“Le innovazioni più significative degli ultimi decenni sono state internet e lo smartphone. Ora ci stiamo avvicinando a quella che crediamo possa essere la scintilla della prossima rivoluzione: il Metaverso”, racconta Giuliano D’Acunti, country head di Invesco in Italia. Che parla della nuova dimensione che sta attirando investimenti miliardari in tutti i settori dell’economica come “genesis trend”, ossia un fenomeno di investimento che si verifica quando la crescita di una tecnologia o di un mercato è sufficiente a scatenare un cambiamento significativo e duraturo. Insomma qualcosa in più rispetto a un megatrend, che è un cambiamento strutturale dal quale pure possono derivare cambiamenti significativi, e quindi opportunità d’investimento, ma limitatamente a uno o più ambiti.
Quali sono gli indizi di un genesis trend, capace cioè di generare un cambiamento a catena? D’Acunti ne identifica tre: interesse diffuso, nuove abitudini e valore economico. Partendo dal primo aspetto, ad aprile l’Accademia della Crusca ha segnalato che il termine Metaverso è stato cercato su Google 14 milioni di volte nel nostro Paese, un dato corrispondente a un italiano su tre dei nostri connazionali che navigano sul Web. Quanto al valore economico, diverse ricerche stimano un giro d’affari intorno ai mille miliardi nel 2025, generato non solo dai videogiochi, ma da una molteplicità di attività di business. PwC si attende 23 milioni di posti di lavoro legati a questa nuova dimensione entro la fine di questo decennio. “Questo significa che vengono a crearsi nuove opportunità d’investimento non solo tra le Big Tech, ma anche tra le aziende meno note che riescono a ritagliarsi un ruolo importante come facilitatori della transizione verso il Metaverso”, racconta D’Acunti.
In merito alle nuove abitudini, la società di consulenza Gartner prevede che entro il 2026 una persona su quattro trascorrerà almeno un’ora nel Metaverso. “Un’opportunità per sviluppare business a vasto spettro”, ricorda il numero uno in Italia del colosso degli investimenti.
Per sottolineare gli impatti e le applicazioni che il metaverso avrà sulle nostre vite, vale la pena citare il settore sanitario e della ricerca. Si potrà, ad esempio, analizzare e monitorare il corpo umano con la possibilità di creare un digital twin, un gemello virtuale su cui poter testare le operazioni chirurgiche per predire ancor più efficacemente eventuali danni collaterali.
“Pensiamo poi al settore dell’istruzione e alle esperienze immersive che i nostri figli potranno vivere”, racconta ancora D’Acunti. Esempi come quello della salute si possono fare in altri campi: dall’educazione (con la possibilità di sviluppare tecniche di coinvolgimento e apprendimento per attirare l’attenzione degli studenti) al commercio (camerini virtuali), per proseguire con l’ambito della comunicazione (con una spiccata interazione con gli utenti), i pagamenti (tramite valute tradizionali o cripto), architettura e costruzioni (evoluzione del 3D). “Il Metaverso è destinato ad affermarsi come un continuum delle realtà”, è la convinzione dell’esperto. Che spiega così il concetto: “Significa che si crea un’integrazione tra il mondo reale e quello tecnologico. Per abilitare questa visione è necessario un modello digitale del mondo fisico, laddove le tecnologie 3D immersive come la realtà virtuale e la realtà aumentata possono aggiungere quei contenuti digitali in grado di creare una serie infinita di esperienze basate sul mondo reale”.
Detto delle opportunità, resta da capire quali scelte fare in tema di investimenti considerato che ogni nuova era vede affollarsi tanti competitor, ma poi segue sempre la selezione che alla fine lascia sul campo pochi vincitori.
“Come investitori a lungo termine, l’obiettivo è cercare di svelare le dinamiche della rivoluzione, le colonne portanti dello svolgimento tecnologico, le chiavi di volta di un cambiamento radicale del nostro modo di vivere e lavorare, gli ingranaggi nascosti che fanno girare la ruota high-tech”, sottolinea D’Acunti.
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