Economia A&F

La cyber security? Niente paura se c’è programmazione

La cyber security? Niente paura se c’è programmazione

Gli attacchi si moltiplicano in parallelo con la digitalizzazione dei processi e il maggior tempo trascorso sui dispositivi informatici, ma anche le difese diventano sempre più efficaci

2 minuti di lettura

Non solo terrorismo, criminalità e guerre. Ormai da diversi anni in cima alle preoccupazioni – tanto in Italia, quanto nel resto del mondo - c’è il rischio legato agli attacchi che prendono di mira le infrastrutture informatiche. Perché ormai tutti noi passiamo una parte importante della giornata tra pc e smartphone, che contengono informazioni cruciali per il lavoro e per le nostre stesse vite.

Due potenti acceleratori di questo fenomeno sono lo shock da rapida transizione digitale con la pandemia e l’acutizzarsi delle tensioni militari internazionali, che svolgono sempre più un ruolo centrale nel nuovo dominio cibernetico.

Le aziende sono in emergenza nel dover recuperare un gap di prevenzione e gestione di questo rischio: pur accelerando significativamente gli investimenti in sicurezza, gli incidenti gravi nel mondo sono cresciuti del 60% in quattro anni.

L'Italia si trova in una posizione particolarmente critica. La quota di danni subiti dalla Penisola rispetto al dato globale è salita dal 3,4% nel 2021 al 7,6% nel 2022, presentandoci il conto di una vulnerabilità delle nostre aziende purtroppo ancora rilevante, dovuta all’elevata frammentazione del nostro tessuto economico industriale, oltre che a una politica nazionale sulla cybersicurezza ancora alle prime fasi. Centinaia di aziende italiane ogni mese subiscono danni anche molto gravi da attacchi informatici di varia natura, dalla paralisi operativa alla distruzione o furto di dati sensibili, lo spionaggio industriale, l’estorsione e soprattutto il furto e le frodi finanziarie.

Dati che non possono non allarmare, ma rispetto ai quali sarebbe sbagliato reagire con una sostanziale rassegnazione, né tanto meno affidandosi al fato.

“Proteggere il valore dell’azienda dal rischio cyber oggi più che mai passa per un’approfondita attività consulenziale di analisi e risoluzione dei fattori di rischio che possono portare a incidenti”, sottolinea Giuseppe Faragò, vice direttore generale e chief commercial officer di Aon, leader nell’intermediazione assicurativa e nella consulenza per la gestione dei rischi, presente in oltre 120 Paesi a livello internazionale. “Il trasferimento ai mercati è una fase complessa, che gestiamo con la massima efficacia quando assistiamo l’azienda anche nell’analisi e rafforzamento della sicurezza e nella risposta agli incidenti”.

Un pensiero condiviso da Mario Bizzi, vice direttore generale e head of Global Risk Consulting Italy & South East Europe di Aon, il quale sottolinea come tra crisi internazionali, diffusione dell’intelligenza artificiale, digitalizzazione e remote working, la minaccia cyber cresca e sia qui per restare, “mutando continuamente strumenti e modi di attacco per danneggiare migliaia di aziende ogni anno, ben oltre di quanto emerga a livello mediatico, su dimensioni economiche, operative, legali e reputazionali. I board necessitano di soluzioni professionali, flessibili e soprattutto molto concrete per la continua gestione di questo rischio, che solo specialisti con una vera esperienza globale come Aon possono garantire.”

Dunque, da dove partire? Gli esperti Aon pongono particolare attenzione e offrono supporto consulenziale sul tema della formazione, che deve coinvolgere tutti i dipendenti, per evitare il furto di dati e credenziali, dal quale origina quasi il 90% degli incidenti. Quindi sottolineano quanto sia importante un’analisi continua dei “punti deboli tecnici”, come i sistemi informatici obsoleti e non standardizzati e i sistemi di automazione industriale.

L’impresa non è una realtà a sé stante, ma sempre più si confronta con altri soggetti. Ecco perché è fondamentale gestire con attenzione il dialogo con i fornitori che passa attraverso sistemi informativi e mettere in sicurezza i dati, con backup di nuova generazione. È infine assolutamente fondamentale la preparazione a gestire gli incidenti, meglio se accompagnata da mirate coperture assicurative, oggi imprescindibili per evitare impatti multimilionari sui

bilanci.

Il tutto nella consapevolezza che è impossibile annullare il rischio, ma anche che un’attenta programmazione e il supporto del giusto consulente è la strada migliore per minimizzare le minacce, senza rinunciare al business.

I commenti dei lettori