Lotta al cambiamento climatico, contenimento del riscaldamento globale, decarbonizzazione totale per un mondo a zero emissioni. L’industria energetica è di fronte a una duplice sfida: assicurare alla popolazione dell’intero pianeta, in crescita da 7 a 10 miliardi di persone entro il 2050, l’accesso a fonti di energia a basso costo e garantire che questo avvenga in modo sostenibile per l’ambiente
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Secondo l’accordo di Parigi del 2015 sul clima (Cop 21), l’obiettivo delle principali major energetiche è la riduzione delle emissioni di Co2, maggiore causa del riscaldamento gobale, e dell’uso di combustibili di origine fossile a favore dello sviluppo delle energe rinnovabili. L’obiettivo è contenere l’innalzamento della temperatura del pianeta al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali. Per far fronte a questa emergenza è necessario scegliere fonti energetiche che riducano le emissioni degli inquinanti più impattanti sul clima. Garantire il soddisfacimento della domanda rispettando gli obiettivi dell’accordo di Parigi, richiede una forte riduzione dell’intensità emissiva dell’attuale mix energetico, possibile attraverso una graduale transizione verso fonti a minore intensità carbonica. In questo scenario, tra le major che aderiscono alla Oil and Gas Climate Initiative (OGCI), piattaforma comune per la promozione di tutte le misure utili a ridurre le emissioni che raggruppa le dieci principali compagnie mondiali dell’oil&gas, Eni intende giocare un ruolo di leadership nel processo di transizione energetica, sostenendo gli obiettivi dell’accordo Cop 21.
Il percorso di decarbonizzazione di Eni si basa su tre pilastri: riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra (GHG); diffusione di progetti low carbon e promozione del gas naturale; sviluppo di rinnovabili. In questo programma, il gas naturale impiegato nei vari settori è un valido alleato per la salvaguardia climatica e per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, che scontano ancora alcuni limiti di natura economica e tecnologica. Il gas naturale ha un ruolo chiave nella strategia di decarbonizzazione e rappresenta il partner ideale per le energie rinnovabili. La combinazione di gas naturale e rinnovabili è la soluzione perseguita da Eni per eliminare il carbone dalla generazione di elettricità che attualmente copre ancora il 41% della produzione di energia elettrica causando quasi il 73% delle emissioni di Co2 in questo settore. Il gas naturale, favorito dalle elevate efficienze degli impianti e dai bassi coefficienti emissivi, è l’unico combustibile fossile che cresce in termini assoluti anche nello scenario 450 della IEA (International Energy Agency) che traguarda l'obiettivo dei 2° C. E’, infatti, una fonte di energia a basso impatto ambientale dal momento che la quantità di sostanze nocive emesse nell'atmosfera durante la sua combustione è inferiore rispetto agli altri tipi di carburante.
A parità di energia prodotta, il gas metano produce meno anidride carbonica (in media dal 25 al 40% in meno) se paragonato ad altri combustibili provenienti da fonti fossili come petrolio e diesel. E’ fonte energetica fondamentale nella transizione verso le rinnovabili ed Eni lo valorizza ulteriormente, poiché è in grado di riutilizzare sostanze che normalmente sono considerati scarti. In particolare sono allo studio la separazione dell’acido solfidrico (H2S) e dell’anidride carbonica (Co2) ed il loro impiego come materie prime per prodotti di alta qualità. Particolare attenzione è riservata all’attività di conversione del gas in prodotti liquidi, in particolare per ottenere metanolo, commodity utilizzabile come carburante e materia prima per l’industria chimica. Le centrali elettriche a gas hanno anche importanti caratteristiche di flessibilità contribuendo a modulare la produzione del sistema in base alle esigenze della domanda. Ciò fa del gas il combustibile fossile più adatto da utilizzare in combinazione con le fonti rinnovabili, che per loro natura (vento e sole) sono caratterizzate da produzione intermittente e non programmabile. Nel settore civile, il metano può contribuire a diminuire le emissioni sia nella mobilità urbana, come gas naturale compresso (GNC), che nel trasporto pesante su gomma e marittimo sotto forma di gas naturale liquefatto (GNL).
Le previsioni dell’AIE al 2040 vedono il peso del gas sui consumi mondiali di energia primaria passare dall’attuale 21,5% al 23,6%; tra le fonti fossili il metano sarà quella che crescerà maggiormente (+1,4% m.a., rispetto a +0,4% di carbone e petrolio) e l’unica ad aumentare la propria incidenza. Rappresenta quindi un’importante soluzione nel processo di graduale decarbonizzazione. Grazie alle sue valenze ambientali, alla sua abbondanza e flessibilità, il metano offre una strada plausibile per il perseguimento degli ambiziosi obiettivi di abbattimento delle emissioni. www.eni.com