Secondo l’European innovation scoreboard (Eis) 2023, che fornisce una valutazione comparativa delle prestazioni in materia di ricerca e innovazione degli Stati membri dell’Ue e di alcuni Paesi terzi selezionati, nonché dei relativi punti di forza e di debolezza dei loro sistemi di ricerca e innovazione, l’Austria si piazza al sesto posto in una classifica guidata dalla Danimarca.
L’Italia, per fare un paragone, è al quart’ultimo posto, davanti solo a Spagna, Lettonia e Grecia. Inoltre l’Austria è terza sul fronte degli incentivi diretti e indiretti alle aziende che fanno ricerca e sviluppo e complessivamente viene inserita dalla Commissione europea tra gli “Strong innovators” grazie soprattutto alla proficua collaborazione pubblico-privato, al supporto del governo nazionale a vantaggio delle imprese che fanno ricerca e sviluppo e all’ampia disponibilità di manodopera qualificata e di studenti impegnati in corsi di dottorato (Vienna – in relazione alla popolazione - è la prima città studentesca nell’area di lingua tedesca, davanti a Monaco e Berlino). Del resto, sono numerose le aziende italiane che negli ultimi tempi hanno investito nel Paese, complice l’ubicazione strategica che consente di servire da vicino mercati di sbocco come la Germania e il Centro ed Est Europa. Una situazione, questa, che si traduce in un win-win per entrambe le parti, visto che le aziende internazionali che beneficiano della location Austria costituiscono il 3,3% di tutte le aziende del territorio, ma creano il 26% dei posti di lavoro (nel campo della R&S persino il 40%).
Un ruolo centrale nell’aiutare le aziende a raggiungere e consolidare questi risultati lo svolge ABA (Austrian Business Agency), realtà pubblica che si occupa di attrarre investimenti di aziende internazionali, attraverso una serie di servizi di consulenza gratuiti. Tra le altre cose, l’agenzia affianca le imprese innovative nelle pratiche burocratiche, nell’accesso agli incentivi e nelle comunicazioni sulle novità legislative, oltre che nella valutazione del mercato, fornendo informazioni su specifici settori e creando contatti utili per rendere l’accesso in Austria il più semplice possibile. A quest’ultimo proposito, due anni fa in Austria è stata approvata la riforma fiscale eco-sociale che prevede una riduzione delle imposte sui redditi societari e sui salari. In particolare, dal 2023 l'imposta sul reddito societario è stata ridotta dal 25% al 24% e scenderà di un altro punto nel 2024. Il tutto affiancato da un premio fiscale alla ricerca che ammonta al 14% e si applica ai costi del personale, agli investimenti in ricerca e sviluppo, ai costi finanziari e alle spese generali, senza limiti di importo. Senza dimenticare che gli imprenditori possono richiedere un finanziamento diretto per gli investimenti in ricerca attraverso il programma dell'Agenzia austriaca per la promozione della ricerca.
Non solo aziende, ma anche talenti, attratti dall’elevata qualità della vita, da costi accessibili rispetto ad altre città europee, dalla possibilità di vivere in ambienti salubri e sicuri. Cruciale in questo senso è il programma Talente, che mette in contatto il mondo della scienza con le aziende. Forschung Austria assegna borse di studio a scienziati provenienti dall'estero, mentre il programma Austrian Science Fund offre agevolazioni agli specialisti esteri che lavorano all’interfaccia tra ricerca di base e applicata. Come dimostra l’esperienza di Francesca Ferlaino, studiosa napoletana che guida l'Istituto di Ottica Quantistica di Innsbruck, appena premiata dal ministero per le Donne, la Famiglia e l'Integrazione per i risultati raggiunti dalla sua attività di ricerca.
L’Austria si è mostrata da subito ricettiva anche verso la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale, grazie a un ecosistema fatto di capitali pubblici e privati, norme chiare, burocrazia efficiente (grazie a un’ampia diffusione dei canali digitali nel dialogo tra la pa da una parte, le imprese e i cittadini dall’altra) ed elevata produttività. Come dimostra l’esperienza di NVnova, azienda di Udine partecipata da NetValue, che supporta le aziende nella trasformazione digitale attraverso l’uso delle nuove tecnologie. Nell’ambito dello smart building (soluzioni avanzate per il monitoraggio ambientale indoor attraverso l’uso di informazioni provenienti da sensori intelligenti) è nata la collaborazione con lo Joanneum Research di Graz per lo studio e sviluppo di un innovativo sensore per la determinazione della densità di occupazione degli ambienti. Il sensore sarà in grado di monitorare il numero, la velocità e la direzione in cui si muovono le persone presenti in un ambiente, sarà integrabile in sistemi di illuminazione a led esistenti e non avrà impatti sulla privacy, perché non usa telecamere ma analizza la luce visibile retroriflessa dall’ambiente stesso.
“In Austria abbiamo trovato disponibilità a lavorare a progetti di ricerca per sviluppare la nostra idea”, racconta Sabino Sinesi, chief technical and innovation officer dell’azienda. “Siamo stati invitati a partecipare alla riunione del cluster Photonics Austria, durante la quale abbiamo potuto vedere le attività di ricerca nel settore oltre che visitare i laboratori dello Joanneum Research. Inoltre, ci sono state illustrate a diversi livelli le varie opportunità sia di sviluppo di business sia di supporto all’insediamento di start up innovative in Austria. Opzione che stiamo valutando per sviluppare le collaborazioni di ricerca e le opportunità di mercato”.
A quest’ultimo proposito va ricordato che, oltre a una forte comunità di ricerca nel settore universitario, anche gli istituti di ricerca extra universitari godono di una reputazione internazionale (per altro l’Austria è al primo posto per conoscenza dell’inglese, con un quarto dei cittadini che cresce bilingue). Lavorano fianco a fianco su innovazioni high-tech dell’industria, dando vita a un modello di open innovation molto proficuo.
Altrettanto forte è l’attenzione a un filone di business in forte crescita come la microelettronica: in Austria, le grandi imprese che svolgono un’intensa attività di ricerca operano in rete con parchi tecnologici, università e scuole professionali. Come dimostra l’esperienza di Infineon, colosso dei microprocessori, che tra le altre cose ha realizzato a Villach (città sul fiume Drava, nella Carinzia) una nuova fabbrica di chip high-tech per l'elettronica di potenza che costituisce il più grande progetto di investimento nella storia del gruppo, con un volume di investimenti di 1,6 miliardi di euro. “Negli ultimi anni l'Austria si è resa conto di quanto sia importante rendere la propria piazza economica attraente per gli specialisti stranieri e ottimizzare e ampliare i percorsi formativi”, ha sottolineato in una recente intervista Sabine Herlitschka, ceo di Infineon Technologies Austria AG. Una posizione condivisa da molti uomini di business che nel Paese hanno trovato le condizioni ideali per investire e crescere.
Se vuoi sapere di più sui servizi utili ad agevolare la tua espansione in Austria, ti invitiamo a visitare il sito di ABA (Austrian Business Agency).