Attraverso gli occhi dei maestri della fotografia, alla Biennale Foto/Industria 2017 di Bologna
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La fotografia industriale è stata per lungo tempo ritenuta un genere artistico puramente descrittivo, legato alla committenza con l’obiettivo di promuovere l’attività produttiva di un’impresa. Idea che negli ultimi anni si è invece riscattata, affermando il ruolo educativo, estetico e politico della fotografia industriale, nel suo saper documentare il mondo del lavoro e le trasformazioni del paesaggio attraverso l’opera e la sensibilità di fotografi che hanno saputo coniugare mondo industriale e ricerca sociologica. I loro scatti sono un vero e proprio tesoro che racchiude in sé i molteplici aspetti di un universo che fa parte della vita quotidiana e che è in costante trasformazione. Universo che Foto/Industria, prima biennale al mondo dedicata alla fotografia dell’industria e del lavoro, in programma a Bologna fino al 19 novembre 2017, celebra offrendone un’ampia visione attraverso l’interpretazione di maestri della fotografia e giovani talenti.
Agli sconvolgimenti del paesaggio sono dedicate le mostre: “La fine delle manifatture”, allestita al Museo della Musica, con gli scatti dell’inglese John Myers realizzati tra il 1981 e il 1988 nella regione inglese nota come “black country”, in cui quelle che un tempo erano le acciaierie più famose del mondo oggi sono centri commerciali o distese d’asfalto; “Diario di un’indagine” (al Museo di Palazzo Poggi) di Yukichi Watabe, primo fotografo giapponese a ottenere il permesso di accompagnare la polizia per documentare un’indagine criminale, realizzando un reportage sul cui sfondo si intravede una Tokyo segnata dalle ferite della guerra; “Landscapes of American Power. Photography from the Walther Collection” (negli spazi della Pinacoteca Nazionale) dove il lavoro del fotografo americano Mitch Epstein “American Power” (2003-2009) dialoga a distanza di un secolo con le immagini di “The Making of Lynch” (1917–1920), un antico album di fotografia vernacolare. Sono invece immagini dal tono solenne e drammatico quelle di “Paesaggi industriali”, lavoro del grande fotografo ceco Josef Koudelka, membro di Magnum Photos, in mostra al Museo Civico Archeologico.
Riflettono invece sul tema delle trasformazioni, della tecnologia e della fantascienza i progetti del francese Mathieu Bernard-Reymond, allo Spazio Carbonesi con il reportage “Transform”, realizzato in centrali idroelettriche e nucleari francesi; del connazionale Vincent Fournier, il cui lavoro esposto al MAMbo propone un viaggio tra le utopie più rappresentative del XX e XXI secolo; del catalano Joan Fontcuberta, che con “Sputnik: l’odissea del Soyuz 2”, a Palazzo Boncompagni, porta alla luce il mistero del cosmonauta sovietico di cui il mondo occidentale non ha mai sentito parlare; dello svedese Mårten Lange, che nelle serie “Machina & Mechanism”, al Centro Ricerca Musicale Teatro San Leonardo, porta alla luce il lato sublime e poetico della tecnologia.
Statale di Düsseldorf per creare identikit. La mostra di Thomas Ruff al MAST, proseguirà fino al 14 gennaio 2018.
Il programma delle mostre si arricchisce di un fitto calendario di appuntamenti per il pubblico, tra visite guidate con i fotografi e i curatori, incontri con artisti, critici, collezionisti e filosofi, concerti e performance, laboratori per bambini e ragazzi. Tra gli appuntamenti presso l’Auditorium della Fondazione MAST, sabato 11 novembre incontro con i protagonisti di F/I 2015 e l’evento “La corsa verso l’oro e la Statua della Libertà: due avventure industriali fuori norma” con Luce Lebart, direttirce dell’Istituto Canadese di Fotografia di Ottawa; sabato 18 novembre appuntamento con il reading dell’artista Joan Fontcuberta “Progetto X.B./Sfatare la leggenda di Vivian Maier”, e con la tavola rotonda moderata da Mario Calabresi “Sistema Festival in Italia, valorizzazione e produzione”.
La terza edizione di Foto/Industria celebra anche la vita e il lavoro dei grandi fotografi con la rassegna di documentari “Photographers’ Biopics” realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Un ciclo di proiezioni video sulle vite, sulle vicende professionali e personali di maestri della fotografia che nel corso della loro carriera hanno fornito un contributo fondamentale alla storia della fotografia e, seppur in modo diversificato, anche alla rappresentazione del lavoro.
Il mondo della fotografia è alla portata anche dei più piccoli. A loro è dedicato il ciclo di appuntamenti gratuiti “Kids Workshop: Magiche Lucigrafie”, nuovo atelier di fotografia per bambini dai 3 ai 10 anni e scolaresche dove imparare in modo ludico tecniche fotografiche off-camera ideate in collaborazione con il fotografo Nino Migliori.
Tutte le informazioni relative al programma delle mostre, incontri, workshop, della terza edizione di Foto/Industria: www.fotoindustria.it