Progettare, rinnovare e arricchire gli spazi dell’abitare in maniera armonica ed efficiente: questi sono solo alcuni dei compiti che spettano a interior designer e architetti degli interni le cui competenze trasversali, in realtà, li portano a operare anche al di fuori delle mura domestiche andando a ripensare le città in cui viviamo.
A formare i professionisti di domani è l’Accademia IUAD di Napoli che, con il corso triennale di I Livello in Design e Architettura degli Interni, riconosciuto e accreditato dal MIUR, pone particolare enfasi su progetti di rigenerazione urbana. Durante il triennio, infatti, gli studenti non si limitano ad acquisire le competenze necessarie per creare il giusto balance tra estetica e funzionalità: l’offerta formativa fornisce adeguati strumenti conoscitivi per fare propria una nuova concezione dello spazio urbano rendendolo sempre più inclusivo, sostenibile e vivibile. Sono tanti i luoghi dimenticati, le aree degradate e dismesse sottratte alla comunità che, grazie a interventi mirati, possono subire una metamorfosi e tornare a vivere sotto nuove vesti, ad esempio attraverso la creazione di aree verdi o ricreative, soluzioni che oltre ad arricchire e valorizzare le risorse locali, vanno anche a rafforzare il tessuto sociale.
La riqualificazione urbana secondo gli studenti dell’Accademia IUAD
Lo hanno dimostrato gli allievi del corso triennale dell’Accademia IUAD che, in sede di prova finale, hanno presentato esempi virtuosi di rigenerazione urbana: la studentessa Claudia Musolino, con la tesi “Scampia Si-Rivela” ha pensato di portare un parco pubblico nell’omonimo quartiere della periferia nord di Napoli contraddistinto da un forte disagio abitativo. E non solo. Molto più di un polmone di verde, un vero e proprio collante sociale in grado di promuovere la connessione tra luoghi e persone, residenti ma anche studenti data la vicinanza con la facoltà di Medicina dell’Università Federico II.
Cristina Iazzetta invece, con il progetto “L’Ex Mercato”, ha focalizzato l’attenzione sui Quartieri Spagnoli puntando alla riqualificazione dell’edificio dell’ex mercato di Sant’Anna di Palazzo per restituirlo alla comunità come centro sociale. Uno spazio vitale ma soprattutto funzionale in grado di erogare servizi assistenziali, didattici e di benessere.
Progettare strutture che rispondono alle esigenze dell’uomo e, al contempo, sensibilizzano sulla protezione ambientale: questo lo spunto di partenza alla base della tesi “Colonia Blu” che ha portato Giulia di Gioia a pensare di riqualificare l’ex Colonia dei Ferrovieri, edificio ormai decadente, per renderlo un grande acquario.
Ci si sposta a Salerno con “Arcadia”: la tesi presentata da Manuel Di Matteo evidenzia la funzionalità del cohousing con un complesso architettonico pensato, a due passi dal mare, come soluzione abitativa alternativa e sostenibile che permette di vivere in ambienti socialmente interconnessi. Il design ha un potenziale significativo per guidare il cambiamento sociale: gli studenti del corso triennale di I Livello in Design e Architettura degli Interni, grazie al loro know how, possono dunque contribuire attivamente alla costruzione del benessere collettivo.
Ulteriori informazioni durante gli Open day.