La vera sfida, a questo punto, è riuscire a cogliere le opportunità. Che senza dubbio non mancheranno e riguarderanno molti ambiti non solo dell'economia, ma delle nostre stesse vite. Visto dal lato degli investitori, il metaverso è una di quelle transizioni strutturali da seguire con grande attenzione, pur nella consapevolezza che non è facile individuare già oggi i campioni di domani. Occorrono competenze avanzate e la capacità di intravedere gli sviluppi futuri.
"Come investitori a lungo termine, cerchiamo opportunità che hanno più probabilità di rimanere attraenti per anni o persino decenni. Questo approccio è imperativo per distinguere l'investimento in senso stretto dalla mera speculazione o, nel peggiore dei casi, dall'azzardo", analizza Giuliano D'Acunti, country head italiano di Invesco, una delle più grandi società di gestione del risparmio al mondo, con asset in gestione per circa 1.500 mila miliardi di dollari.
Il metaverso è candidato a essere la prossima tappa della transizione digitale. Questo significa che chiunque desideri trarre il meglio da un investimento nel metaverso deve esplorarne sia i margini, che le strade più battute. "Non basta saltare sul carro di chi cerca di cogliere la prossima grande novità: è una questione complessa che presuppone di capire a fondo le dinamiche della rivoluzione in atto", aggiunge D'Acunti.
L'esperto cita la massima di Mark Twain, secondo cui "la storia non si ripete, ma fa rima" per dire che la strada migliore per cogliere le opportunità di investimento che verranno è bene analizzare quanto accaduto con le precedenti rivoluzioni. Ad esempio, al lancio del primo iPhone avvenuto nel 2007, il prezzo delle azioni Apple si aggirava sui 3 dollari; nel gennaio 2022, dopo che gli smartphone sono diventati centrali per molti aspetti della nostra quotidianità, il prezzo è salito a 160 dollari. "Non serve essere economisti esperti per dedurre che chiunque abbia investito in Apple all'inizio del trend ha ottenuto cospicui rendimenti. Tuttavia, va notato anche che Apple era già un nome affermato quando l'iPhone è arrivato sugli scaffali dei negozi, e che società all'epoca meno note sono riuscite col tempo a offrire una performance ancora più spettacolare", racconta il manager di Invesco.
Dunque occorre monitorare non solo quelli che l'esperto definisce come "i probabili architetti", ovvero le società, come Meta e Unity, che hanno apertamente espresso le proprie intenzioni di trasformare il concetto in realtà. È altrettanto i facilitatori dal cui contributo dipende il successo generale dell'impresa, come la realtà aumentata e quella virtuale, senza le quali il metaverso non può svilupparsi in modo adeguato.
L'intelligenza artificiale (AI) sarà un altro importante facilitatore, in quanto fornirà agli architetti del metaverso una struttura di sostegno, li assisterà nella creazione di ambienti virtuali e li aiuterà a sviluppare sofisticate forme di engagement e storytelling per gli utenti. Saranno essenziali anche nuovi livelli di connettività a banda larga wireless. Sfruttando frequenze più alte a cui i suoi predecessori non avevano accesso, la tecnologia 5G promette di ridurre quasi a zero la latenza, ovvero il tempo trascorso da quando un dispositivo emette una richiesta a quando riceve la risposta da un server.
D'Acunti sottolinea anche il possibile ruolo delle criptovalute. "È probabile che queste valute virtuali, che esistono solo digitalmente e non sono emesse o regolamentate da un'autorità centralizzata, faciliteranno tutte le transazioni del metaverso, come pure farà la tecnologia blockchain che le supporta", conclude D'Acunti.
Tornando alla prospettiva degli investitori, l'obiettivo "è cercare di svelare le dinamiche della rivoluzione, le colonne portanti dello svolgimento tecnologico, le chiavi di volta di un cambiamento radicale del nostro modo di vivere e lavorare, gli ingranaggi nascosti che fanno girare la ruota high-tech", per usare ancora le parole dell'esperto.
Riuscirci non è facile, perché molte delle risposte non sono ben visibili. "Come abbiamo osservato, indirizzare ancora più fondi verso Apple o Meta, sebbene possa rivelarsi proficuo, non è la stessa cosa che finanziare le società che un giorno potrebbero raggiungere ed eguagliare questi colossi".
In fondo, c'è un'enorme differenza tra controllare di tanto in tanto il prezzo delle azioni di un gigante tecnologico affermato e tenere diligentemente nota di startup semisconosciute che senza far rumore attraggono venture capital e private equity. "Così, probabilmente più di ogni genesis trend precedente, il metaverso ricorderà a tutti noi che gli investimenti a lungo termine richiedono dedizione e competenze concrete", conclude.
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