Secondo l'Osservatorio Cybersecurity, lo studio sui crimini informatici elaborato da Exprivia, negli ultimi tre mesi del 2020 in Italia sono stati registrati 237 crimini informatici. Di questi, oltre il 60% ha provocato il furto dei dati. Fra le tecniche più sfruttate dai cyber-criminali attivi nel nostro Paese primeggia il “phishing-social engineering” (43%), le cui vittime preferite sono gli utenti distratti o poco avvertiti sui modi di adescamento tramite mail o social network. Seguono gli attacchi cosiddetti “sconosciuti” (24%), cioè le metodologie inedite sperimentate dagli hacker per non essere rilevati dai meccanismi di difesa tradizionali, e i malware (23%), il cui utilizzo è quadruplicato nel corso dell’anno. Tutto questo mentre cresce, sia ai danni dei consumatori che alle imprese, il numero delle truffe o dei tentativi di truffa che mirano a sottrarre soldi o informazioni. Complice la pandemia, il numero di transazioni online o con strumenti di pagamento elettronici è aumentato, mentre si sono evolute, in parallelo, le tecniche utlizzate dai truffatori (tra cui quelle nelle quali un soggetto si spaccia per un operatore della banca).
In genere, si fa riferimento a tutte queste minacce con delle definizioni in lingua inglese, ormai entrate nel gergo comune Ricapitolarle può essere utile.
Pharming. Navigando su Internt si può incappare in un sito clone creato per carpire i nostri dati personali. Indispensabile perciò controllare sempre che l’URL del sito visitato sia scritto in modo corretto (deve cominciare con “https://” e non con “http://”).
Smishing. Se si riceve un messaggio da un numero sospetto, potrebbe trattarsi di un falso SMS inviato per ottenere informazioni personali. Non cliccare su eventuali link.
Vishing. Se si riceve una telefonata da un presunto operatore della banca o da una voce pre-registrata che richiede informazioni e dati riservati, non comunicarli assolutamente al telefono. Nel caso si venga contattati da un soggetto che chieda informazioni sul conto corrente o comunichi una situazione sospetta invitando all'azione, è meglio prima contattare il proprio gestore in banca, senza dare seguito a solleciti poco chiari. Se si viene contattati telefonicamente, è invece consigliabile terminare la comunicazione e chiamare il numero verde della propria banca per verificare l'effettiva situazione. Val la pena infine ricordare che, quando si sottoscrivono servizi in banca, occorre leggere con attenzione la documentazione pre-contrattuale e contrattuale. Questa infatti, oltre a riepilogare le caratteristiche del servizio/prodotto sottoscritto, riporta anche le procedure e le tempistiche da seguire per la gestione di eventuali controversie, dal reclamo fino all'eventuale ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario.