Economia

Il vino italiano traina la ripresa

Il vino italiano traina la ripresa
Va da sé che l’Italia è oggi uno dei paesi più importanti al mondo nel settore vitivinicolo. Molti andrebbero oltre, sostenendo che è il più importante; giudizio che noi peraltro non avremmo nessuna difficoltà a condividere. L’Italia ha giocato un ruolo fondamentale e unico nella storia del vino. (…) Se fossimo per qualche motivo costretti a bere i vini di un solo paese – e ci auguriamo che questo non accada mai… – con ogni probabilità sceglieremmo proprio l’Italia (Rob Desalle, Ian Tattersall, "Il tempo in una bottiglia", Storia Naturale del Vino)
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Veniamo, tutti, da un periodo che ha rischiato di fiaccarci, come persone e come imprese: ma, appunto, le imprese sono fatte da persone, e ci sono persone che non mollano mai, che sanno che è proprio nei momenti difficili che è necessario dare il massimo. Se poi queste imprese operano in un contesto che può vantare una tradizione millenaria, allora i risultati arrivano eccome, nonostante difficoltà impreviste e periodi bui.

E buone, anzi ottime notizie arrivano dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella che proprio qualche giorno fa ha reso noti i risultati dell’’indagine compiuta da Nomisma Wine Monitor: cresce il vigneto, ora a 8.573 ettari (+2%), aumenta significativamente la produzione (+8,6% sul 2020), ma arriva soprattutto dal mercato il dato più eclatante, con un risultato sulle vendite che registra un incremento di oltre il 16% sul 2020, in linea con la crescita complessiva dell’imbottigliato (+15,3%) il rimbalzo che si è registrato lo scorso anno ha interessato in particolare la domanda italiana, con uno scatto rispetto al 2020 del 31% e un export in crescita dell’8%. Risultati di tutto rispetto, che testimoniano i frutti dell’impegno del Consorzio per contrastare gli impatti della pandemia e nonostante le necessarie restrizioni di natura sanitaria che avevano portato le vendite 2020 dei vini della Valpolicella a registrare un calo di quasi il 10% sul mercato nazionale rispetto al 2019.

E se il lavoro produce qualità, la qualità sa sempre ripagare sudore e impegno: parla da sola la straordinaria performance dell’Amarone, protagonista di un autentico boom di vendite (+24%) ben oltre la media nazionale sia nelle esportazioni (+16%) e soprattutto in Italia, dove segna addirittura un +39%. Per il re della Valpolicella, il cui prodotto prende la strada per l’estero per oltre il 60% delle bottiglie vendute, i mercati top sono stati Canada, Stati Uniti e Svizzera, seguiti a ruota da Regno Unito e Germania.

Bene, ci dice il focus, anche il Valpolicella Ripasso che chiude l’anno a +15%, complice anche qui l’exploit sul mercato interno (+34%; dato che si alza al +43% per le piccole imprese). Numeri positivi anche nell’export (+5%). Il Canada domina la domanda con il 22% del totale delle vendite a valore, seguita da Svezia, Regno Unito e una Germania cresciuta del 44% nell’import di Ripasso in un solo anno. Aumenti importanti anche per Usa (+24%) e Danimarca (+19%).

Risultati più che positivi e che fanno ben sperare per il futuro, grazie al costante impegno del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella: nato nel 1924, è una realtà associativa che comprende viticoltori, vinificatori e imbottigliatori della zona di produzione dei vini della Valpolicella, un territorio che include 19 comuni della provincia di Verona. La rappresentatività molto elevata (80% dei produttori che utilizzano la denominazione) consente al Consorzio di realizzare iniziative che valorizzano l’intero territorio: il vino e la sua terra d’origine, la sua storia, le tradizioni e le peculiarità che la rendono unica al mondo. Il Consorzio annovera importanti ruoli istituzionali: si occupa della promozione, valorizzazione, informazione dei vini e del territorio della Valpolicella, della tutela del marchio e della viticoltura nella zona di produzione dei vini Valpolicella, della vigilanza, salvaguardia e difesa della denominazione. I vini della denominazione sono il Valpolicella doc, il Valpolicella Ripasso doc, l’Amarone della Valpolicella e il Recioto della Valpolicella entrambi docg.