Chissà se Ludwig Feurbach, di fronte alle sterminata varietà di prodotti nei supermercati di oggi, continuerebbe a dire che “l’uomo è ciò che mangia”? Oppure correggerebbe il tiro specificando che “l’uomo è ciò che decide di mangiare”?
In questi ultimi anni l’offerta alimentare della grande distribuzione sta velocemente orientandosi sul versante della qualità, meglio ancora, della salubrità dei prodotti. La presenza di alcuni ingredienti oggi molto utilizzati, come mirtillo, melagrana, fermenti lattici, noti per i loro effetti benefici, prevale addirittura sul gusto: “ciò che fa bene” diventa automaticamente “buono” e questo è ancora più vero per il pubblico femminile, tuttora depositario del carrello della spesa.
C’è stata una lenta, inesorabile trasmigrazione di prodotti “sani” dai banchi delle farmacie a quelli dei supermercati. Oggi le grandi catene dedicano spazi sempre più importanti al segmento del biologico, dell’ipocalorico, del senza glutine. L’intento è di rassicurare il consumatore che non tutti i prodotti confezionati sono portatori di chili in più, di colesterolo cattivo, di allergie, bensì possono aiutare restare in forma e in salute proprio in virtù della loro assunzione quotidiana. Il tutto con differenze di prezzo contenute rispetto agli alimenti cosiddetti “normali”. Perché se un tempo il rapporto di un pacco di pasta biologico acquistato in farmacia era 4 a 1 rispetto alla pasta di grano duro del supermercato, oggi le differenze non possono oltrepassare determinate soglie: sarebbe ingiustificabile, se non addirittura controproducente, vedere all’interno dello stesso supermercato prodotti simili venduti a prezzi molto distanti tra loro. E il fatto che un “carrello sano” non costi tanto di più rispetto al carrello tradizionale, costituisce un cambiamento importante nelle nostre abitudini alimentari.
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La riprova di quanto la grande distribuzione prenda sul serio questi cambiamenti arriva da uno degli attori principali del mercato alimentare: Coop, sempre più decisa a investire e a immettere nuovi prodotti nella sua linea Bene.si, contrassegnata dal grande disco colore celeste. In questo caso si è andati oltre, provvedendo a distinguere l’offerta secondo le "esigenze terapeutiche" del cliente. Si parte dalle difese immunitarie, affidate in larga parte a latti fermentati e derivati, quindi l’azione antiossidante garantita dai polifenoli presenti nei biscotti, dove imperversa la già citata melagrana, guardiana delle cellule e nemica della chirurgia estetica.
Stessa attenzione rispetto alla regolarità intestinale e alla riduzione del colesterolo, due problematiche molto diffuse che hanno generato una quantità indiscriminata di prodotti e che Coop ha affrontato prendendo per buono ciò che la scienza ha detto da tempo, ricorrendo perciò alle fibre probiotiche per stimolare la motilità intestinale e agli steroli vegetali per ridurre il colesterolo.
Sembra dunque che la nuova offerta alimentare non tralasci alcuna parte del nostro corpo, dalla pelle, alle ossa, agli anticorpi, al cuore, all’intestino. A noi non resta che utilizzare la testa. Troppe volte un carrello pieno di occasioni “tre per due” finisce per intasare la pattumiera e le nostre arterie. E se un tempo era usuale dare un’occhiata alla libreria per farsi un’idea del padrone di casa, oggi è il caso di sbirciare pure in dispensa.
In questi ultimi anni l’offerta alimentare della grande distribuzione sta velocemente orientandosi sul versante della qualità, meglio ancora, della salubrità dei prodotti. La presenza di alcuni ingredienti oggi molto utilizzati, come mirtillo, melagrana, fermenti lattici, noti per i loro effetti benefici, prevale addirittura sul gusto: “ciò che fa bene” diventa automaticamente “buono” e questo è ancora più vero per il pubblico femminile, tuttora depositario del carrello della spesa.
C’è stata una lenta, inesorabile trasmigrazione di prodotti “sani” dai banchi delle farmacie a quelli dei supermercati. Oggi le grandi catene dedicano spazi sempre più importanti al segmento del biologico, dell’ipocalorico, del senza glutine. L’intento è di rassicurare il consumatore che non tutti i prodotti confezionati sono portatori di chili in più, di colesterolo cattivo, di allergie, bensì possono aiutare restare in forma e in salute proprio in virtù della loro assunzione quotidiana. Il tutto con differenze di prezzo contenute rispetto agli alimenti cosiddetti “normali”. Perché se un tempo il rapporto di un pacco di pasta biologico acquistato in farmacia era 4 a 1 rispetto alla pasta di grano duro del supermercato, oggi le differenze non possono oltrepassare determinate soglie: sarebbe ingiustificabile, se non addirittura controproducente, vedere all’interno dello stesso supermercato prodotti simili venduti a prezzi molto distanti tra loro. E il fatto che un “carrello sano” non costi tanto di più rispetto al carrello tradizionale, costituisce un cambiamento importante nelle nostre abitudini alimentari.
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La riprova di quanto la grande distribuzione prenda sul serio questi cambiamenti arriva da uno degli attori principali del mercato alimentare: Coop, sempre più decisa a investire e a immettere nuovi prodotti nella sua linea Bene.si, contrassegnata dal grande disco colore celeste. In questo caso si è andati oltre, provvedendo a distinguere l’offerta secondo le "esigenze terapeutiche" del cliente. Si parte dalle difese immunitarie, affidate in larga parte a latti fermentati e derivati, quindi l’azione antiossidante garantita dai polifenoli presenti nei biscotti, dove imperversa la già citata melagrana, guardiana delle cellule e nemica della chirurgia estetica.
Stessa attenzione rispetto alla regolarità intestinale e alla riduzione del colesterolo, due problematiche molto diffuse che hanno generato una quantità indiscriminata di prodotti e che Coop ha affrontato prendendo per buono ciò che la scienza ha detto da tempo, ricorrendo perciò alle fibre probiotiche per stimolare la motilità intestinale e agli steroli vegetali per ridurre il colesterolo.
Sembra dunque che la nuova offerta alimentare non tralasci alcuna parte del nostro corpo, dalla pelle, alle ossa, agli anticorpi, al cuore, all’intestino. A noi non resta che utilizzare la testa. Troppe volte un carrello pieno di occasioni “tre per due” finisce per intasare la pattumiera e le nostre arterie. E se un tempo era usuale dare un’occhiata alla libreria per farsi un’idea del padrone di casa, oggi è il caso di sbirciare pure in dispensa.