resistenza all’impatto, e dopo anni di ricerca per ottimizzazione il nostro sistema di verniciatura con l’obiettivo di ridurre significativamente il peso, siamo orgogliosi di annunciare finalmente il raggiungimento di questo traguardo attraverso un’auto così speciale come la Imola.
La nuova tecnologia sarà ovviamente disponibile sui futuri modelli Pagani”.
Sempre in tema di alleggerimento, anche per la Imola i progettisti hanno fatto ricorso all’utilizzo di leghe nobili come, ad esempio, quelle in alluminio, titanio e cromo-molibdeno, soluzioni che alla fine si traducono in oltre 770 componenti forgiati o ricavati dal pieno.
Da segnalare anche l’innovativo impianto frenante fornito dalla specialista Brembo con quattro dischi ventilati carbo-ceramici che è stato ottimizzato, attraverso uno studio aerodinamico e con specifici test finalizzati al miglioramento di tutto il sistema di raffreddamento, mentre i pneumatici dedicati con il nuovo sistema Next Mirs sono frutto del know-how Pirelli.
Infine, come per tutte le altre special edition targate Pagani Automobili, anche i cinque esemplari disponibili della Imola sono andati subito “sold out”, nonostante il prezzo di listino fosse superiore ai sei milioni di euro.
Un circuito che ha fatto diventare veloci i più veloci, che ha dato luogo a lotte accanite tra avversari e gentiluomini, che ha visto le vittorie più dolci e le tragedie più amare.
Un circuito dell’Emilia Romagna, della Motor Valley. Una terra che ha dato tantissimo all’automotive. Che ha dato tantissimo alla Pagani.”
Così Horacio Pagani, founder e chief designer di Pagani Automobili, introduce la sua ultima creatura la nuova Pagani Imola, autentica hypercar omologata per l’uso stradale, ma sviluppata per la pista dove poi è nata e dalla quale ha preso il nome.
Grazie alla possibilità di girare sul circuito emiliano in condizioni diverse di temperature e manto stradale, i progettisti hanno potuto testare nuove soluzioni, analizzando la loro risposta anche nelle condizioni più estreme.
Con le gomme semi-slick, ad esempio, è stato possibile sottoporre i diversi componenti della vettura a sollecitazioni molto più dure, in tema di sospensioni e forze laterali, rispetto a quanto possa avvenire con pneumatici stradali.
La Pagani Imola, con i suoi 827 Cv e 1.100 Nm (forniti dal propulsore Mercedes-Benz AMG V12 di 5.980 cc), è stata protagonista del più rigoroso ciclo di validazione su pista mai applicato a un modello Pagani, poiché, oltre alla regolare e scrupolosa validazione, la vettura è stata impegnata in più di 16.000 km in circuito a velocità di gara ( in pratica è come se avesse fatto circa tre volte la 24 ore di Le Mans).
Per la factory di San Cesario sul Panaro, la Imola rappresenta un passo fondamentale nel progresso tecnologico e scientifico di Pagani Automobili, una vettura-laboratorio su cui sono state progettate, testate e sviluppate innovazioni importanti che andranno a equipaggiare i modelli futuri del brand, oltre a essere già applicate anche sulla nuova Roadster BC.
“Il carattere aerodinamico di Pagani Imola emerge da tre concetti. La forma generale, l’aerodinamica interna e i dettagli aerodinamici esterni come pinne, ali, deviatori – spiega Horacio Pagani – Non possiamo definirla una vettura elegante.
Cercavamo una macchina efficace e questo ci ha portato, come quando osserviamo una monoposto di Formula 1, a concepire una vettura più ricca di elementi aerodinamici. Se da un lato questi dettagli interrompono le linee e l’estetica della vettura, dall’altra ne migliorano il tempo su giro, la facilità di guida e, soprattutto, la sicurezza.
Su quest’ultimo aspetto, avremmo potuto ridurre l’altezza della vettura dal suolo, sfruttando la grande superficie del fondo piatto così da aumentare l’effetto di downforce. Ma – ricordiamoci – l’irregolarità delle strade pubbliche può portare alla perdita di diverse centinaia di chilogrammi di carico aerodinamico in pochi istanti.
Davanti a questi pericoli abbiamo lavorato con attenzione sulla parte superiore e sui dettagli della vettura”.
Anche sulla nuova Imola è stato applicato il sistema dell’aerodinamica attiva introdotto sulla Huayra, che permette di intervenire con ciascuna delle quattro ali mobili in maniera dinamica e immediata sulla base delle condizioni di guida (anche in frenata generando freno aerodinamico).
Inoltre la nuova geometria del gruppo sospensioni è stata messa a punto ad hoc per consentire di scaricare a terra la potenza e la generosa coppia, di ridurre l’effetto di dive in frenata e di rollio, il tutto per staccate da brivido all’ultimo millesimo di secondo.
Su ogni ruota agisce un sistema di ammortizzatori attivi a gestione elettronica, interconnessi tra loro e la sospensione anteriore, capace di variare l’altezza da terra in modo autonomo e intelligente, dialoga con la “Central Unit” che gestisce l’aerodinamica attiva, il controllo motore, il differenziale e la gestione del cambio (dotato del sistema Smart Gas,che riduce il tempo di cambiata).
E come avviane su ogni vera racing car, per il risparmio del peso della Imola (1.246 kg) sono state adottate componenti in materiali compositi avanzati, come per il monoscocca in Carbo-Titanio HP62 G2 e Carbo-Triax HP62 che conferiscono anche una maggiore rigidezza torsionale e flessionale.
Ma l’attenzione maniacale al risparmio del peso ha portato all’introduzione di un nuovo processo di verniciatura denominato “Acquarello Light” che ha permesso una riduzione di ben cinque chilogrammi.
“La vernice di un veicolo non è solo un requisito estetico, ma ha funzioni tecniche essenziali, come proteggere da influenze esterne e prevenire l’invecchiamento del materiale, in particolare dei materiali compositi avanzati – sottolinea Horacio Pagani – Siamo riusciti a creare uno scudo di protezione in grado di isolare il materiale sottostante dalle minacce esterne, aumentando la resistenza all’impatto, e dopo anni di ricerca per ottimizzazione il nostro sistema di verniciatura con l’obiettivo di ridurre significativamente il peso, siamo orgogliosi di annunciare finalmente il raggiungimento di questo traguardo attraverso un’auto così speciale come la Imola.
La nuova tecnologia sarà ovviamente disponibile sui futuri modelli Pagani”.
Sempre in tema di alleggerimento, anche per la Imola i progettisti hanno fatto ricorso all’utilizzo di leghe nobili come, ad esempio, quelle in alluminio, titanio e cromo-molibdeno, soluzioni che alla fine si traducono in oltre 770 componenti forgiati o ricavati dal pieno.
Da segnalare anche l’innovativo impianto frenante fornito dalla specialista Brembo con quattro dischi ventilati carbo-ceramici che è stato ottimizzato, attraverso uno studio aerodinamico e con specifici test finalizzati al miglioramento di tutto il sistema di raffreddamento, mentre i pneumatici dedicati con il nuovo sistema Next Mirs sono frutto del know-how Pirelli.
Infine, come per tutte le altre special edition targate Pagani Automobili, anche i cinque esemplari disponibili della Imola sono andati subito “sold out”, nonostante il prezzo di listino fosse superiore ai sei milioni di euro.