Sguardi e visioni sul rapporto tra uomo e lavoro con le sue implicazioni sociali, economiche, spirituali e sugli stravolgimenti paesaggistici ad opera dell’intervento industriale. Il mondo dell’impresa da tempo ha aperto le porte all’occhio indagatore di grandi maestri della fotografia. Con la loro sensibilità, hanno saputo immortalare nelle varie epoche aspetti del mondo del lavoro e dell’industria, mostrando quel che in genere non siamo invitati a vedere: uomini e donne sul posto di lavoro, macchine sofisticate e paesaggi trasformati. La loro straordinaria opera documentaristica e di interpretazione viene ora restituita al pubblico, grazie a “Foto/Industria”, prima biennale al mondo dedicata alla fotografia dell’industria e del lavoro, che si svolge a Bologna, dal 12 ottobre al 19 novembre 2017.
Ideata nel 2013, la manifestazione, quest’anno alla terza edizione, è organizzata, promossa e prodotta dalla Fondazione MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia), riconosciuta a livello internazionale come ideale piattaforma di scambio intellettuale e dialogo con il mondo del lavoro. Il nuovo polo culturale bolognese (legato al gruppo Industriale Coesia) ospita diverse attivitàe spazi di condivisione tra cui la PhotoGallery, oggi l’unica istituzione al mondo dedicata alla fotografia della civiltà industriale, diretta da Urs Stahel.
Murata Boy #1 Quartier Generale Murata Nagaokakyo-Shi, Kyoto, Giappone, 2010 © Vincent Fournier
La terza edizione di Foto/Industria si focalizza su due parole chiave nella professione di un fotografo: identità e illusione. Il programma presenta 14 mostre di grandi artisti, in molti casi padri della fotografia installate in diverse sedi del centro cittadino, tra palazzi storici, musei, chiese, luoghi simbolo, e nell'avveniristica sede della Fondazione MAST.
I protagonisti interpreti con il loro lavoro di Foto/Industria 2017 sono Alexander Rodchenko, Josef Koudelka, Thomas Ruff, Yukichi Watabe, Lee Friedlander, Joan Fontcuberta, Carlo Valsecchi, Michele Borzoni, Mimmo Jodice, The Walther Collection: The Making of Lynch & Mitch Epstein, John Myers, Mårten Lange, Vincent Fournier, Mathieu Bernard-Reymond. Le mostre sono accompagnate da un ricco programma di eventi, incontri con fotografi e curatori, tavole rotonde, visite guidate, proiezioni di immagini, concerti, che coinvolgono autori, critici, giornalisti, storici, economisti, filosofi, collezionisti di richiamo. In collaborazione con la Cineteca di Bologna, inoltre, viene organizzata all’Auditorium del Mast una rassegna di biopic sui grandi fotografi.
Soglia (kembs) “Transform: Power”, 2015 © Mathieu Bernard-Reymond
Tra gli artisti in Biennale, il francese Mathieu Bernard-Reymond è al centro della mostra presso lo Spazio Carbonesi con il reportage “Transform”, realizzato in centrali idroelettriche e nucleari francesi. Gli scatti effettuati in questi spazi industriali, misteriosi per il pubblico, sono stati oggetto di molteplici elaborazioni: nati come elementi di documentazione architettonica, hanno subito una modificazione dei negativi in post-produzione, per trasformarsi in immagini astratte. Al MAMbo, il connazionale Vincent Fournier, invece, propone “Futuro passato”, un viaggio tra le utopie piùrappresentative del XX e XXI secolo: l’avventura spaziale, l’architettura del futuro e l’intelligenza artificiale. L’uomo e lo spazio al centro anche delle immagini del catalano Joan Fontcuberta, il cui lavoro “Sputnik: l’odissea del Soyuz2” è esposto a Palazzo Boncompagni. Le immagini ripercorrono uno dei casi più sorprendenti nella storia dell’esplorazione spaziale, ovvero la vicenda del cosmonauta sovietico che posò il piede sulla luna prima dell’americano Neil Armstrong e di cui il mondo occidentale non ha mai sentito parlare.
L’Italia, oltre a Carlo Valsecchi, è rappresentata da Michele Borzoni il cui progetto-documentario “Forza lavoro”, esposto negli spazi di Palazzo Pepoli Campogrande, traccia un quadro composito dell’attuale panorama del lavoro nel nostro paese, immortalando dall'interno gli sconfinati spazi di lavoro del XXI secolo, centri di distribuzione, call center, luoghi di selezione del personale. Santa Maria della Vita ospita, invece, il lavoro di Mimmo Jodice “Gli anni militanti”. L’esposizione mostra un aspetto meno conosciuto dell’opera di Jodice, i cui lavori sono presenti nelle maggiori collezioni: l’impegno civile degli anni Settanta. Le immagini dell’artista partenopeo documentano le condizioni del lavoro minorile nelle vie di Napoli, all’epoca molto diffuso. Pubblicata su giornali militanti, nel tempo questa realtà violenta e ingiusta fortunatamente ha avuto un’evoluzione positiva.
John Myers Nuova area industriale, Lye, 1981 © John Myers
Sono spazi industriali un tempo teatro di operosità manifatturiera, oggi abbandonati o in attesa di essere destinati ad altre attività, quelli immortalati dall’inglese John Myers nel suo progetto “La fine delle manifatture”, al Museo della Musica. Catturano uno dei cambiamenti piùimportanti per l’Inghilterra, culla della rivoluzione industriale. Le immagini del fotografo sono state scattate fra il 1981 e il 1988 in quella regione inglese soprannominata black country, un tempo volano dell’industria metalmeccanica nota come “l’officina del mondo”. Quegli stessi stabilimenti di mattoni che hanno conosciuto il ferro, il carbone e il fuoco oggi attendono di essere convertiti in società di servizi, magazzini per la logistica e la vendita al dettaglio.
Mårten Lange Cerchia di uomini, dalla serie “The Mechanism" 2017 © Mårten Lange, courtesy of Robert Morat Galerie
Tra poesia e fantascienza, il lavoro dello svedese Mårten Lange “Machina & Mechanism”, al Centro di Ricerca Musicale Teatro San Leonardo, si articola in due serie. Nella prima, “Machina”, affronta il tema della complessità oltre ogni comprensione delle più sofisticate apparecchiature di laboratori di ricerca di fisica nucleare e nanotecnologia. Nella serie “Mechanism” evoca con toni minimalisti la solitudine degli impiegati nell’immensità della città e degli spazi di lavoro contemporanei.
L' ingresso è gratuito per tutte le mostre e, su prenotazione, a tutti gli eventi FotoIndustria 2017.
Il badge di Foto/Industria dà diritto all’accesso gratuito alle 14 sedi espositive e, su prenotazione, agli eventi in programma al MAST durante la Biennale.
Inoltre garantisce, nelle sedi espositive, una riduzione sul costo del catalogo ufficiale, prezzi speciali presso i ristoranti Gourmet Partner e l’iscrizione alla newsletter della Fondazione MAST, per essere aggiornati su tutte le attività future.
È possibile ottenere il badge gratuitamente compilando il modulo
Ideata nel 2013, la manifestazione, quest’anno alla terza edizione, è organizzata, promossa e prodotta dalla Fondazione MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia), riconosciuta a livello internazionale come ideale piattaforma di scambio intellettuale e dialogo con il mondo del lavoro. Il nuovo polo culturale bolognese (legato al gruppo Industriale Coesia) ospita diverse attivitàe spazi di condivisione tra cui la PhotoGallery, oggi l’unica istituzione al mondo dedicata alla fotografia della civiltà industriale, diretta da Urs Stahel.
I protagonisti interpreti con il loro lavoro di Foto/Industria 2017 sono Alexander Rodchenko, Josef Koudelka, Thomas Ruff, Yukichi Watabe, Lee Friedlander, Joan Fontcuberta, Carlo Valsecchi, Michele Borzoni, Mimmo Jodice, The Walther Collection: The Making of Lynch & Mitch Epstein, John Myers, Mårten Lange, Vincent Fournier, Mathieu Bernard-Reymond. Le mostre sono accompagnate da un ricco programma di eventi, incontri con fotografi e curatori, tavole rotonde, visite guidate, proiezioni di immagini, concerti, che coinvolgono autori, critici, giornalisti, storici, economisti, filosofi, collezionisti di richiamo. In collaborazione con la Cineteca di Bologna, inoltre, viene organizzata all’Auditorium del Mast una rassegna di biopic sui grandi fotografi.
L’Italia, oltre a Carlo Valsecchi, è rappresentata da Michele Borzoni il cui progetto-documentario “Forza lavoro”, esposto negli spazi di Palazzo Pepoli Campogrande, traccia un quadro composito dell’attuale panorama del lavoro nel nostro paese, immortalando dall'interno gli sconfinati spazi di lavoro del XXI secolo, centri di distribuzione, call center, luoghi di selezione del personale. Santa Maria della Vita ospita, invece, il lavoro di Mimmo Jodice “Gli anni militanti”. L’esposizione mostra un aspetto meno conosciuto dell’opera di Jodice, i cui lavori sono presenti nelle maggiori collezioni: l’impegno civile degli anni Settanta. Le immagini dell’artista partenopeo documentano le condizioni del lavoro minorile nelle vie di Napoli, all’epoca molto diffuso. Pubblicata su giornali militanti, nel tempo questa realtà violenta e ingiusta fortunatamente ha avuto un’evoluzione positiva.
Sono spazi industriali un tempo teatro di operosità manifatturiera, oggi abbandonati o in attesa di essere destinati ad altre attività, quelli immortalati dall’inglese John Myers nel suo progetto “La fine delle manifatture”, al Museo della Musica. Catturano uno dei cambiamenti piùimportanti per l’Inghilterra, culla della rivoluzione industriale. Le immagini del fotografo sono state scattate fra il 1981 e il 1988 in quella regione inglese soprannominata black country, un tempo volano dell’industria metalmeccanica nota come “l’officina del mondo”. Quegli stessi stabilimenti di mattoni che hanno conosciuto il ferro, il carbone e il fuoco oggi attendono di essere convertiti in società di servizi, magazzini per la logistica e la vendita al dettaglio.
Tra poesia e fantascienza, il lavoro dello svedese Mårten Lange “Machina & Mechanism”, al Centro di Ricerca Musicale Teatro San Leonardo, si articola in due serie. Nella prima, “Machina”, affronta il tema della complessità oltre ogni comprensione delle più sofisticate apparecchiature di laboratori di ricerca di fisica nucleare e nanotecnologia. Nella serie “Mechanism” evoca con toni minimalisti la solitudine degli impiegati nell’immensità della città e degli spazi di lavoro contemporanei.
L' ingresso è gratuito per tutte le mostre e, su prenotazione, a tutti gli eventi FotoIndustria 2017.
Il badge di Foto/Industria dà diritto all’accesso gratuito alle 14 sedi espositive e, su prenotazione, agli eventi in programma al MAST durante la Biennale.
Inoltre garantisce, nelle sedi espositive, una riduzione sul costo del catalogo ufficiale, prezzi speciali presso i ristoranti Gourmet Partner e l’iscrizione alla newsletter della Fondazione MAST, per essere aggiornati su tutte le attività future.
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