Economia

Così la pandemia rivoluziona il mondo del retail

Nelle settimane più difficili dell’emergenza sanitaria è stata l’unica strada percorribile per acquistare i prodotti che non rientravano tra i beni di prima necessità
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Una prima esperienza per molte famiglie, che in poco tempo si è trasformata in un’abitudine piacevole grazie al risparmio di tempo e all’ampiezza delle scelte disponibili.

L’e-commerce è entrato a pieno titolo tra le opzioni d’acquisto delle famiglie italiane, grazie anche all’evoluzione dell’offerta che tende sempre più a organizzare esperienze d’acquisto integrate. Si parla di “unified commerce” per indicare le soluzioni capaci di mettere davvero l’esperienza del cliente al centro del processo d’acquisto, dalla ricerca di informazioni alla consegna, passando per il pagamento e il servizio pre e post-vendita. Il tutto in un’ottica univoca e indipendente dal canale utilizzato.

Un nuovo profilo di compratore

Secondo l’ultimo “Retail Report” realizzato da Adyen (azienda nata in Olanda e poi cresciuta come gruppo globale, che lo scorso anno ha registrato ricavi netti per 684 milioni di euro, puntando su un’esperienza di pagamento unica attraverso i canali online, mobile e in store), il 46% di italiani che preferivano pagare in contanti, oggi scelgono le soluzioni contactless, dalle carte di credito che si attivano senza contatto con il terminale ai mobile wallet, dai mobile pos al pay by link (il cliente si collega a una pagina per il pagamento)

Tornando alla ricerca di Adyen, il 37% degli italiani appare più orientato che in passato ad acquistare online e tre intervistati su quattro si aspettano che le aziende mantengano la flessibilità mostrata durante la prima fase della pandemia. Quello che emerge è il profilo di un consumatore sempre più digitale, attento a salvaguardare l’economia del territorio (cresce la tendenza ad acquistare dai produttori locali) e con una maggiore coscienza sociale.

In soli tre mesi, spiegano gli analisti, si sono compiuti progressi attesi nell’arco di tre anni, con l’Italia che ha recuperato buona parte del gap accumulato nel tempo con gli altri Paesi europei.

Insomma, il nuovo consumatore è più disposto a considerare gli acquisti online, ma è molto selettivo: la semplicità d’acquisto viene considerata, da ben due utenti su tre, un fattore importante tanto quanto la qualità del prodotto nello shopping online.

 

Nuove sfide per i retailer

“Siamo alle prese con un nuovo paradigma all’insegna dell’ibridazione fra i canali di vendita (compro in negozio dopo aver ottenuto informazioni online e viceversa), che a ben vedere si adatta molto bene alla situazione fluida di chiusure e riaperture che sta caratterizzando la curva della pandemia”, commenta Philippe de Passorio, country manager di Adyen in Italia. “In questi mesi le aziende che hanno registrato performance migliori sono state quelle capaci di unire l'universo fisico e quello digitale per creare un'esperienza senza soluzione di continuità, coerente a prescindere dal canale di vendita, e in cui si dà priorità al cliente”.

Secondo la ricerca, un retailer su due tra coloro che hanno adottato un approccio multicanale alle vendite hanno registrato transazioni costanti anche dopo lo scoppio della crisi sanitaria, grazie a uno spostamento degli acquisti fra negozio fisico e online. Una strada da seguire anche una volta che la pandemia sarà superata.

Piattaforma per le vendite online

Alla luce di questo scenario, Adyen mette in campo un set di soluzioni pensate per rispondere alle esigenze di trasformazione omnicanale delle vendite.

Nel corso degli ultimi dodici mesi, le aziende della Penisola che hanno scelto le soluzioni del gruppo olandese per la gestione dei pagamenti mobile, online e in store hanno superato quota 150, con l’ingresso anche di grandi nomi come Prada, Woolrich, Ferragamo, Diesel e Pinko.

Uno sviluppo che per l’azienda è destinato a durare ancora a lungo.

 

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