Casa e Design

Illuminazione naturale: come rendere gli ambienti più salubri

Illuminazione naturale: come rendere gli ambienti più salubri

La luce zenitale, oltre a valorizzare gli spazi domestici, migliora il comfort visivo nelle aule scolastiche favorendo la concentrazione, la produttività e il benessere degli alunni

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Impossibile privarsene: la luce rappresenta un elemento indispensabile per tutti gli esseri viventi. “Quello che vorrei dipingere è la luce del sole sulla parete di una casa”, disse il pittore statunitense Edward Hopper. Anche senza l’ausilio dei pennelli è possibile portare tra le mura domestiche i raggi solari, preziosi alleati del buonumore e della salute che, oltre ad assicurare un’adeguata illuminazione, sono in grado di infondere serenità. Ma non solo. Migliorano la sensazione di vivere in uno spazio più grande e arioso garantendo il massimo comfort abitativo.

La scelta dei serramenti risulta di fondamentale importanza per sfruttare al meglio la luce naturale: “Le nostre case non servono solo a proteggerci o a mitigare il rapporto con l’esterno: ci rappresentano e sono in grado di darci benessere o provocarci disagio. La luce naturale è un elemento chiave per ottenere questo equilibrio: è una risorsa gratuita e inesauribile, influenza in modo positivo la nostra fisiologia ed è capace di trasformare gli spazi, per la sua sola presenza. In funzione della quantità e della distribuzione della luce e delle sorgenti luminose - aperture, finestre, lucernari ma anche riflessioni e trasparenze - si riesce a rendere un ambiente più piccolo o più grande, più opprimente o confortevole, più flessibile e comogeneo o più contrastato”, spiega Giulio Camiz, Responsabile Scientifico di VELUX Italia. La multinazionale di origine danese, specializzata in finestre per tetti, dal 1941 propone soluzioni sostenibili e innovative - in termini di tecnologia e design - con l’obiettivo di sfruttare al meglio gli spazi indoor e renderli più funzionali e versatili.

Il posizionamento strategico di finestre e lucernari riguarda tanto l’edilizia privata quanto quella pubblica, compresa quella scolastica dove assicurare un comfort visivo adeguato agli studenti rappresenta una priorità. Valorizzare gli spazi di apprendimento migliorando l’illuminazione naturale, è stata la sfida che ha portato VELUX a collaborare con l’amministrazione comunale di Alfedena, piccolo comune abruzzese in provincia dell’Aquila, e con l’Associazione dei Comuni Virtuosi, prendendo parte al progetto pilota “La scuola che vorrei”. L’azienda, attraverso un’attenta progettazione illuminotecnica e la fornitura gratuita di diversi lucernari, ha portato la luce zenitale all’interno di una scuola primaria, migliorando l’areazione e la luminosità delle aule. Un progetto virtuoso da replicare anche in altre realtà italiane, per garantire il benessere e la sicurezza degli studenti nonché rendere la scuola energeticamente efficiente.

“Aule e ambienti scolastici sono luoghi in cui passiamo molte ore al giorno, soprattutto al mattino quando la luce è abbondante. Sono anche spazi nei quali svolgiamo attività delicate che richiedono concentrazione, soprattutto visiva, che si tratti di giocare, come nelle scuole per l’infanzia, o di leggere, scrivere, osservare e ascoltare. La ricerca scientifica e le normative europee di settore ci indicano in modo chiaro i livelli di luminosità naturale ottimali e ci danno informazioni sugli indici di uniformità adatti a evitare abbagliamento, contrasto eccessivo e affaticamento. In condizioni di abbondante e corretta luminosità, molti indicatori crescono, statisticamente: dall’efficacia nell’apprendimento alla velocità di risposta cognitiva; dai punteggi nei test di valutazione alla soddisfazione sul posto di lavoro. Lasciare la luce naturale libera di entrare, vuol dire migliorare le condizioni dell’ambiente interno, in modo del tutto sostenibile e risparmiando energia e risorse”, rivela Giulio Camiz.

VELUX ha molto a cuore la salute delle persone e la salvaguardia del Pianeta. Da alcuni anni si impegna a diminuire gli impatti negativi della propria attività sull’ambiente adottando solo fonti di energia rinnovabile così da ridurre del 50%, entro il 2030, le proprie emissioni di anidride carbonica. Guardando al futuro, si è posta ulteriori obiettivi: in particolare entro il 2041, anno del centenario dalla fondazione, punta ad azzerare completamente l’impronta di carbonio generata nei processi aziendali.

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