Cosa succede quando un colosso mondiale del peso di Philips si pone l’obiettivo di migliorare la vita a tre miliardi di persone? Tutte le ultime novità sulle nuove frontiere della telemedicina attraverso una rete capillare poco conosciuta ma che è già diffusa nel mondo. La cardiologia il primo obiettivo, con un’infinità di presidi alla portata di tutti e con defibrillatori in grado di essere manovrati anche da un adolescente.
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Più la medicina si evolve, più il tempo diventa una variabile importante, se non addirittura decisiva. Una malattia presa in tempo è meno temibile, meno dolorosa, meno dannosa, meno dispendiosa. In questo senso le nuove tecnologie risultano le migliori alleate nella cura tempestiva e sono ormai infinite le terapie rivoluzionarie capaci di mantenerci in salute intervenendo in anticipo, senza alterare il nostro stile di vita e senza ricorrere al ricovero in ospedale. Ma è ancora tutto, troppo sulla carta. Volenti o nolenti, l’ospedale resta ancora la risposta principale, con tutto l’annesso di ricoveri complicati, infinite liste d'attesa, camere affollate, giorni trascorsi inutilmente a letto aspettando un banale esame radiografico, fattori che dilatano i tempi anziché ridurli. La tecnologia esiste ma stenta a entrare nell’ordinaria gestione sanitaria e per di più noi pazienti sappiamo troppo poco di alcuni dispositivi che sono ormai facili da manovrare quanto il nostro smartphone e garantiscono risultati importanti per il nostro benessere, senza particolari esborsi.
Per questo motivo fa clamore la scelta di Philips di intensificare e acclarare la sua attività nell’health technology, settore che vede il colosso olandese nettamente in testa fra i produttori mondiali (69 mila dipendenti in oltre cento nazioni). Mettere al servizio della nostra salute i 125 anni di esperienza accumulati da Philips nel tempo non è cosa da poco, specie quando l’obiettivo viene scritto nero su bianco e recita testualmente: “Migliorare la vita a 3 miliardi di persone entro l’anno 2025”. Pressappoco mezzo pianeta.
Se a qualcuno sembra un obiettivo esagerato è bene sapere che le apparecchiature e i sistemi predisposti dalla casa olandese hanno già interessato 2 miliardi di soggetti.
La grande operazione che Philips sta conducendo è quella di portare benessere alle persone attraverso ogni momento della vita e in ogni luogo, in una pluralità di tempo e spazio che viene definito “Health Continuum”. Si sta puntando quindi ad una dimensione di benessere molto ampia , dalla prevenzione al sostegno di uno stile di vita sano, dalla diagnosi precoce al trattamento fino alle cure domiciliari. Questa nuova dimensione vede un ruolo del paziente sempre più attivo per ciò che riguarda la tutela della propria salute e benessere e la collaborazione tra paziente e medico grazie anche a sistemi come la piattaforma digitale basata su Cloud di Philips HealthSuite che consente di sviluppare un modello sanitario collaborativo tra professionisti e pazienti attraverso la condivisione da remoto di dati personali e clinici. Un approccio prezioso specie nei Paesi come l’Italia dove un cittadino su cinque ha più di 65 anni, uno dei più alti tassi di invecchiamento al mondo (secondo Eurostat entro il 2050 saremo 9 miliardi, di cui 2 miliardi sopra i 60 anni con una maggiore incidenza di malattie croniche).
E’ la cardiologia il settore dove Philips primeggia e concentra gli sforzi maggiori. Sulla scia di uno studio globale, l’azienda olandese ha recentemente rilasciato i dati della ricerca Future Health Study, che mostra come pur avendo il 58% degli intervistati una percezione positiva del proprio stato di salute, l’83% degli over 55 risulta affetto da almeno una patologia riferita all’ambito cardiologico e respiratorio.
Al recente Esc congress 2016, appuntamento imperdibile del settore, sono state presentate decine di soluzioni innovative tra le quali un sistema di raggi x tridimensionali, un simulatore che riproduce in animazione gli effetti di un intervento chirurgico, un misuratore precisissimo dei vasi sanguigni e del loro stato di deterioramento, con tutti i valori annessi, un kit portatile per le analisi del sangue oltre ad altre apparecchiature che facilitano non poco il lavoro dei medici ma soprattutto abbattono i rischi di incidenti e il sopraggiungere di imprevisti.
Bert van Meurs, Business Leader of Image Guided Therapy di Philips, riassume così: "Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte e le cure cardiologiche sono più costose rispetto a qualsiasi altra malattia cronica. In Philips, crediamo che ogni cuore sia unico e ogni paziente meriti un approccio individuale e personalizzato per la cura della propria salute. A tal fine, stiamo fornendo ai medici gli strumenti necessari per consentire un processo decisionale clinico efficiente ed efficace e fornire assistenza personalizzata a ciascuno dei loro pazienti”.
E’ recente, infine, l’importante accordo che Royal Philips ha siglato con laWorld Heart Federation, in occasione della giornata mondiale del Cuore e a 20 anni dal primo dispositivo Aed, il defibrillatore automatico esterno Philips. E’ stato lanciato “My hearth is unique”, un hub educativo progettato per stimolare la conoscenza della prevenzione cardiovascolare attraverso una vita sana. Nel 2015, i defibrillatori Philips di ultima generazione, gli HeartStart, erano presenti a bordo dell’80% delle grandi compagnie aeree statunitensi, decine di compagnie aeree regionali e molti dei più grandi corrieri internazionali. L’intento è però di andare oltre. Nasce da qui il progetto “Health for life” che la Philips Foundation ha lanciato in Italia insieme alla Croce Rossa e a Brianza per il Cuore e che ha interessato gli oratori di Monza. Al motto di “everyday hero”, si addestrano all’uso dei moderni defibrillatori adulti e perfino ragazzi. “Sono strumenti facilissimi da usare, si apre la scatoletta e dentro si trovano tutte le istruzioni da seguire passo passo - assicura Joe Frassica, Chief medical e Chief Science Officer di Philips Research America del Nord -, dobbiamo far capire che il momento che intercorre tra quando il cuore smette di battere e l’arrivo dei soccorritori è cruciale. Per ogni persona in più che apprende e si fida a utilizzare i nostri defibrillatori esiste la possibilità di salvare una vita”.
Questo perché, come si diceva, il tempo e la tecnologia possono salvarci la vita, a qualsiasi età. Nonostante quanto si pensi l’arresto cardiaco colpisce molti ragazzi al di sotto dei 18 anni ed è assolutamente sbagliato, in questo casi, attendere l’arrivo di uno specialista. Dopo dieci minuti di arresto cardiaco solo il 10 per cento dei casi sopravvive, mentre un defibrillatore nelle mani di un soggetto inesperto portano i casi di sopravvivenza al 31,4 per cento.