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La tecnologia fa la differenza in banca

La tecnologia fa la differenza in banca

Architetture cloud, intelligenza artificiale e modelli data-driven stanno trasformando il settore. Compliance e innovazione possono convivere per ridisegnare i modelli di business del credito

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La tecnologia sta cambiando profondamente il modo in cui operiamo, viviamo e facciamo business. Processi che un tempo richiedevano tempi lunghi e strutture rigide diventano più fluidi, digitali e interconnessi. Anche il settore bancario è coinvolto in questa trasformazione, chiamato a ripensare modelli organizzativi e operativi per rispondere a clienti sempre più esigenti, a nuovi competitor tecnologici e a un quadro normativo in continua evoluzione.

In questo scenario, la tecnologia non è più solo un fattore abilitante, ma una leva strategica che incide direttamente su efficienza, velocità e capacità di innovazione.

La tecnologia come leva strategica

Da questa consapevolezza prende forma la visione di Finomnia, nuovo polo europeo del software finanziario nato dall’evoluzione del gruppo Fibonacci. Una visione che parte da un assunto chiaro, come sottolinea Andrea Pettinelli, CEO di Finomnia: «Per le banche la tecnologia non ha più una funzione di supporto, ma è un elemento strutturale che ridisegna modelli di business, processi decisionali e relazioni con il cliente».

Andrea Pettinelli, CEO di Finomnia
Andrea Pettinelli, CEO di Finomnia 

Il settore sta vivendo una transizione profonda. «Gli istituti di credito stanno passando da sistemi monolitici a ecosistemi aperti, basati su Api, cloud e piattaforme modulari», aggiunge Pettinelli. Il quale ricorda che l’intelligenza artificiale assume un ruolo sempre più centrale. «L’AI non è più sperimentazione, ma vera e propria governance e decision-making predittivo».

Dalla valutazione del merito creditizio alla gestione del rischio, fino alla prevenzione delle frodi e all’automazione dei processi, l’AI consente di migliorare efficienza e qualità delle decisioni. Tuttavia, l’innovazione tecnologica deve fare i conti con un contesto normativo sempre più complesso e stringente.

Innovazione e compliance, una sfida aperta

Proprio su questo equilibrio si gioca una delle sfide principali per il settore. La pressione regolamentare, unita alla crescente digitalizzazione, impone alle banche di dotarsi di soluzioni RegTech capaci di garantire conformità senza rallentare l’operatività. In questo senso, la capacità di integrare tecnologia, dati e regole diventa un fattore distintivo per gli operatori finanziari.

La crescente presenza delle fintech e l’accelerazione della trasformazione digitale non rappresentano una semplice contrapposizione tra rischi e opportunità. «Piuttosto si tratta di ridefinire il ruolo stesso della banca», osserva Pettinelli. Gli istituti sono chiamati a evolvere da operatori tradizionali a piattaforme intelligenti, in grado di orchestrare ecosistemi complessi e creare valore oltre i confini storici del credito.

Un ecosistema tecnologico integrato

La risposta a questa sfida arriva da Finomnia, controllata dai fondi Apax e sintesi di un percorso di trasformazione che negli ultimi tre anni ha dato vita a un ecosistema tecnologico che unisce le competenze delle diverse aziende che compongono il gruppo: OCS, Finwave, Quid, altermAInd e Alvantia.

Il processo di integrazione è iniziato con le acquisizioni, da parte del gruppo, di OCS e Finwave nel 2023, altermAInd nel 2024 e Quid ed Alvantia nel 2025. «Grazie anche alle acquisizioni degli ultimi anni, possiamo agire come player di riferimento nel software finanziario europeo, capace di rispondere alle sfide di un settore in rapida evoluzione», racconta Pettinelli.

Finomnia si propone infatti come interlocutore unico per banche e istituti di credito, con soluzioni che coprono l’intero ciclo di vita del credito: dalla valutazione del merito creditizio all’erogazione dei prestiti, dalla gestione dei pagamenti al reporting, dal credit risk alla compliance normativa, fino al recupero crediti.

Una visione industriale di lungo periodo

La visione di Finomnia va oltre la semplice integrazione tecnologica. «Il brand incarna una visione industriale e tecnologica che guarda alla capacità di accelerare l’innovazione, sfruttando le potenzialità della tecnologia per anticipare le esigenze di un mercato che, secondo le stime, arriverà a superare i 16 miliardi di dollari entro il 2030», afferma Pettinelli.

In questa prospettiva, anche l’identità del brand assume un valore strategico: il payoff “Moving Finance Forward” racconta la capacità di guardare avanti, orientandosi nella complessità tecnologica e normativa per intercettare il cambiamento e creare nuove opportunità che mettono al centro il percorso di innovazione dei clienti.