Oggi la solidità di un’impresa non si misura più esclusivamente attraverso i parametri finanziari tradizionali. Il successo di un piano industriale è fortemente legato anche alla capacità di porre l’individuo al centro, con lo sguardo rivolto non solo ai clienti, ma anche alle persone che compongono l’organizzazione.
Le aziende che scelgono di investire massicciamente nell’attrazione dei talenti, nello sviluppo delle competenze e nel benessere psicofisico dei collaboratori non stanno semplicemente assolvendo a un dovere di responsabilità sociale, ma stanno dotando la propria struttura degli strumenti necessari per navigare la complessità di mercati globali e industries in grande trasformazione. Questa visione strategica trasforma le risorse umane da funzione di supporto a vero e proprio abilitatore del business.
Una people strategy al servizio della rete elettrica nazionale
In questo contesto di trasformazione si inserisce il percorso di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, che ha ottenuto per il secondo anno consecutivo la certificazione Top Employers. Il riconoscimento, conferito dal Top Employers Institute, premia l'eccellenza nelle strategie delle risorse umane e conferma la solidità della people strategy del gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia. Una strategia che rappresenta l’abilitatore fondamentale del Piano Industriale 2024–2028.
L’azienda ha registrato performance d’eccellenza in aree chiave come l’Attraction (strategia di employer branding e onboarding), il Development (sviluppo dei talenti) e l’Engagement (ascolto dei dipendenti e coinvolgimento attivo nella co-creazione di progetti e processi aziendali).
Talento e diversità: i numeri del cambiamento culturale
Il rafforzamento dell'organico, che oggi conta oltre 7.100 persone, punta con decisione sulle nuove generazioni e sulle competenze tecnico-scientifiche. Nel 2025, oltre 350 nuovi assunti sono laureati in materie Stem, segnando una crescita del +20% rispetto all'anno precedente. Parallelamente, il cambiamento di paradigma passa attraverso una trasformazione culturale che vede il rispetto e l’inclusione come parti integranti della valutazione delle performance.
L’azienda promuove attivamente la valorizzazione delle diversità: alla fine del 2025, la presenza femminile in azienda è pari al 26% dei dipendenti (esclusi gli operativi), ed il 31% delle posizioni manageriali è occupato da donne.
Benessere organizzativo e nuove frontiere del welfare
Il benessere delle persone viene declinato attraverso un modello che sostiene la flessibilità e l’equilibrio tra vita professionale e privata. Terna ha siglato un accordo di smart working migliorativo, portando i giorni di lavoro da remoto fino a un massimo di dieci al mese (che salgono a dodici per i genitori). A questo si aggiungono soluzioni logistiche come le sedi di co-working a Roma per ridurre gli spostamenti e il rimborso degli abbonamenti ai mezzi pubblici per favorire la mobilità sostenibile.
Un pilastro fondamentale è il supporto alla genitorialità. Oltre all'asilo nido presso l'headquarter capitolino, Terna rimborsa il 60% della retta del nido ai dipendenti su tutto il territorio nazionale.
Tra le novità più innovative spicca lo "Spazio Nuvola", un progetto pilota nato dalle idee delle dipendenti per consentire alle mamme di continuare l’allattamento in un ambiente idoneo e riservato una volta rientrate in ufficio. Il coinvolgimento proattivo dei lavoratori avviene anche tramite gli Employee Resources Group (Erg), dove i dipendenti possono proporre idee per migliorare i processi aziendali; il primo di questi è stato dedicato proprio al "back to work" dopo la maternità.
Formazione e network: il ponte verso il futuro energetico
Per governare la transizione energetica e digitale, Terna ha costruito una rete di collaborazione d’eccellenza con il mondo accademico e scolastico. L’interesse del mercato è evidente: nel 2025 le candidature sul sito aziendale sono aumentate del 60%, con quelle femminili addirittura raddoppiate.
Il gruppo ha sviluppato due master di II° livello: il "Politech Lab", in collaborazione con i Politecnici di Bari, Milano e Torino, e il master focalizzato sulla digitalizzazione del sistema elettrico nell’ambito del progetto Tyrrhenian Lab. Quest’ultimo ha già formato circa 150 professionisti in Campania, Sardegna e Sicilia, contrastando l’abbandono delle aree del Sud.